Perché dicono che il 2035 sarà l’anno della morte dell’intelligenza artificiale?

Laura Pellegrini

14 Gennaio 2026 - 18:06

L’intelligenza artificiale è destinata a morire entro il 2035 a causa del model collapse. Il lavoro umano diventerà merce rara e preziosa per le aziende.

Perché dicono che il 2035 sarà l’anno della morte dell’intelligenza artificiale?

L’intelligenza artificiale è una delle innovazioni tecnologiche più rivoluzionarie del nostro secolo: diverse aziende hanno già iniziato a implementare nuovi sistemi intelligenti ed efficienti per migliorare i processi produttivi e rendere più veloci i meccanismi interni, mentre altri imprenditori restano ancora scettici di fronte al cambiamento.

Per molte persone l’AI costituisce una minaccia al lavoro umano, in quanto potrebbe essere in grado di sostituire le attività umane nel giro di alcuni anni. Ci sono già diversi esempi di utilizzo di robot e sistemi intelligenti al posto dei lavoratori e, anzi, sono sempre più frequenti i licenziamenti di dipendenti sostituiti dall’AI.

Ma secondo gli esperti l’intelligenza artificiale è destinata a morire entro il 2035 a causa del cosiddetto “model collapse”. Che cosa accadrà dopo questa data e come potrebbe cambiare il mondo del lavoro con il tramonto dell’AI? Le aziende possono salvarsi adottando una strategia.

La morte dell’intelligenza artificiale è già segnata

La previsione sulla morte dell’intelligenza artificiale non è lasciata al caso, ma si basa sul concetto di “model collapse”. Come hanno spiegato gli esperti di FinancialLounge.com, per funzionare l’AI ha bisogno di informazioni fresche e originali scritte da persone umane e curate nei dettagli, costantemente aggiornate e periodicamente revisionate per migliorare i modelli. Quando utilizziamo AI Overview per ottenere risposte alle nostre domande in modo rapido e semplice lo possiamo notare chiaramente: l’AI riprende contenuti provenienti da siti web scritti da persone umane che siano editori, content editor, giornalisti o altri specialisti dell’informazione.

Lo stiamo vedendo proprio in questi ultimi mesi: la crisi degli editori online e dei siti web di informazione è il segnale chiave di come l’intelligenza artificiale stia prendendo piede a sfavore dei contenuti approfonditi e accurati scritti da persone umane. In futuro, se i giornali online e i siti web specializzati dovessero fallire, verrebbero a mancare le informazioni primarie che l’AI utilizza per dare risposte alle domande degli utenti. A questo punto potrebbe scoppiare la crisi.

Nel momento in cui saranno gli algoritmi ad aggiornare le informazioni dell’AI, in un loop continuo, il sistema sarà destinato a fallire: le informazioni saranno sempre meno accurate e non corrette. Per fare un esempio, è come fare una fotocopia a una foto originale e poi continuare a fotocopiare la copia: la qualità dell’immagine andrebbe via via peggiorando.

Come sospettano numerosi esperti, quindi, la bolla dell’intelligenza artificiale è destinata a scoppiare se non correttamente gestita e istruita da persone umane.

Model Collapse entro il 2035: cosa significa

Quello che gli esperti chiamano “model collapse” è un punto di non ritorno nel quale i sistemi di intelligenza artificiale verranno istruiti da algoritmi che non saranno in grado di fornire informazioni utili, corrette ed essenziali per soddisfare gli intenti di ricerca degli utenti, soprattutto nei settori specifici come finanza, investimenti, economia, ecc.

Le informazioni saranno sempre meno precise e dettagliate, i testi potrebbero risultare ripetitivi e ridondanti, mentre i contenuti umani specializzati (in tecnologia, finanza, economia, ecc) che provenivano dai siti web e dai giornali online diventeranno una merce sempre più rara e introvabile.

Si verificherà quindi un fenomeno nuovo: invece di sostituire il lavoro umano (come avviene ad oggi), l’AI avrà sempre più bisogno di revisione, controllo e supporto da parte di lavoratori specializzati nell’addestramento dei modelli linguistici. E nasceranno quindi nuove professioni tecniche che richiederanno specifiche competenze nell’ambito AI.

Solo con una stretta collaborazione tra mentre umana e tecnologia, si potrà superare questa crisi.

Cosa dovrebbero fare le aziende entro il 2035?

La domanda che sorge spontanea a questo punto è una sola: che cosa possono fare imprenditori e aziende per salvarsi dalla crisi dell’intelligenza artificiale? La scelta più strategica che si possa fare è quella di affiancare ai sistemi di intelligenza artificiale dei lavoratori specializzati e formare il personale sull’utilizzo di questi nuovi strumenti, affinché si possa trarre vantaggio dalla tecnologia.

Invece di sostituire completamente il lavoro umano con quello delle macchine, le aziende dovrebbero investire in formazione e aggiornamento per poter raccogliere in futuro i frutti dei propri investimenti.

Chi sceglierà invece di licenziare i propri dipendenti in favore dell’AI, si troverà a un punto di non ritorno e non potrà più contare sulla qualità e la precisione che caratterizzano il lavoro umano.

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