Pensione anticipata contributiva a 64 anni, nuovi limiti di reddito e requisiti

Simone Micocci

14/01/2026

Pensione anticipata contributiva, si cambia ancora. Ecco quale importo devi raggiungere nel 2026 per smettere di lavorare a 64 anni.

Pensione anticipata contributiva a 64 anni, nuovi limiti di reddito e requisiti

Nel 2026 cambia, ancora, la pensione anticipata contributiva, una delle poche misure di pensionamento a disposizione di coloro che vogliono smettere di lavorare a 64 anni di età.

Dopo un solo anno, infatti, il governo ha rinunciato alla possibilità di conteggiare anche l’eventuale rendita erogata da un fondo per la pensione complementare ai fini del raggiungimento dei limiti necessari per accedervi. Una misura che “non è piaciuta”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, per quanto va detto che per vederne gli effetti sarebbe stato necessario attendere qualche anno.

Una breve parentesi quindi, mentre non cambiano gli altri requisiti per l’opzione contributiva della pensione anticipata, misura che come fa intendere il nome è riservata a coloro che hanno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo. Pertanto, si rivolge a chi non ha contributi versati prima del 31 dicembre 1995, come pure a coloro che ricorrono al computo dei contributi nella Gestione Separata.

Va detto che quest’anno ricorrere all’opzione contributiva della pensione anticipata sarà più complicato, in quanto - per effetto della rivalutazione - sono più alte le soglie minime da raggiungere.

Pertanto la pensione anticipata a 64 anni resta un’opzione per pochi: ma vediamo quali sono oggi i requisiti richiesti, nonché tutti gli altri dettagli previsti dalla normativa.

Chi sono i contributivi puri

Possono ricorrere a questa opzione coloro che rientrano interamente nel sistema contributivo. Per capire, basta prendere come riferimento la data del 1° gennaio 1996: è qui che la cosiddetta Legge Dini ha deciso in favore di un passaggio dal sistema retributivo al contributivo.

Oggi chi ha contributi accreditati in entrambi i periodi rientra nel cosiddetto sistema misto: una parte con il retributivo e l’altra con il contributivo. Solo chi ha un’anzianità assicurativa successiva al 1° gennaio 1996, invece, rientra interamente nel sistema contributivo e dunque può accedere sia all’opzione contributiva della pensione di vecchiaia che di quella anticipata.

Sono considerati contributivi puri, e quindi possono accedere alla pensione anticipata in oggetto, anche coloro che approfittano del computo della Gestione separata con cui l’assegno viene calcolato interamente con il contributivo anche per la parte di contributi versati prima dell’1° gennaio 1996.

Requisiti

Sono diverse le misure di flessibilità che consentono di andare in pensione all’età di 64 anni. La più importante è senza dubbio quella a cui è dedicata questa guida, ossia l’opzione contributiva della pensione anticipata.

Come anticipato la pensione anticipata contributiva prevede sia un requisito anagrafico che contributivo. Nel dettaglio, questa può essere richiesta da coloro che:

  • hanno compiuto 64 anni di età. Anche questo requisito è soggetto periodicamente all’adeguamento con le speranze di vita. Ecco perché nel 2027 serviranno 64 anni e 1 mese per accedervi, mentre nel 2028 persino 64 anni e 3 mesi (e siamo in attesa di capire cosa succederà dal 2029);
  • hanno un’anzianità contributiva pari a 20 anni.

A tal proposito è importante specificare che nei 20 anni di contributi si considerano solamente quelli effettivi, versati quindi dal datore di lavoro o dallo stesso lavoratore (se autonomo). Non hanno valore per la pensione, quindi, i contributi figurativi riconosciuti dall’Inps per i periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Requisito economico

Ma non è tutto: per aderire alla pensione anticipata contributiva c’è un requisito economico. È infatti necessario che l’ammontare della prima rata della pensione - calcolata quindi con sistema contributivo - risulti superiore a:

  • 3 volte il valore dell’Assegno sociale (3,2 volte a partire dal 2030);
  • per le donne con 1 figlio, invece, è sufficiente raggiungere la soglia pari a 2,8 volte il valore dell’Assegno sociale;
  • per le donne con almeno 2 figli scende a 2,6 volte il valore dell’Assegno sociale.

Di fatto, l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni diventa sempre più complicato, perché è richiesto il raggiungimento di un assegno pensionistico via via più elevato.

Un aspetto che pesa in modo diretto è l’aumento dell’assegno sociale, che dal 1° gennaio 2026 è salito ufficialmente a 546,24 euro per effetto della rivalutazione. Questo significa che, per poter accedere alla pensione anticipata contributiva, sarà necessario aver maturato un assegno annuo lordo di almeno 21.303,36 euro, pari a 3 volte il valore annuo dell’assegno sociale.

Per le donne con un figlio, invece, la soglia si abbassa a 19.883,14 euro, mentre in presenza di almeno due figli l’importo minimo richiesto scende ulteriormente a 18.462,91 euro.

Tutte le cifre vanno considerate al lordo e rappresentano i nuovi valori di riferimento sulla base dell’importo ufficiale dell’assegno sociale 2026.

Quanto bisogna guadagnare per andare in pensione a 64 anni

A tal proposito è importante ricordare come si calcola l’assegno previdenziale per le pensioni che rientrano nel sistema contributivo. Nel dettaglio, il montante contributivo del richiedente va moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, variabile a seconda dell’età del lavoratore e della data in cui si va in pensione.

I coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione sono stati aggiornati per il 2025 (e restano validi anche per il 2026) e vista la ripresa delle aspettative di vita rilevato dall’Istat sono diventati meno vantaggiosi per il lavoratore.

Per chi smette di lavorare a 64 anni il montante contributivo si trasforma in pensione applicando un coefficiente del 5,088%. Ne risulta che per arrivare a una pensione annua di 21.008,52, che dovrebbe essere il minimo richiesto per l’accesso alla pensione per uomini e donne senza figli (quindi 3 volte il trattamento minimo) bisognerà aver maturato un montante contributivo vicino ai 412.903 euro.

Considerando come si accumula il montante contributivo, ne risulta che in 25 anni di lavoro si può arrivare a una tale cifra con uno stipendio medio annuo di circa 50 mila euro lordi, circa 3.850 euro (o poco più) netti al mese.

Quanto spetta

Con la legge di Bilancio dello scorso anno è stata inoltre introdotta un’ulteriore limitazione per la pensione anticipata contributiva: viene stabilito, infatti, che tra i 64 e i 67 anni l’importo dell’assegno non può comunque superare di 5 volte il trattamento minimo.

L’importo per il 2026 è pari a circa 611,85 euro: il che significa che il massimo dell’importo percepibile è di 3.059,25 euro.

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