Pensioni, detrazione del 50% del riscatto dei contributi: requisiti e come funziona

Riscattando i periodi non lavorati ai fini pensionistici è possibile godere di una detrazione del 50% sull’onere sostenuto; lo prevede la pace contributiva descritta dal decreto 4/2019.

Pensioni, detrazione del 50% del riscatto dei contributi: requisiti e come funziona

Con la pace contributiva è stata introdotta una detrazione sul costo sostenuto per il riscatto dei contributi ai fini pensionistici. Il decreto 4/2019, quindi, oltre a dare ai cittadini uno strumento utile per maturare più contributi possibili e anticipare l’accesso alla pensione, consente anche loro di risparmiare sul costo del riscatto grazie ad una detrazione ai fini Irpef del 50% dell’onere sostenuto.

Così come con il riscatto flessibile della laurea, anche la pace contributiva è infatti un’opzione esercitabile a domanda e a titolo oneroso, ma con un costo più basso - grazie alla detrazione del 50% - rispetto a quanto avviene attualmente per il versamento volontario dei contributi.

Quindi se state pensando di riscattare dei periodi di vuoti contributivi approfittando delle agevolazioni introdotte dal decreto 4/2019 vi interesserà sapere come funziona la detrazione del 50% per il riscatto dei periodi non lavorati e quali sono le condizioni da soddisfare per beneficiare di questo strumento.

Detrazione 50% per il riscatto dei contributi: chi può beneficiarne

Possono beneficiare di questa agevolazione detraendo dalle tasse il 50% del costo sostenuto per il riscatto dei periodi non lavorati esclusivamente gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO), nonché alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima. Vale anche per gli iscritti alla Gestione Separata Inps.

Come descritto dall’articolo 20 del D.L. 4/2019, però, ci sono altre condizioni che questi devono soddisfare per accedere a questa agevolazione:

  • non bisogna essere già titolari di pensione;
  • l’anzianità contributiva deve essere stata maturata dopo il 31 dicembre 1995. Ne possono fare richiesta, quindi, solamente coloro che hanno la pensione interamente calcolata con il sistema contributivo;
  • l’onere deve essere calcolato secondo i criteri ordinari. Quindi si moltiplica l’ultima retribuzione imponibile per l’aliquota IVS del 33%. Di conseguenza non è possibile beneficiare della detrazione del 50% per il riscatto flessibile della laurea, visto che in tal caso l’onere è già stato calcolato con parametri agevolati.

Per quali periodi riscattati si può beneficiare della detrazione

Non solo colui che beneficia della detrazione deve soddisfare dei requisiti ben precisi; lo stesso, infatti, vale per i periodi che si vogliono riscattare. Nel dettaglio, la detrazione vale per un massimo di cinque anni - non necessariamente continuativi - di periodi riscattati, i quali devono essere:

  • non coperti da contribuzione versata nella previdenza obbligatoria;
  • non soggetti ad obbligo contributivo;
  • antecedenti all’entrata in vigore del decreto 4/2019;
  • compresi tra due periodi lavorati.

Detrazione del 50% per il riscatto dei contributi: come funziona

Intanto è bene precisare che - almeno per il momento - la detrazione è stata introdotta solo in via sperimentale, e quindi resterà in vigore, salvo proroghe o conferme, fino al 31 gennaio 2021.

Nel dettaglio, questa si applica sul 50% dell’onere sostenuto per il riscatto del periodo non lavorato; questo può essere versato in un’unica soluzione oppure
a rate senza interessi (per un massimo di 60 rate, di cui ognuna non può avere un importo inferiore ai 30,00€). Tuttavia, qualora grazie al riscatto si matura il diritto alla pensione non è possibile ricorrere alla rateizzazione dell’onere.

L’onere è detraibile ai fini Irpef per il 50%; questa agevolazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo, a partire dall’anno di spesa.

C’è anche la possibilità che a sostenere l’onere per il riscatto contributivo non sia stato il lavoratore, bensì il suo datore di lavoro come forma di premio di produzione; in questo caso il costo del riscatto è deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo.

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