Per anni milioni di persone hanno giocato a Pokémon Go senza sapere di contribuire all’addestramento di robot

Andrea Fabbri

29 Marzo 2026 - 00:23

I dati che milioni di persone hanno accumulato giocando a Pokémon Go sono stati venduti a un’azienda di consegne per addestrare dei robot

Per anni milioni di persone hanno giocato a Pokémon Go senza sapere di contribuire all’addestramento di robot

Nel 2016 il mondo del gaming venne completamente rivoluzionato dall’arrivo di Pokémon Go, uno dei primi videogiochi mobile a sfruttare le potenzialità offerte dalla realtà aumentata.

In appena 10 anni il titolo ha messo insieme circa 700 milioni di download e ha dato vita a un giro d’affari superiore ai 5 miliardi di euro. Intorno al suo successo, però, non sono mai mancate polemiche e l’ultima è arrivata qualche giorno fa: Niantic, creatrice del gioco, ha confermato che i dati raccolti da milioni di giocatori vengono oggi utilizzati per addestrare robot che consegnano cibo in Europa e negli USA.

Quello che sembrava soltanto un divertente e realistico gioco è diventato uno dei più grandi esperimenti di crowdsourcing della storia.

L’accordo tra Niantic e Coco Robotics

Ha fatto non poco scalpore la notizia annunciata da Niantic di aver stretto un accordo con Coco Robotics per la cessione di più di 30 miliardi di immagini catturate dagli utenti durante il gioco nell’ultimo decennio.

Immagini che Coco userà per creare un sistema di posizionamento visivo incredibilmente preciso per i propri robot da consegna, permettendo loro di muoversi con una precisione impossibile da raggiungere con il GPS.

Nei momenti di picco massimo a Pokémon Go giocavano circa 50 milioni di persone al mese. Quello che non sapevano, però, è che scansionando luoghi e oggetti in cerca di animaletti, stavano creando una delle più accurate mappe tridimensionali del mondo reale.

Ogni scansione con la fotocamera dello smartphone creava dati che Niantic usava per costruire i suoi modelli 3D e maggiore era il numero dei giocatori, più accurato diventava il modello. E sono proprio quei dati che ora vanno ad “addestrare” l’intelligenza artificiale dei robot autonomi di Coco.

I robot di consegna più precisi della storia

I “fattorini” robotici di Coco sfrutteranno il sistema di posizionamento visivo (VPS) di Niantic, potranno muoversi sul marciapiede e, a differenza di quelli basati sul GPS, sistema rivelatosi spesso impreciso nelle aree densamente popolate, riusciranno a rilevare edifici e punti di riferimento con precisione quasi millimetrica.

In più saranno muniti di telecamere che permetteranno loro di non perdersi, di identificare l’ambiente circostante e di registrare dati a ogni consegna per far sì che il sistema diventi sempre più preciso.

La questione privacy e gli allarmi sull’uso dei dati

La partnership tra Niantic e Coco crea non poche questioni legate all’utilizzo dei dati personali degli utenti. Niantic ha assicurato che le immagini “vendute” vengono elaborate in forma anonima, ma secondo i Termini e Condizioni del gioco, gli utenti non possono eliminare quelle già inserite nel sistema.

Un esempio di come attività apparentemente innocue come giocare con lo smartphone possano trasformarsi in un attimo in input per progetti tecnologici di larga scala.

La speranza è che Niantic non abusi dei dati a sua disposizione e che questi, in futuro, non vengano utilizzati per iniziative molto più pericolose. Un allarme lanciato da varie organizzazioni come Red de Defensa de Derechos Digitales (R3D) che ha sottolineato il rischio che mappe di questo tipo possano essere sfruttate per creare sistemi di armi automatizzate.

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