Perché è necessario aumentare subito i salari: la spiegazione del ministro Orlando

Stefano Rizzuti

30 Aprile 2022 - 11:48

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, torna a chiedere alle imprese un aumento degli stipendi e spiega perché alzare i salari ora è fondamentale per rilanciare i consumi.

Perché è necessario aumentare subito i salari: la spiegazione del ministro Orlando

La proposta del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, non è piaciuta a Confindustria. Ma il tema rimane sul tavolo e la questione dovrà essere affrontata. Parliamo dell’aumento dei salari richiesto dal ministro e che lo stesso Orlando ha ipotizzato di legare agli aiuti alle imprese.

Per Confindustria è un ricatto e la soluzione andrebbe trovata altrove, magari nel taglio del cuneo fiscale di cui beneficerebbero lavoratori e imprese. Per Orlando, però, un’ipotesi non esclude l’altra e l’idea di un aumento dei salari, in un periodo di forte inflazione, deve essere presa in considerazione e affrontata.

In un’intervista a La Stampa, il ministro del Lavoro spiega perché a suo avviso è fondamentale ora aumentare gli stipendi, aiutando così i lavoratori ma anche tutta l’economia italiana, evitando un calo dei consumi che appare inevitabile con l’incremento dei prezzi.

Perché Orlando chiede di aumentare gli stipendi

Nell’intervista a La Stampa Orlando risponde innanzitutto a Confindustria, spiegando che la sua proposta di legare gli aiuti all’aumento dei salari non è un ricatto. La sua richiesta agli industriali è quella di sedersi a un tavolo e trovare un accordo per dare risorse alle imprese che, però, finiscano sui salari dei lavoratori.

L’idea potrebbe essere quella di sostenere le imprese che rinnovano i contratti, magari con incentivi differenziati, a giudizio del ministro. Come spiega Orlando, “se i salari più bassi non crescono avremo un pezzo del mondo del lavoro che sprofonda nella povertà e avremo il rischio di una caduta della domanda interna”.

In sostanza, Orlando spiega che serve una soluzione immediata contro il caro prezzi che si registra ormai in tutti i settori. A suo avviso è quindi fondamentale che i lavoratori possano disporre di salari più alti anche per poter far crescere i consumi, che rischiano invece una battuta d’arresto con l’aumento dei prezzi.

Lo scontro tra Orlando e Confindustria

Secondo Orlando la risposta negativa di Confindustria alla sua proposta rappresenta “un’indicazione politica sulla quale riflettere”: “Si poteva rispondere ’non è questa la strada, però discutiamone’, ma si è risposto così”.

Confindustria propone invece un taglio del cuneo fiscale, ma per Orlando una cosa non esclude l’altra. Però non basta tagliare il cuneo fiscale per aiutare i lavoratori, perché secondo il ministro serve anche un adeguamento dei salari più bassi per risolvere quello che definisce un duplice problema: “L’inflazione che si mangia i salari e la disuguaglianza molto grande all’interno del mondo dei salariati”.

Il taglio del cuneo fiscale

Il taglio del cuneo fiscale proposto da Confindustria consisterebbe in un investimento per lo Stato da 16 miliardi di euro, una strada difficilmente percorribile. Il presidente degli industriali punta a un taglio per tutti i redditi fino a 35mila euro, il che vorrebbe dire 1.223 l’anno in più per ogni lavoratore. Il taglio del cuneo fiscale sembra essere un’ipotesi da considerare per Orlando, ma non basta, a giudizio del ministro. E per questo chiede un aumento dei salari.

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