Pensioni: le agevolazioni per chi è disoccupato (e ha preso la NASpI)

Antonio Cosenza

1 Dicembre 2020 - 17:00

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Per chi prende la NASpI ci sono delle agevolazioni ai fini della pensione. Quota 41 e Ape Sociale le misure a disposizione dei disoccupati.

Pensioni: le agevolazioni per chi è disoccupato (e ha preso la NASpI)

Chi a pochi anni dal raggiungimento dei requisiti per il pensionamento resta disoccupato ha la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione di qualche anno. Ci sono diverse agevolazioni sulla pensione, infatti, per chi è disoccupato, purché nel frattempo abbia maturato il diritto all’indennità di disoccupazione NASpI.

Nel dettaglio, sono due le misure di flessibilità riconosciute ai disoccupati titolari di NASpI. Da una parte abbiamo l’anticipo pensionistico, ossia quella misura che permette l’uscita anticipata dal mercato del lavoro percependo negli anni che mancano al raggiungimento della pensione un’indennità sostitutiva. Dall’altra, invece, abbiamo una vera e propria strada per l’accesso alla pensione: si tratta di Quota 41, misura di flessibilità riservata ai cosiddetti lavoratori precoci.

Si tratta di due misure che vanno a tutelare alcune categorie di lavoratori, quali appunto i disoccupati. Come anticipato, però, non basta essere senza lavoro per poter fruire di queste due possibilità: per entrambe le misure, infatti, è necessario aver percepito la NASpI.

NASpI: a chi spetta?

Prima di vedere quali sono le agevolazioni ai fini della pensione per i disoccupati, è bene fare chiarezza su quando spetta la NASpI. Come anticipato, infatti, l’aver percepito l’indennità di disoccupazione è requisito essenziale per poter beneficiare sia dell’Ape Sociale che di Quota 41.

La NASpI spetta a coloro che hanno perso il lavoro per cause indipendenti dalla proprio volontà. Non ne ha diritto, quindi, chi si dimette - ad eccezione delle dimissioni per giusta causa - mentre spetta a chi viene licenziato o alla scadenza di un contratto a tempo determinato.

Ci sono, però, altri requisiti da soddisfare per avere diritto alla NASpI. Ad esempio, sono necessarie almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti all’inizio del periodo di disoccupazione. Sono anche richieste almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Chi perde il lavoro e soddisfa questi requisiti, quindi, può beneficiare della NASpI e non solo: al termine di questa, infatti, potrebbe anche accedere, qualora ne soddisfi gli altri requisiti, ad una delle misure di flessibilità per la pensione riconosciute dal nostro ordinamento in favore dei disoccupati.

Anticipo pensionistico per chi ha la NASPI

L’Anticipo PEnsionistico (APE) è quell’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS - in favore dei soggetti che soddisfano determinati requisiti - per tutto il tempo che manca al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia (o comunque fino al conseguimento della pensione anticipata).

L’Ape spetta all’età di 63 anni; va detto che per il futuro pensionato non ci sono penalizzazioni in quanto è lo Stato a farsi pieno carico dell’indennità.

Tra le categorie che possono usufruire dell’Ape Sociale ci sono anche i disoccupati, purché questi abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione a loro spettante da almeno 3 mesi. Non possono richiedere l’anticipo, quindi, i disoccupati che non hanno percepito la NASpI.

Ci sono però altri requisiti che un disoccupato deve soddisfare per beneficiare dell’Ape. Nel dettaglio, nei 36 mesi precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro devono aver avuto periodi di lavoro dipendente di almeno 18 mesi. Per questi, inoltre, è richiesta un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.

Pensioni, Quota 41 per chi ha beneficiato della NASpI

Altra misura di flessibilità riconosciuta ai chi è disoccupato e ha beneficiato della NASpI è Quota 41, conosciuta anche come pensione anticipata per i lavoratori precoci.

Questa, infatti, è una misura che consente il pensionamento - indipendentemente dall’età anagrafica - al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione. Si tratta, però, di un’opportunità riservata ai soli lavoratori precoci, ossia a chi prima del compimento dei 19 anni di età ha maturato almeno 12 mesi di contribuzione.

Anche Quota 41, però, è riservata ad alcune categorie di persone. Tra queste troviamo anche i soggetti in stato di disoccupazione, ma a patto che l’indennità percepita sia cessata da almeno 3 mesi (non sono previsti altri requisiti).

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