Nati negli anni ’70, quando si va in pensione? I requisiti sono destinati ad aumentare notevolmente, ecco fino a che età.
Sei nato negli anni ’70? Allora dimentica le regole attuali per andare in pensione: quando arriverà il tuo momento, l’età pensionabile sarà con ogni probabilità più alta rispetto a quella di oggi.
Già ciò che accadrà nei prossimi anni offre un’indicazione chiara della direzione. Dal 2027 scatterà infatti il meccanismo previsto dalla legge Fornero, secondo cui i requisiti pensionistici vengono adeguati all’aumento della speranza di vita. Questo comporterà un primo incremento di 1 mese dell’età pensionabile, seguito da altri 2 mesi nel 2028. Un ulteriore aumento è atteso nel 2029, quando - secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato - si dovrebbe aggiungere un altro scatto di 3 mesi.
Non si tratta di interventi isolati. L’andamento demografico stimato dall’Istat indica infatti un progressivo aumento della speranza di vita nei prossimi anni, con adeguamenti destinati a ripetersi nel tempo. In altre parole, il requisito anagrafico per la pensione continuerà a salire, in media con 2 mesi in più ogni biennio.
Ma fino a che punto per chi è nato negli anni ’70? Se le previsioni dell’Inps troveranno conferma, il diritto alla pensione di vecchiaia potrebbe essere raggiunto ben più tardi rispetto a quanto accade oggi. Vediamo quando.
Di quanto aumenta l’età pensionabile per i nati negli anni ’70
Per chi è nato negli anni ’70 il punto fermo è uno: l’età pensionabile non resterà quella attuale. Il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita previsto dalla riforma Fornero porterà infatti a un incremento progressivo e costante del requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia, oggi pari a 67 anni, con scatti che si susseguiranno quasi ogni due anni.
Se le previsioni attuali dovessero essere confermate, il percorso sarà graduale ma continuo. Nel dettaglio, per capire davvero quanto salirà l’età pensionabile bisogna partire da alcuni esempi. Per chi è nato negli anni ’70, infatti, non conta solo quando si compiono i 67 anni, ma soprattutto quale sarà il requisito richiesto in quel preciso momento storico.
Partiamo da chi è nato nel 1970. I 67 anni verranno raggiunti nel 2037, ma a quella data l’età pensionabile sarà già salita a circa 68 anni e 2 mesi. Questo significa che l’uscita dal lavoro slitterà almeno al 2039, con un’attesa di oltre un anno rispetto alle regole attuali.
Spostandoci di qualche anno, chi è nato nel 1973 compirà 67 anni nel 2040. Anche in questo caso il requisito sarà più alto: si parla di circa 68 anni e 4 mesi, con la pensione che arriverà non prima del 2041-2042.
Per i nati nel 1975 il discorso è ancora più evidente. I 67 anni maturano nel 2042, ma nel frattempo l’età pensionabile sarà già salita a circa 68 anni e 6 mesi. Di conseguenza, bisognerà attendere almeno il 2043 o il 2044 per smettere di lavorare.
Arrivando verso la fine del decennio, chi è nato nel 1977 compirà 67 anni nel 2044, quando il requisito sarà vicino ai 68 anni e 8 mesi. Anche qui la pensione si allontana, con uscita possibile intorno al 2045-2046.
Infine, il caso di chi è nato nel 1979 è forse il più emblematico. I 67 anni verranno raggiunti nel 2046, ma a quel punto l’età pensionabile sarà ormai prossima ai 69 anni. Questo comporta uno slittamento fino al 2047 o al 2048 per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia.
Questi esempi rendono evidente un aspetto spesso sottovalutato: l’aumento non è improvviso, ma continuo. Ogni biennio aggiunge qualche mese, e alla fine il risultato è un allungamento significativo della vita lavorativa. Per chi oggi ha tra i 45 e i 55 anni, quindi, il traguardo della pensione è destinato ad allontanarsi progressivamente, seguendo l’andamento della speranza di vita.
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