Chi prende la pensione ha diritto alla Carta acquisti, ma solo se soddisfa questi requisiti. Un bonus di 480 euro, ecco come farne richiesta.
C’è un bonus che spetta alle persone in età da pensione che si rinnova nel 2026: ci riferiamo alla Carta acquisti, una social card differente dalla Carta Dedicata a te, che può essere richiesta da chi ha compiuto i 65 anni di età e soddisfa determinati requisiti legati al reddito.
A tal proposito va detto che a inizio 2026 sono cambiati i limiti per beneficiare della Carta acquisti, come pure i moduli per farne domanda attraverso gli uffici di Poste Italiane. Un’opportunità da non perdere, specialmente per quei pensionati che prendono molto poco di assegno e che pertanto sono alla ricerca di un sostegno extra, utile per far fronte alle spese di prima necessità.
Attenzione però perché specialmente i limiti di reddito per beneficiare della Carta acquisti sono molto bassi, pertanto l’importo della pensione deve essere contenuto. Vediamo quindi qual è la soglia da non superare nonché quali sono le altre condizioni che un pensionato deve soddisfare per avere diritto a questa particolare “social card”.
Cos’è la Carta acquisti per i pensionati?
La Carta acquisti è una normale carta di pagamento elettronico, con la differenza che quando si utilizza per fare la spesa i soldi vengono addebitati, e saldati, direttamente dallo Stato, fino a un limite di 40 euro al mese, 480 euro annui appunto.
Carta che può essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati al circuito Mastercard, come pure nelle farmacie, nelle parafarmacie e per il pagamento delle bollette di luce e gas.
Chi può richiederla
La Carta acquisti è rivolta a una platea ben definita di pensionati e, più in generale, di persone anziane in condizioni economiche particolarmente contenute.
Come anticipato, il primo requisito fondamentale riguarda l’età: possono presentare domanda solo coloro che hanno compiuto almeno 65 anni (ma anche in presenza di figli di età inferiore a 3 anni).
A questo si affianca il requisito della regolarità della presenza sul territorio italiano, che non riguarda esclusivamente i cittadini italiani, ma anche quelli dell’Unione Europea e una serie di categorie di cittadini stranieri extra Ue, purché in possesso di un titolo di soggiorno stabile, come il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, il diritto di soggiorno o di soggiorno permanente, oppure lo status di rifugiato o di titolare di protezione sussidiaria. In ogni caso è necessario risultare regolarmente iscritti all’Anagrafe della popolazione residente presso il Comune di residenza.
Dal punto di vista economico, la Carta acquisti è pensata per chi percepisce pensioni o trattamenti assistenziali di importo molto basso. La normativa stabilisce infatti che la somma dei trattamenti pensionistici e degli altri redditi personali non deve superare 8.230,81 euro annui, soglia aggiornata all’1 gennaio 2026. Questa viene innalzata a 10.974,42 euro annui per chi ha almeno 70 anni di età, riconoscendo una maggiore tutela ai pensionati più anziani.
A questo requisito si affianca quello dell’Isee: indipendentemente dall’età, per accedere alla social card è necessario non superare la soglia di 8.230,81 euro.
Non meno rilevanti sono i limiti patrimoniali, che mirano a escludere dall’agevolazione chi, pur avendo un reddito basso, dispone di beni o utenze incompatibili con la finalità assistenziale della misura. Non possono beneficiare della Carta acquisti i soggetti che, da soli o insieme al coniuge, risultano intestatari di più utenze elettriche domestiche, di utenze elettriche non domestiche o di più forniture di gas. Allo stesso modo, restano esclusi coloro che possiedono più di un autoveicolo o più immobili a uso abitativo, anche solo in quota rilevante, così come chi detiene immobili non residenziali o un patrimonio mobiliare superiore a 15.000 euro, come risulta dall’Isee.
Infine, la Carta non spetta a chi già beneficia di vitto a carico dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche, ad esempio in caso di ricovero permanente in strutture di lunga degenza o di detenzione.
Per capire meglio chi rientra nei requisiti, può essere utile fare un esempio. Un pensionato di 67 anni che vive da solo e percepisce esclusivamente una pensione annua di 8.000 euro lordi rientra nella soglia prevista: divisi per 12 mesi, si tratta di circa 666 euro al mese. In questo caso, se anche l’Isee è inferiore a 8.230,81 euro e non vi sono patrimoni o utenze eccedenti i limiti, la Carta acquisti può essere concessa.
Diverso il caso di un pensionato di 72 anni: per chi ha almeno 70 anni, il limite annuo sale a 10.974,42 euro, che corrispondono a circa 914 euro di pensione mensile. Anche in questo caso, superare tale importo comporta automaticamente l’esclusione dal beneficio.
Come fare domanda per la Carta acquisti
Per richiedere la Carta acquisti è necessario compilare il seguente modulo, disponibile anche presso gli uffici di Poste Italiane (per chi, ad esempio, non disponesse della stampante).
Nel modulo vanno inseriti i dati anagrafici del richiedente, il codice fiscale, l’indirizzo di residenza e gli estremi di un documento di identità valido; in caso di pensionato coniugato devono essere indicati anche i dati del coniuge. Con la firma si chiede il rilascio di una nuova carta oppure l’accredito degli importi su una Carta acquisti già intestata.
Alla domanda va allegata un’attestazione Isee in corso di validità e occorre verificare che il reddito complessivo annuo, dato dalla somma di pensioni e altri trattamenti (esclusi gli arretrati), rientri nei limiti previsti.
Il modulo compilato e la documentazione vanno presentati all’ufficio postale, che rilascia una ricevuta. In caso di esito positivo, la comunicazione per il ritiro della carta arriva a casa e l’importo spettante viene caricato direttamente sulla Carta acquisti, utilizzabile dopo la ricezione dell’apposito codice Pin.
© RIPRODUZIONE RISERVATA