«Arrivati a questo punto, dobbiamo stare attenti».
Sam Altman, fondatore di OpenAI, la startup creatrice di ChatGPT, in un’intervista rilasciata a Rebecca Jarvis, corrispondente principale di affari, tecnologia ed economia di ABC News, ha espresso la sua preoccupazione per la possibilità che sistemi di Intelligenza Artificiale Generale (Agi) «possano essere usati per la disinformazione su larga scala. Inoltre, migliorando sempre di più nella scrittura di codice informatico, potrebbero anche essere usati per eseguire cyber-attacchi» spiegando così il motivo della crescente cautela della sua azienda nella creazione e diffusione di questi modelli.
Il CEO di OpenAI crede, infatti, che la tecnologia dell’IA rimodellerà la società così come la conosciamo e che questo sviluppo comporti pericoli reali, ma possa, al contempo, anche essere «la più grande tecnologia che l’umanità abbia mai sviluppato» per migliorare le nostre vite.
Questo porterebbe al cosiddetto «scenario Terminator», che ricorda la saga dei film con Arnold Schwarzenegger.
Lo “scenario Terminator”
Come molti altri suoi colleghi, Altman è infatti preoccupato del “rischio esistenziale” legato alla diffusione di intelligenze artificiali sempre più evolute. Assieme a filosofi come Nick Bostrom e imprenditori come Bill Gates e il suo ex socio Elon Musk, Altman è tra i teorici del cosiddetto “scenario Terminator”.
Secondo questa teoria, sviluppare l’Intelligenza Artificiale potrebbe significare mettere in pericolo l’umanità, in quanto l’intelligenza umana, una volta raggiunta la singolarità, potrebbe essere presto superata dalle Intelligenze Artificiali che potrebbero, pertanto, divenire una minaccia su scala globale.
«Una Agi superintelligente non allineata ai valori umani potrebbe provocare atroci danni al mondo», ha affermato Altman, come riporta Wired, in un post pubblicato sul blog di OpenAIspiegando di aver «posto un limite ai ritorni economici che i nostri investitori possono ottenere, per non essere incentivati a cercare guadagni anche a costo di dispiegare qualcosa che potrebbe potenzialmente essere catastroficamente pericoloso».
«Mano a mano che i nostri sistemi si avvicinano alla Agi stiamo diventando sempre più cauti nella creazione e diffusione di questi modelli […] Le nostre decisioni richiederanno molta più cautela di quella che la società solitamente applica alle nuove tecnologie», ha aggiunto.
Nella sua intervista alla ABC, Altman ha sottolineato che OpenAI ha bisogno che sia le autorità di regolamentazione sia la società siano coinvolte il più possibile con il lancio di ChatGPT, insistendo sul fatto che questo sforzo di coordinamento aiuterà a scoraggiare le potenziali conseguenze negative che la tecnologia potrebbe avere sull’umanità. Ha aggiunto di essere in “contatto regolare” con funzionari governativi.
Sebbene celebri il successo del suo prodotto, Altman riconosce le possibili conseguenze pericolose dell’IA, timori che, su sua stessa ammissione, lo tengono sveglio la notte: «Sono particolarmente preoccupato che questi modelli possano essere utilizzati per la disinformazione su larga scala».