Elon Musk contro l’F-35: «Un fallimento progettuale»

Roberto Vivaldelli

19/12/2024

L’F-35 sta diventando un simbolo di spreco e promesse non mantenute nella difesa americana: anche Elon Musk critica il programma.

Elon Musk contro l’F-35: «Un fallimento progettuale»

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha recentemente approvato la produzione a pieno regime dell’F-35, nonostante i noti problemi tecnici che continuano a minare l’efficacia del programma.

L’F-35 Lightning II, infatti, è un caccia di quinta generazione progettato e prodotto dalla Lockheed Martin. Fa parte di uno dei programmi di difesa più ambiziosi e costosi della storia, con l’obiettivo di fornire alle forze armate un velivolo avanzato per operazioni di combattimento aria-aria, aria-terra e ricognizione in ambienti complessi e altamente contestati.

Una decisione ha sollevato interrogativi sull’adeguatezza della supervisione da parte del Congresso americano sui grandi programmi di acquisizione militare e sulla capacità di mettere in discussione l’idoneità di tali progetti per la produzione su larga scala.

Il flop dell’F-35

Un rapporto altamente classificato redatto dal Direttore dei Test Operativi e Valutativi (DOT&E), che ha valutato le capacità operative iniziali dell’F-35, è stato reso disponibile in modo limitato solo ai membri delle commissioni per i Servizi Armati del Senato e della Camera. Nonostante il rapporto evidenziasse numerose carenze, il Dipartimento della Difesa ha autorizzato la produzione completa dell’aereo circa un mese dopo la pubblicazione.

Un’analisi della versione pesantemente censurata del rapporto, ottenuta dal Project On Government Oversight (POGO) attraverso il Freedom of Information Act, rivela alcune delle principali criticità, tra cui il «mancato raggiungimento di requisiti fondamentali di disponibilità e affidabilità», oltre al fatto che l’F-35 non soddisfa ancora gli standard previsti per garantire la prontezza operativa in scenari di combattimento complessi. Altro problema: la persistente imprecisione del cannone di bordo, il che compromette la capacità dell’aereo di svolgere missioni di supporto ravvicinato in modo efficace.

Anche Elon Musk contro il programma F-35

Il programma dell’F-35, il più costoso nella storia degli armamenti, è tornato sotto i riflettori grazie alle critiche di Elon Musk. Il fondatore di SpaceX, noto per la sua schiettezza, ha espresso forti riserve sul caccia multiruolo in un post pubblicato su X il 25 novembre. "Il design dell’F-35 era difettoso già a livello di requisiti, perché doveva essere troppe cose per troppe persone. Questo lo ha reso un sistema costoso e complesso, un jolly di tutti i mestieri, ma maestro di nessuno. Il successo non era mai tra le possibilità,” ha scritto Musk.

Le parole di Musk hanno trovato un sostenitore in Dan Grazier, analista del già menzionato Project On Government Oversight (POGO), che da tempo critica il programma. «Elon Musk ha assolutamente ragione… e non solo perché dico la stessa cosa da un decennio», ha affermato Grazier in un articolo pubblicato su Responsible Statecraft.

Le critiche non riguardano solo il costo esorbitante – circa 300 miliardi di dollari in 23 anni di sviluppo – ma anche la scarsa capacità militare offerta in cambio. Secondo Grazier, la produzione degli F-35 presso lo stabilimento di Fort Worth continua a sfornare aerei con capacità di combattimento limitate. «Ci vorranno anni prima che ingegneri completino hardware e software per rendere pienamente operativi i nuovi F-35», ha scritto. Anche i jet già in servizio presentano gravi problemi. Durante il 2023, l’intera flotta ha raggiunto solo il 30% di tasso di missione pienamente operativo, un dato che Grazier definisce «sconvolgente per un programma di questa portata».

Grazier sottolinea come i difensori del programma stiano spostando l’attenzione sul suo impatto economico, piuttosto che sui suoi meriti militari. Il Fort Worth Star-Telegram, giornale locale legato al territorio dove si costruisce l’F-35, ha recentemente pubblicato un articolo con dichiarazioni di legislatori, funzionari della difesa e accademici che sostengono il programma per i posti di lavoro e i benefici economici che genera. "Quando il miglior argomento a favore di un programma d’arma è il suo impatto economico, è chiaro che il valore militare è limitato,” avverte Grazier. Questo spostamento di narrativa dovrebbe, a suo parere, preoccupare i vertici della Lockheed Martin, l’azienda responsabile del programma.

Questa vicenda riguarda da vicino anche l’Italia. Il nostro Paese, come indicato nel Documento Programmatico Pluriennale (DPP) 2024-2026, ha deciso di acquisire ulteriori 25 caccia F-35 per un costo complessivo di 7 miliardi di euro, comprensivo di aggiornamenti e supporto logistico fino al 2035. Questa Fase 3 del programma porterà la flotta italiana a un totale di 115 velivoli. Dei nuovi aerei, 15 saranno F-35A (variante convenzionale) e 10 F-35B (decollo corto e atterraggio verticale), suddivisi tra Aeronautica Militare (5) e Marina Militare (5). Ne vale davvero la pena?