Pensioni, l’errore del Movimento 5 Stelle: Quota 100 non cancella la Legge Fornero

Pensioni, il Movimento 5 Stelle attacca: “Quota 100 non si tocca, ricordate com’era la riforma Fornero?” La Legge del 2011, però, è ancora al suo posto.

Pensioni, l'errore del Movimento 5 Stelle: Quota 100 non cancella la Legge Fornero

Pensioni, il Movimento 5 Stelle rassicura i cittadini riguardo a Quota 100, annunciando - tramite la pagina Facebook ufficiale - che la misura di flessibilità introdotta nel 2019, e confermata per il 2020 e 2021, non è in discussione.

Il Movimento 5 Stelle, però, commette nuovamente un errore sul fronte pensioni. Nel post in questione, infatti, parla della Legge Fornero al passato, come se la riforma del 2011 fosse solamente un lontano ricordo grazie alle novità introdotte da Quota 100.

In realtà per parlare di superamento della Legge Fornero serve ben altro (qui un approfondimento in merito) e il Governo lo sa tant’è che qualche settimana fa lo stesso Ministro del Lavoro, la pentastellata Nunzia Catalfo, ha annunciato l’avvio di un tavolo di confronto con i sindacati utile per pensare ad una nuova riforma delle pensioni che possa risolvere le storture ereditate dai provvedimenti approvati negli anni scorsi.

Una riforma che servirà, parola del Ministro del Lavoro, per superare la riforma Fornero, obiettivo che Quota 100 da sola non è stata in grado di raggiungere.

Pensioni, Quota 100 non si tocca: il post del Movimento 5 Stelle

Poche ore fa il Movimento 5 Stelle ha pubblicato sulla propria pagina Facebook ufficiale un post con il quale ha smentito le voci che si susseguono da settimane riguardo ad una possibile cancellazione di Quota 100.

Il M5S ha smentito queste voci in quanto grazie a Quota 100 è stata data la possibilità a moltissime persone di “andare finalmente in pensione”. E poi ha aggiunto:

“Qualcuno forse si è dimenticato cosa fu la Legge Fornero, il simbolo di una crisi scaricata interamente sui cittadini, una legge illogica e irresponsabile che in questi anni ha costretto alla disoccupazione decine di migliaia di giovani e ha ricompensato persone che hanno lavorato per oltre quarant’anni con l’incertezza più totale”.

Ebbene, i verbi al passato (“cosa fu la Legge Fornero”) sembrano far credere che Quota 100 sia riuscita a superare le novità introdotte in quel 2011, quando la crisi economica portò il Governo Monti ad introdurre requisiti più restrittivi per l’accesso alla pensione.

Non è assolutamente così, basti guardare i numeri di Quota 100: circa 260 mila lavoratori hanno beneficiato di questa misura nel 2019 per accedere anticipatamente alla pensione e, secondo le stime, altri 246 mila faranno altrettanto nel 2020.

Pensioni: per superare la Legge Fornero serve altro

Quota 100 secondo il Movimento 5 Stelle è uno dei “pilastri dell’Italia di oggi e domani” ed è per questo che è stata confermata almeno fino al 31 dicembre 2021.

Il tutto mentre aumenta la lista di coloro che vorrebbero eliminarla il prima possibile, come ad esempio il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Indipendentemente dalle parole di elogio del Movimento 5 Stelle, però, non si può negare che Quota 100 abbia comunque dei difetti. Ad esempio bisogna considerare il costo elevato, così come il fatto che a poter accedere a questa misura siano più uomini che donne.

500 mila persone in due anni, poi, non sono un numero sufficiente per parlare di superamento della Fornero, visto che i numeri di coloro interessati dalla riforma del 2011 sono molto più ampi. Senza contare che per gli ultimi esodati non è ancora arrivata la tanto attesa nona salvaguardia.

Insomma, per superare la Legge Fornero serve ben altro e non è detto che tornare indietro sia possibile (specialmente dal punto di vista economico). Per raggiungere questo obiettivo servirebbero misure come Quota 41 per tutti che andrebbe ad abbassare ulteriormente il requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata, obiettivo che tuttavia difficilmente sarà raggiungibile in tempi brevi.

Il Ministro del Lavoro ne parlerà con i sindacati nel tavolo che verrà aperto a breve, nel quale si discuterà di riforma delle pensioni. Una riforma che, a differenza di Quota 100, dovrà sì servire a superare la legge Fornero.

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1 commento

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Roberto • 8 gennaio

Ma quando scrivete che «la quota 100 ha un costo elevato», considerate il costo totale della pensione o solo i primi anni ?

Andando in pensione a 62 anni, con un assegno pari al 72% di quello di vecchiaia (finte Progetica / Corriere della Sera) la spesa totale fino agli 84 anni (uomo) sarebbe inferiore a quella sostenuta con l’assegno del 100% a 67 anni. Per una donna (87 anni di aspettativa di vita) il bilancio è ancora più conveniente.

Per maggiore chiarezza:
Quota 100 : 72*(84-62) = 1564
Vecchiaia : 100*(84-67) = 1700.
differenza a favore dello stato
1700 - 1564 = 136

Anche attualizzando all’1,5% tutte le somme il conto è favorevole allo stato.
E migliora per le donne che, a 65 anni, hanno una aspettativa di vita di 87.

Lo stesso «business case» si può fare per 63, 64, 65 etc; e si tratta comunque di persone che hanno pagato fior di contributi.

Quello che costa davvero è il retributivo: perché nessuno parla di riconvertire col contributivo tutte le pensioni esistenti ? Basterebbe una legge costituzionale, per evitare piagnistei sui «diritti acquisiti», e se la si può fare per ridurre il numero dei parlamentari (misura inutile e populista) perché non per distribuire meglio le risorse previdenziali ?

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