Patrimoniale: spunta emendamento in Manovra, scontro in maggioranza

Mario D’Angelo

29 Novembre 2020 - 18:28

29 Novembre 2020 - 23:08

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Fa discutere anche la maggioranza un emendamento alla Legge di Bilancio 2021 che introdurrebbe una patrimoniale su patrimoni molti alti per sostenere quelli bassi

Patrimoniale: spunta emendamento in Manovra, scontro in maggioranza

Un emendamento alla Legge di Bilancio ha scatenato il panico in Parlamento, da maggioranza e opposizione. Il motivo è presto detto: la modifica introdurrebbe una tassa patrimoniale per le fortune da 500.000 euro in su. La proposta è stata elaborata da alcuni parlamentari di Partito Democratico e LeU, con in testa Nicola Fratoianni e Matteo Orfini.

Immediati gli attacchi dell’opposizione, ma anche le prese di distanza non solo dalla maggioranza (Di Maio) ma persino dallo stesso PD.

Cosa prevede la proposta di patrimoniale

La proposta di legge prevede un prelievo dello 0,2% per i patrimoni compresi tra i 500mila e un milione di euro (nel calcolo sarebbero compresi anche i beni immobili, escluse però le passività). L’aliquota passa allo 0,5% per quelli compresi tra un milione e 5 milioni di euro e all’1% per quelli tra 5 milioni e 50 milioni di euro e al 2% per quelli superiori.

Per i patrimoni sopra il miliardo di euro ci sarebbe anche un prelievo di solidarietà nel 2021 del 3%, da utilizzare per la lotta alla pandemia e sostenere la popolazione in difficoltà.

Contemporaneamente, l’intenzione sarebbe di cancellare l’Imu sulla seconda casa e i bolli su conti correnti e deposito titoli.

Secondo il firmatario Fratoianni “in un momento come questo è necessario un intervento di redistribuzione”.

“La patrimoniale è una proposta giusta. Il Pd ne discuta. Laicamente. Non credo che il vice segretario Orlando o il ministro Peppe Provenzano possano esserne pregiudizialmente contrari”, ha detto l’ex presidente del Partito Democratico Matteo Orfini.

Patrimoniale, per Di Maio è totalmente sbagliata

L’emendamento ha incontrato subito l’antagonismo dell’opposizione, ma anche del Movimento 5 Stelle.

“Se vogliamo spazzare via le piccole tasse e liberarci dei cavilli burocratici ben venga, ma colpire imprenditori, commercianti e chi crea posti di lavoro in Italia è totalmente sbagliato”, ha scritto su Facebook Luigi Di Maio dopo aver incassato i complimenti di Renato Brunetta.

“In un momento come questo la politica deve dare, non chiedere. Ha già chiesto per anni, troppi anni. E ora abbia l’umiltà di dare il buon esempio: invece di bussare alla porta degli italiani inizi a tagliarsi i privilegi e gli stipendi”, ha aggiunto il ministro degli Esteri.

Orfini, intervistato da Repubblica, dice che la mancanza di favore da parte dei 5 Stelle non lo stupisce: “Loro la povertà l’hanno già abolita, come ha detto Luigi Di Maio. Il tema di contrastarla non gli appartiene più”.

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