Perché l’estrema destra vincerà le elezioni europee 2024 e cosa succederà dopo

Flavia Provenzani

26 Gennaio 2024 - 12:23

I partiti di estrema destra possono raggiungere, per la prima volta, la maggioranza al Parlamento UE con elezioni europee 2024. Ecco cosa succederà dopo.

Perché l’estrema destra vincerà le elezioni europee 2024 e cosa succederà dopo

Un’altra - grande - ascesa dei partiti anti-Europa è attesa in occasione delle elezioni europee 2024. Se fosse davvero così, il Parlamento europeo dovrà dire addio al suo faticoso equilibrio, mentre i pilastri dell’agenda UE sgretolarsi, soprattutto quelli legati ad azioni e interventi in tutela del clima.

Analizzando i sondaggi politici dei 27 Stati membri, unitamente alla performance elettorale dei partiti in occasione delle ultime elezioni europee, viene fuori che in 9 Paesi la destra radicale sarà la più votata. Parliamo di Paesi come Italia, Francia, Austria, Polonia.

Potrebbe stare per nascere, per la prima volta, una maggioranza di destra al Parlamento europeo, composta da estrema destra, conservatori e democristiani, soprattutto se in Paesi come Germania, Spagna, Portogallo e Svezia i partiti anti-UE risulteranno tra i tre più votati.

L’analisi è contenuta all’interno di un report per il Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR) a cura dei politologi Simon Hix e Kevin Cunningham (la versione originale è disponibile qui).

Cosa succede se l’estrema destra vince alle elezioni europee 2024

Secondo i suoi autori, tali evidenze dovrebbero essere “un campanello d’allarme per i politici europei su ciò che è in gioco”, sottolineando come le conseguenze del voto siano di vasta portata. Soprattutto qualora dovesse essere bloccato il Green Deal, preferendo una linea più dura, ad esempio, nella gestione dei flussi migratori e negli aiuti verso l’Ucraina.

Un Parlamento europeo a maggioranza d’estrema destra potrebbe poi avere impatto sulle dinamiche governative interne nei Paesi membri, rafforzando quei governi che “cercano di limitare l’influenza dell’UE dall’interno” - in primis quello italiano, anche in Svezia, Slovacchia, Ungheria e Paesi Bassi, nel caso in cui Geert Wilders riuscisse a salire alla guida del nuovo governo.

Tale contesto, unito alla possibilità che Donald Trump riconquisti l’incarico da presidente alle elezioni USA 2024, secondo gli esperti potrebbe portare a un rifiuto dell’“interdipendenza strategica e delle partnership internazionali in difesa degli interessi e dei valori europei”.

Più nello specifico, gli autori prevedono che la coalizione di destra destinata a nascere dopo le elezioni potrebbe portare avanti un’“azione politica anti-climatica” capace di bloccare la transizione verde dell’UE.

Delle recenti proposte di legge dell’UE a tema ambiente, come la Legge sul Ripristino della Natura adottata lo scorso luglio, sono state approvate per una manciata di voti nel contesto del Parlamento attuale, a causa dell’opposizione da parte di gruppi di destra. Una normativa del genere sarebbe destinata a crollare in un Parlamento dove dell’estrema destra è ancora più forte.

Perché i partiti anti-Europa possono vincere le elezioni europee 2024

Osservando i risultati degli ultimi sondaggi politici si nota come i principali gruppi politici nel Parlamento UE – il Partito popolare europeo di centro-destra (PPE), l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), il centrista Renew Europe (RE) e i Verdi (G/EFA) – siano destinati a perdere deputati.

I gruppi più radicali, come i Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e Identità e Democrazia (ID), secondo i sondaggi saranno i vincitori principali. La possibilità che questi entrino in una coalizione di maggioranza, per la prima volta, si fa sempre più concreta.

La destra radicale avrà più voce in capitolo che mai, anche se rimane probabile che il PPE rimarrà il gruppo più numeroso, mantenendo così il suo potere di definizione dell’agenda e di scelta del prossimo presidente della Commissione europea.

Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, sempre stando ai sondaggi, dovrebbe conquistare 27 poltrone, mentre Rassemblement National di Marine Le Pen 25 seggi.

Il Partito della Libertà austriaco (FPÖ) dovrebbe raddoppiare il totale dei suoi deputati portandoli a sei, mentre in Germania l’estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) raddoppierà la sua rappresentanza arrivando a 19.

Si ricorda che Parlamento europeo è composto da 705 membri, con i seggi che sono ripartiti in base alla popolazione di ciascuno Stato membro.

I partiti populisti euroscettici risulteranno essere i più votati in:

  • Italia,
  • Austria,
  • Belgio,
  • Repubblica Ceca,
  • Francia,
  • Ungheria,
  • Paesi Bassi,
  • Polonia,
  • Slovacchia.

Sempre secondo le proiezioni, invece, gli stessi dovrebbero essere tra i secondi e i terzi più votati in:

  • Bulgaria,
  • Estonia,
  • Finlandia,
  • Germania,
  • Lettonia,
  • Portogallo,
  • Romania,
  • Spagna,
  • Svezia.

Di conseguenza, il report prevede che il gruppo parlamentare di estrema destra Identità e Democrazia (ID) otterrà fino a 40 seggi in più, per un totale di 98, diventando così la terza forza politica all’interno del Parlamento europeo e aprendo la possibilità di una coalizione di “destra populista” tra PPE, ECR, e ID, in rappresentanza del 49% dei deputati nel nuovo Parlamento.

I sondaggi e i modelli d’analisi suggeriscono che il numero di eurodeputati dell’attuale coalizione di “centro-sinistra” (S&D, G/ALE e Left) scenderà dal 36% al 33% del totale, mentre la principale coalizione di “centro-destra” (PPE, RE e ECR) vedrà la sua presenza scendere dal 49 al 48%.

Vi è poi il nodo Ungheria. Qualora Fidesz, il partito del primo ministro Viktor Orbán, attualmente non iscritto, ottenesse 14 seggi, potrebbe diventare il terzo gruppo più numeroso unendosi al partito nazional-conservatore ECR.
Se così fosse, ECR e ID avrebbero insieme quasi il 25% dei deputati, più del PPE e S&D. Le proiezioni vedono la percentuale dei seggi della coalizione dei partiti tradizionali (PPE, S&D e RE) scendere dal 60% al 54%.