Perché Biden vincerà contro Trump alle Elezioni USA 2024

Glauco Maggi

01/05/2023

Alle Elezioni USA 2024 alle urne andrà in scena la rivincita tra due nonni, come voluto dai DEM, uno scenario che permetterebbe a Biden una vittoria schiacciante contro Trump.

Perché Biden vincerà contro Trump alle Elezioni USA 2024

Con l’annuncio del presidente Biden di voler correre ancora per il bis alle Elezioni USA 2024 gli americani sanno di che morte moriranno tra 19 mesi: alle urne andrà in scena la rivincita tra due nonni, Donald di 78 e Joe di 82 anni. Il che, di per sé già molto preoccupante, è anche assurdo: infatti, la maggioranza degli iscritti a entrambi i partiti dice da tempo nei sondaggi che preferirebbe candidati diversi, più giovani.

Invece, è certo al 100% che i Democratici non hanno un candidato alternativo serio e Joe ha la nomination in tasca: i due sfidanti che si sono candidati finora, il rampollo anti-vaccini della famiglia Kennedy e la candidata seriale Marianne Williamson, sono macchiette, e il fatto che abbiano comunque, insieme, avuto quasi il 20% di preferenze tra i DEM nei primi sondaggi è una ulteriore manifestazione di disperazione tra i DEM. Sembrano dire “chiunque, non lui”, ma si può scommettere che rientreranno nei ranghi al momento della verità.

Tra i Repubblicani lo scenario è diverso. Trump è il favorito, ma solo al 51,3%. Questa è la media dei voti per lui nei sondaggi nel GOP, tenuta da Real Clear Politics nelle ultime settimane. Il governatore della Florida Ron DeSantis, secondo, è crollato al 23,6%, dopo le buone performance dei mesi scorsi, e gli altri, da Mike Pence a Nikki Haley a Tim Scott, sono al 4% o peggio. Comunque, questi sono concorrenti veri e rappresentano, insieme, circa il 35% dei votanti del GOP. Ma è un nocciolo duro di Never Trump che punta solo ad espandersi nelle primarie che inizieranno a gennaio? Oppure è una minoranza di Repubblicani frustrati e scontenti di Trump, ma pronti a risalire sul suo carro?

A dispetto della realtà del Paese, che in un contesto politico normale imporrebbe il cambio di inquilino alla Casa Bianca, la strategia dei DEM per la vittoria appare più chiara di quella del GOP. Per spiegarla, riepiloghiamo qualche dato oggettivo sulla situazione nel paese. Il tasso generale di inflazione con Biden presidente ha toccato un massimo che non si vedeva da 40 anni, quando c’era Carter. Il reddito reale perso da una famiglia media a causa dell’inflazione che ha costantemente superato gli stipendi è di 7.400 dollari annui, secondo calcoli della Heritage Foundation. Malgrado quanto Biden dica nei comizi sui 25 milioni di posti di lavoro ‘creati’ dalle sue politiche economiche, la verità è che è stato soltanto colmato il buco spaventoso dovuto al Covid. Non a caso, gli americani che pensano che l’economia sia in condizioni buone o eccellenti sono il 14%, e quelli che non vogliono che il presidente si presenti ancora sono il 70%.

Quindi, se non può vantare alcun successo reale, perché corre? E perché è convinto d’avere la sicurezza di vincere? La risposta è Trump. Secondo l’ultimo sondaggio di WPA Intelligence, in uno scontro testa a testa con lui Biden conquisterebbe 319 Grandi Elettori espressi dai voti popolari Stato per Stato, mentre a Trump ne andrebbero 219, un distacco significativo.

Ecco perché, obtorto collo o no, l’establishment Democratico accetta, anzi deve puntare, sulla ripetizione del ticket del 2020. Candidarsi contro Biden alle primarie significherebbe del resto anche far fuori la vicepresidente Kamala Harris, donna e di colore (è di origini indiane, ma passa per nera). Un Democratico che scendesse in campo sarebbe accusato di razzismo e di misoginia, anche se la Harris è unanimemente giudicata male, nel suo partito e nei sondaggi popolari, dove ha un indice di favorevoli del 37,8% con il 54,2% che la bocciano. È quindi peggio di Biden, che nel Paese ha il 41,3% di favorevoli e il 52,8% di sfavorevoli. E neppure la prospettiva di un subentro alla presidenza di una vice simile, dovesse Biden lasciare nel corso del secondo mandato per motivi fisici o mentali, spaventa la dirigenza del partito. L’esperienza di avere, di fatto, guidato da dietro le quinte il vecchio Joe, riducendo ai minimi storici interviste e conferenze stampa per farlo parlare solo con discorsi preconfezionati, ha creato un modello di governo replicabile anche con Kamala. A lei basterebbe un modicum di intelligenza, quella di accettare di fare da marionetta del collaudato team di consiglieri che hanno gestito finora il suo capo.

Gli sforzi dei DEM, da qui al voto, saranno insomma soltanto dedicati a far vincere Trump alle primarie del GOP. Hanno visto che, manovrando le cause legali che pendono su di lui, riescono a farlo passare per vittima, con ciò eccitando i suoi fans più fanatici contro il sistema giudiziario e rendendoli ancora più fedeli a lui. Di materiale, i procuratori e i giudici Democratici ne hanno in abbondanza e possono tenere Trump al centro della attenzione dei media fino al novembre 2024. Dopo l’incriminazione per il pagamento della porno star (la sentenza verrà in dicembre), si profilano altri cinque casi, con altrettante incriminazioni che faranno scalpore: il processo per l’assalto del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill dai trumpiani aizzati dal loro leader; il tentativo di alterare il voto presidenziale in Georgia; le casse di documenti top secret emersi a casa sua a Mar A Lago; l’inchiesta civile a New York sulle irregolarità nei bilanci della Trump Organization; le accuse di una giornalista per violenze da lei subite decenni fa.

Tutta questa pubblicità giudiziaria avrà un effetto negativo tra gli indipendenti e la gente normale, giocando a favore di Biden per le elezioni di novembre. Sul fronte dei Repubblicani, oltre al 51,3% che è già con lui, e al 35% dei Never Trump citati sopra, resta da vedere quanti altri, tra i non schierati oggi, saranno così disgustati dall’offensiva dei processi “politicizzati” contro di lui da decidere di stare, obtorto collo o no pure loro, dalla sua parte.

L’argomento che dovrebbe essere al centro dell’attenzione del pubblico per decidere chi scegliere, ossia la qualità di un candidato di piacere alla maggioranza della gente, politicizzata e non, per la propria simpatia, la carica umana, lo charme, e le idee, è completamente assente. Anche in questa tornata, come nel 2020, la strategia di Biden è di far votare la maggioranza di americani contro Trump.

Il mistero è che, anche se i sondaggi dicono che in un testa a testa tra Biden e Ron DeSantis vincerebbe quest’ultimo, anche se per poco (+1,2%), i Repubblicani sembra proprio che vogliano dare la nomination a Trump, assecondando il disegno di Biden. Masochismo politico del GOP? Si merita la sconfitta.