Pensione con 7 anni di anticipo, via libera dell’Inps: ecco chi può andarci

Simone Micocci

19 Settembre 2022 - 15:40

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Via libera al pensionamento anticipato di 7 anni per i bancari: l’Inps conferma la novità del decreto Milleproroghe per gli iscritti al fondo di solidarietà del settore credito.

Pensione con 7 anni di anticipo, via libera dell'Inps: ecco chi può andarci

Via libera alla pensione anticipata fino a 7 anni con il messaggio Inps n. 3401/2022, con il quale l’Inps fa chiarezza sulla novità del decreto Milleproroghe, dl n. 228 del 2021, in favore degli iscritti al fondo di solidarietà del settore credito.

Per i bancari, quindi, vi è la possibilità di anticipare di 7 anni l’accesso alla pensione, ma solo nel caso in cui la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga entro la data del 30 novembre 2022. Ancora pochi mesi di tempo, quindi, per valutare se restare al lavoro oppure se aderire alla possibilità offerta dal decreto del ministero del lavoro del 22 giugno 2022 ai soli lavoratori del settore bancario.

Per chi invece cessa il lavoro oltre questa data, valgono le regole solitamente previste dal suddetto fondo: quindi sì al pensionamento anticipato con l’assegno straordinario di solidarietà, ma solamente per 5 anni.

Vista l’importanza di un tale strumento, è bene approfondirne il funzionamento, così da capire chi riguarda e quali sono i requisiti da soddisfare.

Pensione anticipata con l’assegno straordinario di solidarietà

L’assegno straordinario di solidarietà è quello strumento individuato dal legislatore per favorire il ricambio generazionale nelle aziende. Si tratta, infatti, di una prestazione economica - erogata dai fondi di solidarietà bilaterali costituiti ai sensi dell’articolo 26 del d.lgs n. 148/2015 - che viene riconosciuta nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo a tutti quei lavoratori che entro i successivi 5 anni matureranno i seguenti requisiti:

Questi, dunque, possono anticipare la risoluzione del rapporto di lavoro con 5 anni di anticipo rispetto al raggiungimento dei suddetti requisiti; nel periodo che li separa dal pensionamento andranno a percepire l’assegno straordinario di solidarietà, il cui importo è pari al netto della pensione che il lavoratore percepirebbe maturando i contributi necessari al raggiungimento del diritto alla prima forma di pensione maturata, anticipata o di vecchiaia, che sono accreditati nel periodo di fruizione della prestazione del fondo.

Ovviamente, trattandosi di una possibilità che rientra in un più ampio piano di riorganizzazione aziendale, questa deve essere concordata tra l’azienda e il lavoratore.

Cosa cambia per l’assegno straordinario di solidarietà nel caso dei bancari

Nel periodo che va dal 2016 al 2019 l’Inps ha esteso a 7 anni la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione per tutto il settore bancario. Nel 2022 tale misura è stata riproposta, ma solamente per il fondo credito.

È stato l’ultimo decreto Milleproroghe - dl n. 228/2021 - a stabilirlo, dando la possibilità al fondo credito di erogare l’assegno straordinario di solidarietà con 7 anni di anticipo, anziché 5. Ciò vale solamente per le cessazioni intervenute nel 2022, con scadenza fissata al prossimo 30 novembre.

Quindi, le aziende del settore creditizio nell’organizzare un piano di agevolazione all’esodo dei dipendenti ormai in esubero, utile anche per favorire il ricambio generazionale nell’organico, possono tenere in considerazione questo strumento, così da prepensionare la forza di lavoro più avanti con l’età.

D’altronde, per il lavoratore non ci sono conseguenze, poiché - come visto sopra - con l’assegno di solidarietà spetta un’indennità d’importo pari a quello che spetterà una volta in pensione. È bene sottolineare, però, che l’assegno resta invariato per tutto il periodo di permanenza nel fondo, in quanto questo non è soggetto alla rivalutazione annua, come quella che il prossimo 1 gennaio potrebbe aumentare - e di molto, stando ai dati attuali dell’inflazione - le pensioni degli italiani.

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