Il petrolio crolla, i BTP rispondono. Ma dietro ai minimi di rendimento si nasconderebbe un equilibrio più fragile di quanto sembri.
Il petrolio sarebbe sceso a circa $70 al barile dai $100 di un mese fa, e questo movimento starebbe trainando i BTP verso i minimi di rendimento dall’11 marzo. Il meccanismo sembrerebbe diretto: meno petrolio, meno inflazione attesa, e quindi meno pressione sulle banche centrali nell’alzare i tassi, il che potrebbe far salire i prezzi delle obbligazioni e scendere i rendimenti. Ma questa logica potrebbe reggere solo finché regge una condizione che molti non darebbero per scontata.
Per capire perché i BTP starebbero beneficiando proprio in questa fase, sarebbe utile partire dalla catena causale che collegherebbe il prezzo del petrolio all’obbligazionario italiano, individuando il punto in cui quella catena potrebbe spezzarsi.
Il petrolio come interruttore dell’inflazione
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