Pensione a 64 anni: come fare oggi e novità

Si può andare in pensione a 64 anni? Oggi sì, ma con delle limitazioni per alcuni. Tra le proposte di riforma delle pensioni i sindacati chiedono l’eliminazione del requisito economico, maggiore flessibilità per tutti i lavoratori e si oppongono a Quota 102.

Pensione a 64 anni: come fare oggi e novità

Si può andare in pensione a 64 anni? Con la pensione anticipata contributiva sì. A oggi però, come vedremo nel dettaglio, questa misura non è accessibile a tutti, motivo per cui i sindacati, come anche il senatore dem Tommaso Nannicini, chiedono di eliminare il requisito economico da tempo.

Chi infatti ha iniziato a lavorare dopo il 1996, (rientrando interamente nel calcolo contributivo) potrebbe, con questa proposta di maggiore flessibilità, anticipare di qualche anno la pensione. Con la pensione anticipata contributiva si va infatti in pensione a 64 anni con minimo 20 anni di contributi. Nulla cambierebbe in questo senso se si considera invece Quota 102, una delle proposte di riforma per superare Quota 100 a partire dal 2022.

Quota 100 ricordiamo è la misura di pensione anticipata cui si accede con 62 anni di età e 38 di contributi. Con Quota 102 sarebbe invece possibile andare in pensione a 64 anni elevando così di due anni il requisito dell’età. Ma non finisce qui perché la proposta di riforma non prevederebbe solo la pensione a 64 anni perché si considera la possibilità di calcolo sul solo sistema contributivo per l’assegno finale.

Intanto i sindacati, contrari a Quota 102, la prossima settimana presenteranno la loro proposta di riforma alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. La sottosegretaria al lavoro Puglisi parla già di una Quota 99 con “bonus mamma”.

Come abbiamo detto oggi una misura di pensione anticipata contributiva che permette di andare in pensione a 64 anni, ma non è per tutti. Vediamo perché e nel dettaglio quali sono le novità per il futuro su Quota 102 e la possibilità di andare in pensione a 64 anni, almeno tre anni prima del limite per quella di vecchiaia.

Pensione anticipata a 64 anni: perché è un’opportunità per pochi

Come anticipato, la pensione anticipata ha un’opzione contributiva, riservata appunto a coloro che hanno maturato contributi esclusivamente dopo il 1° gennaio 1996.

Questa misura permette di andare in pensione all’età di 64 anni e con 20 anni di contributi; non sono però gli unici due requisiti da soddisfare in quanto se ne aggiunge un altro di tipo economico. Nel dettaglio, per ricorrere alla pensione anticipata contributiva è necessario che la pensione maturata fino a quel momento abbia un importo superiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

Nel 2020 l’importo dell’assegno sociale è di 459,83€ (questo viene rivalutato ogni anno) quindi è necessario che la pensione maturata sia almeno pari a 1.287,52€. Se consideriamo che la pensione è calcolata interamente con il metodo contributivo, e quindi tenendo conto esclusivamente dei contributi maturati dal lavoratore, è ovvio che questo requisito limita l’accesso alla pensione anticipata a coloro che hanno avuto una carriera senza interruzioni e caratterizzata da una retribuzione medio-alta.

Basta questo per capire qual è il motivo per cui l’accesso alla pensione anticipata contributiva è un’opportunità per pochi: viste le difficoltà del mercato del lavoro in questi ultimi anni, che hanno portato molti lavoratori ad avere carriere discontinue e non pagate adeguatamente, maturare una pensione vicina ai 1.300€ non è affatto cosa semplice.

In pensione a 64 anni con Quota 102

Tra le altre opzioni presentate sul tavolo per la riforma delle pensioni future vi è quella di Quota 102, fortemente osteggiata dai sindacati.

Con Quota 102 si prevede, rispetto a Quota 100, di aumentare il solo requisito dell’età di 2 anni, elevando da 62 a 64 gli anni per andare in pensione e mantenendo a 38 il requisito dei contributi versati.

In realtà si pensa anche a un limite per i contributi a 36 anni restando così nella Quota 100. Nell’idea di riforma si studia la possibilità inoltre di calcolare le pensioni del futuro sul solo sistema contributivo. Questo creerebbe una penalizzazione per chi ha iniziato a versare i contributi prima del 1996 e che quindi ricade ancora nel sistema misto tra contributivo e retributivo (più conveniente). A questa ipotesi di riforma con Quota 102 arriva tuttavia il secco no dei sindacati.

In pensione a 62 anni: la proposta dei sindacati

I sindacati si oppongono così a Quota 102 e presenteranno invece quella che è una loro proposta di riforma: in pensione a 62 anni con 20 anni di contributi eliminando il vincolo economico.

Nella proposta per andare in pensione a 62 anni dei sindacati, che incontreranno al ministra del Lavoro Nunzia Catalfo la prossima settimana, si prevede un ricalcolo che non sia solo contributivo, vincolo che vogliono eliminare, evitando così di penalizzare chi ha versato contributi anche quando c’era il solo retributivo.

Di conseguenza, così facendo, questa categoria di lavoratori non avrebbe il taglio sull’assegno di pensione finale.

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