Perché il Bitcoin è crollato (e perché potrebbe continuare a farlo)

Redazione Crypto

2 Gennaio 2025 - 09:41

Il prezzo del Bitcoin torna sotto la quota dei $100.000, gli investitori temono un nuovo bear market. Cosa potrebbe spingere il prezzo ancora più in basso?

Perché il Bitcoin è crollato (e perché potrebbe continuare a farlo)

Negli ultimi giorni dell’anno, il prezzo del Bitcoin (BTC) ha vissuto oscillazioni drammatiche che hanno spaventato sensibilmente investitori e analisti.

Durante il periodo natalizio, fino agli ultimi giorni dell’anno, la quotazione è tornata vicino ai $90.000, registrando una perdita del 15% rispetto ai massimi storici, per poi tornare a nuovamente a quota $95.000 i primi giorni dell’anno.

Un classico calo del mercato rialzista? Forse, ma ci sono segnali che indicano che questa contrazione potrebbe avere radici più profonde e prolungarsi nel tempo. Per quale motivo il prezzo di BTC/USD potrebbe proseguire il proprio percorso ribassista?

1) La minaccia della stagflazione

Uno dei fattori più rilevanti che pesa sui mercati globali è la minaccia di un 2025 caratterizzato da un duro periodo di stagflazione: un fenomeno economico caratterizzato da crescita stagnante, alta disoccupazione e inflazione elevata.

Sebbene questa combinazione sia rara, i recenti segnali preoccupanti suggeriscono che potrebbe diventare uno dei principali temi economici del 2025. L’inflazione, già un problema persistente, è stata alimentata nel corso del 2024 da politiche monetarie «semi» espansive, con un economia che comunque ha continuato a crescere ad un ritmo annuo superiore al 2%.

In questo contesto, la Federal Reserve (Fed) si trova in una posizione particolarmente difficile. Nonostante le aspettative iniziali di un possibile allentamento delle politiche monetarie, i dati recenti sull’inflazione suggeriscono che la Fed potrebbe mantenere i tassi d’interesse alti nel breve termine. Questo genera un ambiente ostile per gli asset rischiosi: non a caso, insieme a Bitcoin e ad altre criptovalute, anche i titoli tecnologici, così come molti dell’S&P 500 e del Nasdaq 100, stanno continuando a contrarsi, generando grande malcontento tra gli investitori.

Ma ha senso preoccuparsi? Il mercato sembra rispondere di sì. Il Fear & Greed Index di CNN è tornato rapidamente in zona «fear», nonostante solo poche settimane fa fosse entrato in zona «greed». Questo segnala non solo una grande incertezza, ma anche una situazione estremamente delicata, che potrebbe portare a una contrazione più profonda, specialmente considerando l’iperestensione tecnica degli asset più rischiosi nel 2025.

La stagflazione rappresenta infatti un pericolo significativo per Bitcoin. Gli investitori potrebbero preferire allocazioni più conservative, spostandosi su strumenti come i Treasury statunitensi, che offrono rendimenti più interessanti in un contesto di alti tassi d’interesse.

2) Il problema di Tether, una bomba a orologeria

Il secondo fattore che potrebbe influenzare negativamente il futuro di Bitcoin è legato a Tether (USDT), la stablecoin più utilizzata al mondo e la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato. Sebbene USDT sia progettato per mantenere un valore stabile ancorato al dollaro, le recenti preoccupazioni sulla sua trasparenza e sulla sua gestione della liquidità hanno sollevato dubbi significativi.

Tether afferma di supportare ogni token USDT con riserve adeguate, principalmente in titoli di Stato statunitensi (Treasury) e altre attività liquide. Tuttavia, la mancanza di trasparenza nei dettagli delle riserve di Tether ha attirato l’attenzione di regolatori e investitori.

Molti temono che, in caso di uno shock di mercato o di una massiccia richiesta di riscatto, Tether potrebbe non essere in grado di onorare tutte le sue passività. Un tale scenario rappresenterebbe un rischio sistemico per l’intero ecosistema cripto, dato il ruolo centrale di Tether come fonte di liquidità.

In particolare, le nuove regolamentazioni dell’Unione Europea sulle criptovalute aggiungono ulteriore pressione a Tether. Le normative richiedono maggiore trasparenza e accountability per le stablecoin, il che potrebbe mettere in difficoltà Tether se non fosse in grado di soddisfare tali requisiti. Questo aumento del controllo potrebbe portare a una fuga di capitali da USDT, con conseguenze potenzialmente devastanti per i mercati delle criptovalute.

Difatti, con l’entrata in vigore del MiCA, USDT rischia il delisting dagli exchange conformi alla normativa. Questo evento, che sembra essere già avvenuto su exchange di rilievo come Coinbase, sta causando una brusca contrazione della capitalizzazione di mercato della stablecoin.

E se fossero, invece, dei fattori rialzisti?

Visti da un altro punto di vista, questi due motivi possono anche sostenere l’entusiasmo sul mercato crypto nel 2025.

Durante periodi di instabilità economica, Bitcoin potrebbe essere rivalutato come una riserva di valore alternativa, simile all’oro. Gli investitori potrebbero percepire BTC come una copertura contro la stagflazione, riconoscendone la natura deflazionistica e il ruolo come bene rifugio.

Allo stesso modo, se gli investitori decidessero di spostare i capitali detenuti in USDT direttamente in Bitcoin, il risultato sarebbe un aumento della domanda e del prezzo di BTC. Considerando che la capitalizzazione di mercato di Tether supera i $70 miliardi, un tale trasferimento di valore potrebbe alimentare un rally significativo per Bitcoin.

In sintesi, entrambi i fattori analizzati, la stagflazione e le problematiche legate a Tether, rappresentano minacce concrete per Bitcoin, ma offrono anche potenziali opportunità. Da un lato, la stagflazione potrebbe deprimere i mercati, spingendo gli investitori a evitare asset rischiosi come BTC.

Dall’altro, in un contesto di inflazione elevata e incertezza economica, Bitcoin potrebbe guadagnare terreno come alternativa al sistema finanziario tradizionale. Similmente, mentre i problemi di Tether rappresentano un rischio sistemico per il mercato cripto, un eventuale collasso della stablecoin potrebbe innescare un trasferimento di capitali su Bitcoin, stimolando un nuovo ciclo rialzista.