Pensioni, ultime novità sul tavolo della Commissione Bilancio

Pensioni, ultime novità sul tavolo della Commissione Bilancio. Ecco un riepilogo delle principali proposte di riforma del sistema previdenziale al vaglio del governo.

Pensioni, ultime novità sul tavolo della Commissione Bilancio

Pensioni: ecco le ultime novità che verranno presentate sul tavolo della Commissione Bilancio che si riunirà lunedì 4 novembre.

In queste settimane concitate per la definizione del testo della manovra, uno dei temi più controversi e dibattuti è stato proprio quello della riforma previdenziale.

La maggioranza di governo ha dovuto lavorare in modo intenso per trovare un accordo su questioni cruciali per il funzionamento del sistema pensionistico italiano, quali Quota 100, rivalutazioni delle pensioni, Ape Social, pensioni anticipate e per i giovani.

I nodi sulla riforma previdenziale non sembra siano stati tutti sciolti. I sindacati promettono battaglia su vari fronti, quali la rivalutazione pensionistica e la questione del pensionamento anticipato per lavori usuranti.

Anche all’interno della maggioranza le voci discordanti su Quota 100 continuano a mettere in dubbio le decisioni assunte nel testo della manovra.

Analizziamo quali sono le ultime novità sulle pensioni che saranno discusse sul tavolo della Commissione Bilancio lunedì prossimo.

Ape Social e Opzione Donna

Le ultime novità sulle pensioni riguardano innanzitutto la conferma di Ape Social e Opzione Donna fino al 2021. Questi due sistemi di pensionamento agevolato consentono a particolari categorie di lavoratori di ottenere l’assegno previdenziale in modo anticipato.

Con Ape Social si potrà andare in pensione con 63 anni di età e 30 di contributi, che diventano 35 in casi specifici.

Per quanto riguarda il sistema Opzione Donna, l’uscita dal lavoro anticipato coinvolge le lavoratrici donne che possiedono 35 anni di contributi al 31 dicembre 2019 e hanno 58 anni (se lavoratrici dipendenti) o 59 anni (se autonome). Opzione Donna garantisce un assegno pensionistico secondo i calcoli contributivi.

Quota 100

Quota 100 è stata confermata fino al 2021 con l’intento di non rinnovarla negli anni futuri. La questione resta una delle più controverse all’interno della maggioranza e nel dibattito con i sindacati.

La ministra dell’Agricoltura Bellanova, infatti, in una recente intervista continua a ripetere che Quota 100 andrebbe abolita, affermando una battaglia da sempre sostenuta da Italia Viva. La volontà è di aprire una discussione al riguardo in Parlamento.

Anche i sindacati seguono con attenzione le decisioni dell’esecutivo sul tema. Il nodo da sciogliere è quello del dopo Quota 100 e di come affrontare la questione della flessibilità in uscita a partire dal 2022, quando si presenterà con uno scalone di 5 anni.

Rivalutazione pensioni

Confermata nel testo della manovra la rivalutazione al 100% delle pensioni fino a 4 volte il minimo (2029 euro al mese). I cambiamenti previsti con questa riforma, però, sono considerati esigui e di scarso impatto sugli assegni dei pensionati.

La rivalutazione fino ad oggi, infatti, è del 97%. L’aumento dell’adeguamento di soli 3 punti percentuali è contestato dai sindacati, che vorrebbero un cambiamento più significativo.

Si stima che tale modifica rivalutativa porterà circa 3 euro di aumento l’anno sugli assegni pensionistici.

Commissione per pensioni anticipate

Il tema delle pensioni anticipate sarà affrontato in una specifica commissione tecnica. Questo è quanto stabilisce il testo della manovra in esame alla Commissione Bilancio lunedì.

La questione è considerata fondamentale per il futuro previdenziale dell’Italia. Innanzitutto, saranno valutati ampliamenti delle categorie di lavori usuranti ai quali estendere la pensione anticipata.

Verranno studiati anche canali di uscita dal lavoro in anticipo da attivare dopo Quota 100.

Confronto su pensioni giovani

È probabile che l’appuntamento di lunedì 4 novembre per discutere di manovra e pensioni possa riportare tra le priorità anche il tema del fondo previdenziale pubblico per i giovani.

La proposta, sostenuta dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico, riguarda le categorie di lavoratori più giovani che hanno carriere lavorative discontinue e legate a contratti atipici. Per loro, potrebbe essere prevista una pensione di garanzia.

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1 commento

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carmelo • Novembre 2019

sono un pensionato con pensione propria e con una reversibilita’ da parte del coniuge deceduto di quattro centesimi,si perche’ da una pensione spettante di €1.400,00 io ne percepisco netti appena €380.il problema e’ proprio questo.
1° mia moglie ha versato contributi per piu’ di 20 anni,posso capire che l’importo venga ridotto del 35%,ma che venga ridotto ulteriormente del 45% perche’ io di reddito alto e’ una truffa ed e’ sicuramente illegale.anche perche’ con le tasse che sono costretto a pagare,non arrivo a fine mese.allora come la mettiamo?

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