Fauci: “Obbligo morale ordinare cibo d’asporto”

Per l’immunologo statunitense ordinare cibo d’asporto è un modo per sostenere le imprese locali in un momento di grave difficoltà economica

Fauci: “Obbligo morale ordinare cibo d'asporto”

Ordinare cibo d’asporto è un “obbligo morale” in un momento simile. Non si tratta dell’opinione di un consumatore destinata a passare inosservata, perché la seguente affermazione è del dottor Anthony Fauci, per molti il massimo immunologo a livello mondiale.

In una recente intervista alla CNN, Fauci ha confermato di ordinare cibo da asporto più volte alla settimana, etichettando la cosa non come una scelta dettata da abitudine o pigrizia, ma dalla volontà di assecondare “quasi un obbligo morale”.

Si tratta infatti - ha spiegato - di uno sforzo per sostenere le imprese locali affossate dalla pandemia di coronavirus:

“Sono molto dispiaciuto per ristoranti e bar che perdono clienti e soldi, e sento che è quasi un obbligo morale provare a mantenerli a galla comprando cibo d’asporto”.

Fauci: “Obbligo morale ordinare cibo d’asporto”

Fauci, che vive a Washington con sua moglie, ha spiegato che è sua abitudine ordinare regolarmente cibo da asporto durante la pandemia, come un modo per “sostenere le imprese locali della zona”:

“Anche se ho la possibilità di cucinare a casa, diverse sere alla settimana esco per ordinare cibo da asporto esclusivamente per sostenere la ristorazione in grave difficoltà ”,

ha spiegato l’immunologo.

Negli USA più che in Italia, molte attività stanno riuscendo a sopravvivere alla pandemia solo grazie a un massiccio, talvolta totale ricorso alle opzioni di asporto e consegna.

A settembre, più di 100.000 ristoranti e bar erano stati chiusi negli Stati Uniti, con una conseguente perdita di entrate stimata in 240 miliardi di dollari secondo la National Restaurant Association.

Mentre molti ristoranti restano aperti per pranzi al coperto ma a capacità ridotte, Fauci ritiene “ancora molto rischioso” mangiare in ambienti simili di persona. Altro motivo che lo spinge a prediligere l’asporto:

“Se ci rechiamo in un ristorante - qualunque sia la capacità ammessa, il 25% o il 50% - all’interno aumenta vertiginosamente il rischio contagio. Se vogliamo tornare a una normale esistenza e godere di un ristorante in compagnia, il modo migliore per farlo è arrivare prima a un livello di infezioni il più basso possibile.”

Fino ad allora, prendere il cibo da asporto resta quindi - assicura Fauci - l’opzione più sicura. Secondo i Centers for Disease Control, il rischio di contrarre il Covid-19 dalla manipolazione di cibo ricevuto da consegne resta “molto bassa”.

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