Pensione estera: va dichiarata in Italia? Guida alle regole Irpef, alle convenzioni contro le doppie imposizioni e ai casi di esenzione nel 730.
La pensione estera va dichiarata in Italia? Questa è la domanda che si pone chiunque riceva un assegno previdenziale da uno Stato estero e risiede stabilmente in Italia. Il rischio maggiore, in questi casi, è quello di pagare due volte le imposte sullo stesso reddito, ma sussiste anche il rischio di omettere un adempimento obbligatorio come la dichiarazione dei redditi.
Il sistema fiscale, in ogni caso, offre gli strumenti giusti per tutelarsi dalle doppie imposizioni, come convenzioni bilaterali e regimi di favore; in alcuni casi è possibile anche risparmiare. Scopriamo come funziona la dichiarazione delle pensioni estere, quali sono le regole e quali le eccezioni da monitorare.
A stabilire quali sono i criteri di tassazione delle pensioni estere sono:
- il Tuir che impone la tassazione delle pensioni estere in Italia perché equiparabili ai redditi da lavoro dipendenti;
- le Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia con i Paesi esteri che pongono criteri diversi in base al fatto che la pensione sia privata o pubblica.
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Pensioni estere, si devono dichiarare in Italia?
In linea generale tutte le pensioni estere devono essere dichiarate in Italia se percepite da cittadini residenti, a prescindere che siano pubbliche o private, dalla loro provenienza e dal fatto che siano tassate alla fonte.
Le uniche pensioni che non devono essere dichiarate in Italia sono quelle:
- pubbliche erogate a cittadini che hanno solo la nazionalità dello Stato estero che la eroga;
- AVS riscosse in Italia ed erogate dalla Svizzera;
- estere di invalidità che hanno la stessa natura delle rendite Inail.
Regole guida per le pensioni estere
Per i pensionati esteri che decidono di vivere in Italia, ma anche per i cittadini italiani che hanno lavorato a lungo in un altro Stato maturando una pensione estera, la gestione fiscale della pensione estera segue un principio chiave: chi è fiscalmente residente in Italia deve dichiarare al Fisco tutti i redditi prodotti in Italia e all’estero.
Anche se in Italia la pensione estera deve essere dichiarata, potrebbe non essere tassata. In questo caso a giocare un ruolo fondamentale sono le convenzioni internazionali che l’Italia ha siglato con molti Paesi esteri per evitare che una pensione venga tassata due volte.
In linea generale le convenzioni Ocse dividono le pensioni in due categorie:
- le pensioni private (rapporto di lavoro nel settore privato) che vengono tassate soltanto dal Paese in cui si ha la residenza;
- pensioni pubbliche (pagate dallo Stato estero o da un ente pubblico) che solitamente sono tassate soltanto alla fonte dal Paese che le eroga, a meno che il pensionato non abbia nazionalità italiana, caso in cui la pensione pubblica estera diventa tassabile solo dall’Italia.
A queste regole generali, però, ci sono delle eccezioni. Una è il caso della Francia. La convenzione stipulata tra Italia e Francia prevede che alcune pensioni pubbliche legate alla sicurezza sociale siano tassate alla fonte (dalla Francia) anche per i cittadini italiani. In questo caso il cittadino italiano che dichiara la pensione francese anche in Italia può ottenere, tramite la dichiarazione dei redditi, un credito d’imposta per le tasse già versate alla fonte.
Nella seguente tabella riassumiamo le condizioni previste per le pensioni estere di alcuni Paesi.
| Paese erogatore | Tipo di pensione | Dove viene tassata? (regola generale) | Condizioni ed eccezioni |
|---|---|---|---|
| Germania | Privata | Solo in Italia | Tassata con IRPEF ordinaria. |
| Pubblica | Solo in Germania | Se il pensionato ha la cittadinanza italiana, la tassazione diventa esclusiva dell’Italia. La «quota esente» tedesca non si tassa in Italia | |
| Svizzera | Primo Pilastro (AVS) | Solo in Italia | Applicazione di una ritenuta alla fonte del 5% (se incassata tramite banca italiana). Esclusa dal 730 |
| Secondo Pilastro (LPP) | Solo in Italia | Rendita mensile: IRPEF ordinaria. Liquidazione in capitale unico: tassazione sostitutiva fissa al 5% | |
| Francia | Privata | Solo in Italia | Tassata con IRPEF ordinaria |
| Pubblica | Solo in Francia | Se il pensionato ha la cittadinanza italiana, la tassazione diventa esclusiva in Italia. Alcuni fondi di sicurezza sociale (es. CNIEG) applicano tassazione concorrente con credito d’imposta | |
| Regno Unito | Privata | Solo in Italia | Segue le regole standard post-Brexit per i residenti italiani (IRPEF ordinaria) |
| Pubblica | Solo nel Regno Unito | Resta imponibile prevalentemente nel Regno Unito. In presenza di doppia cittadinanza si applicano norme specifiche di rimborso in caso di errore | |
| Stati Uniti | Social Security / Privata | Solo in Italia | Tassata in Italia con le aliquote IRPEF progressive |
| Pubblica (Government) | Solo negli Stati Uniti | Diventa tassabile solo in Italia se il beneficiario è cittadino italiano e risiede in Italia |
La pensione estera va sempre dichiarata in Italia?
La pensione estera non va sempre inserita nel modello 730. Anche se la regola generale della Worldwide Taxation (il principio secondo cui uno Stato richiede il pagamento delle tasse sui redditi dei propri residenti ovunque essi siano stati prodotti nel mondo) prevede che i residenti italiani debbano dichiarare in Italia tutti i redditi globali, esistono delle eccezioni operative:
- pensioni con ritenuta alla fonte definitiva: se la pensione è accreditata sul conto corrente italiano da una banca italiana che agisce come sostituto di imposta, ad applicare la ritenuta alla fonte a titolo di imposta è l’istituto. La pensione non deve essere dichiarata nel 730 perché l’imposta è stata assolta in modo definitivo;
- pensioni pubbliche estere percepite da un cittadino straniero che si trasferisce in Italia: per la maggioranza delle convenzioni è prevista la tassazione esclusiva da parte dello Stato erogatore. Anche in questo caso l’imposta è assolta alla fonte;
- pensioni totalmente esenti per legge come quelle di guerra o di invalidità permanente.