Pensione: chi ha iniziato a lavorare nel 1995 (o prima) ci va con 15 anni di contributi

Antonio Cosenza

30 Aprile 2021 - 10:00

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Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi: quest’anno basta aver iniziato a lavorare nel 1995 per poter usufruire di questa agevolazione.

Pensione: chi ha iniziato a lavorare nel 1995 (o prima) ci va con 15 anni di contributi

Nel 2021 l’accesso alla pensione di vecchiaia è vincolato al compimento dei 67 anni di età e al raggiungimento dei 20 anni di contributi: ci sono delle circostanze, però, in cui è possibile accedervi con soli 15 anni di contributi e questo vale per coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1° gennaio 1996.

Quest’anno, infatti, quanto previsto dalla Legge Amato e dalla Legge Dini si applica per coloro che hanno iniziato a lavorare nel 1995, e quindi giusto in tempo per rientrare nel regime misto della pensione anziché interamente nel contributivo. Come vedremo di seguito, però, nel caso si usufruisca della cosiddetta Opzione Dini bisognerà proprio accettare un ricalcolo contributivo dell’assegno.

Vediamo, quindi, quali sono le condizioni affinché coloro che hanno iniziato a lavorare nel 1995 possono accedere alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi anziché con i 20 previsti dalla normativa, anticipando - di fatto - l’accesso alla pensione di 5 anni.

Pensione con 15 anni di contributi per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996: la deroga Amato

Come chiarito dalla circolare Inps 16/2013, anche dopo la riforma Fornero del 2011 possono accedere alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi quei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive che hanno la pensione calcolata con il sistema retributivo-misto e rientrano in una delle casistiche descritte dalla riforma Amato del 1992 (articolo 2, comma 3 del Dlgs 503/1992).

Nel dettaglio, possono accedere a questa agevolazione non solo coloro che hanno tutti i 15 anni di contributi che fanno riferimento a periodi antecedenti al 31 dicembre 1992; vi è, infatti, la possibilità di accedere alla deroga Amato anche se si ha un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni.

Per anzianità assicurativa, da non confondere con quella contributiva, si intende il periodo trascorso dal primo accredito contributivo. Ebbene, considerando che ne sono richiesti 25 anni, nel 2021 è necessario che il primo accredito sia avvenuto tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 1995 (in quanto in ogni caso bisogna rientrare nel regime misto del calcolo della pensione).

È sufficiente, quindi, anche il versamento di un solo contributo entro il suddetto periodo per poter accedere nel 2021 alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi anziché 20.

Pensione con 15 anni di contributi per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996: l’opzione Dini

Anche quest’anno vale quanto previsto dall’opzione contributiva descritta dalla Legge Dini, (Art. 1, c. 12, 23 e 40 lett. c), L. 335/1995), ossia che per i lavoratori che “al 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni (basta anche un solo contributo versato) possono optare per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo pari o superiore a 15 anni di cui almeno 5 nel sistema medesimo”.

Chi ha iniziato a lavorare prima del 1° gennaio 1996 e può vantare almeno cinque anni di contributi dopo questa data, può quindi andare in pensione con 15 anni di contributi al compimento dei 67 anni.

Si tratta però di un’opzione meno conveniente rispetto a quella offerta dalla Legge Amato: l’Opzione Dini bisogna accettare un ricalcolo contributivo della pensione, con tutte le conseguenze negative del caso, mentre ciò non è richiesto per chi usufruisce della deroga Amato.

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