Perché conviene ristrutturare casa entro la fine del 2026, aliquote bonus edilizi a confronto, tetti di spesa e risparmio fiscale prima dei tagli del 2027.
Il 31 dicembre 2026 rappresenta una scadenza spartiacque per il settore edilizio e per i proprietari di immobili in Italia. Con il riordino dei bonus edilizi avviato negli ultimi anni, il 2026 è l’ultimo anno utile per poter effettuare i lavori edilizi con una detrazione più vantaggiosa per le prime case. Dal 2027, infatti, è previsto un ridimensionamento drastico delle aliquote per le detrazioni.
Avviare un intervento di ristrutturazione entro la fine del 2026 consente di pianificare i lavori potendo contare su aliquote potenziate al 50% per le abitazioni principali evitando la riduzione sia dell’aliquota sia del tetto di spesa. Per le seconde case, inoltre, si può beneficiare dell’aliquota ridotta al 36%, comunque più favorevole rispetto agli anni futuri.
Agire entro il 31 dicembre 2026, quindi, consente da una parte di ridurre l’impatto dei costi e dall’altra di adeguare l’immobile alle direttive europee aumentandone il valore di mercato e la classe energetica.
La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato i bonus fiscali con la medesima aliquota dello scorso anno fino al 31 dicembre 2026, ma limitatamente all’abitazione principale. Dal 1° gennaio 2027, invece, l’aliquota di detrazione scende sia per l’abitazione principale che per le seconde case.
Da considerare che negli ultimi anni ristrutturare è meno conveniente poiché la Manovra 2025 ha apportato modifiche al sistema di calcolo delle detrazioni spettanti. La modifica, che sottolineiamo essere molto importante, limita il tetto delle spese detraibili a ciascun contribuente in base al reddito.
Come sono cambiate le detrazioni nel 2025
Nel 2024 ogni contribuente con reddito fino a 120.000 euro (perché da questo limite e fino a 240.000 euro sono previste diminuzioni) aveva diritto a fruire delle detrazioni senza limiti se non quelli imposti dalla propria capienza fiscale. Di fatto, quindi, se un contribuente doveva versare 20.000 euro di Irpef poteva avere diritto anche a 20.000 euro di detrazioni su spese detraibili effettuate.
Dal 2025 alle spese detraibili di cui si può fruire è messo un tetto massimo basato sui seguenti tetti di reddito:
- fino a 75.000 euro, detrazioni immutate rispetto al 2024;
- per redditi superiori a 75.000 euro l’importo base delle detrazioni è di 14.000 euro;
- per redditi superiori a 100.000 euro l’importo base delle detrazioni è di 8.000 euro.
Per calcolare la spettanza delle detrazioni 2025 l’importo base spettante (per redditi a partire da 75.000 euro) deve essere moltiplicato per il coefficiente che dipende dal numero dei figli che nello specifico è:
- 0,50, se nel nucleo familiare non sono presenti figli a carico;
- 0,70, se nel nucleo familiare è presente un figlio a carico;
- 0,85, se nel nucleo familiare sono presenti due figli fiscalmente a carico;
- 1, se nel nucleo familiare sono presenti più di due figli fiscalmente a carico o almeno un figlio con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104, fiscalmente a carico.
Rispetto agli anni passati, quindi, per molti contribuenti si assiste a una diminuzione delle detrazioni spettanti sulle spese effettuate.
Il tetto in questione comprende tutte le spese detraibili escluse quelle per gli interessi passivi del mutuo e quelle sanitarie. Vi rientrano, invece, le spese spettanti per i bonus edilizi che, essendo spalmate su più anni vanno prese in considerazione solo per la quota annuale.
Perché conviene ristrutturare casa entro la fine del 2026?
Come abbiamo accennato la Legge di Bilancio di quest’anno ha prorogato la detrazione al 50% limitatamente alle abitazioni principali per tutto il 2026. Per le seconde case la detrazione è scesa al 36%.
Quello che bisogna tenere presente, però, è che queste aliquote resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2026 e sono destinate a scendere dal 1° gennaio 2027 al:
- 36% per le abitazioni principali;
- 30% per le seconde case.
Per chi ha in programma una ristrutturazione, l’installazione di condizionatori, caldaie o tende da sole, quindi c’è una convenienza indubbia a effettuare i lavori entro la fine dell’anno poiché rimandarli al 2027 significherebbe perdere:
- il 14% di detrazioni sull’abitazione principale;
- il 6% di detrazione sulle seconde case.
Per massimizzare il beneficio fiscale, quindi, è necessario agire prima che le aliquote tornino a scendere perché, solitamente, questa tipologia di intervento ha un costo abbastanza importante e le soglie di detrazioni che verrebbero a mancare potrebbero essere anche abbastanza alte (anche in considerazione dei tagli che la Manovra ha portato sui benefici fiscali a partire dal 1° gennaio scorso).
Nella seguente tabella comparativa illustriamo gli effetti della diminuzione delle aliquote di detrazione:
| Tipologia di immobile | Aliquota detrazione 2026 | Aliquota detrazione 2027 | Perditia di beneficio fiscale |
|---|---|---|---|
| Prima casa (abitazione principale) | 50% (tetto 96.000 €) | 36% (tetto 96.000 €) | - 14% |
| Seconda casa / Altri/immobili | 36% (tetto 96.000 €) | 30% (tetto 96.000 €) | - 6% |