Pagamenti POS, per gli esercenti i costi delle transazioni fino a 30 euro potrebbero essere più bassi

Patrizia Del Pidio

15 Giugno 2026 - 16:21

Pagamenti elettronici: firmato il nuovo accordo MEF per tagliare le commissioni sui POS per transazioni fino a 30 euro. Ecco chi ha aderito.

Pagamenti POS, per gli esercenti i costi delle transazioni fino a 30 euro potrebbero essere più bassi

Con un comunicato stampa del 15 giugno 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze rende noto che è stato firmato oggi il Protocollo di Intesa per ridurre i costi che gli esercenti devono sostenere per accettare i pagamenti elettronici.

L’accordo rappresenta un notevole passo avanti per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici e per garantire, al tempo stesso, costi più bassi di gestione per gli esercenti.

Pur non rappresentando un obbligo per gli operatori del settore, il Protocollo promuove l’adozione di offerte promozionali per ridurre l’impatto delle transazioni con importo fino a 30 euro per gli esercenti con fatturato fino a 400.000 euro e di prevedere almeno un’offerta commerciale per quelli che hanno un fatturato compreso tra 400.000 e 750.000 euro.

Il protocollo e la trasparenza dei prezzi

Per permettere agli esercenti di scegliere l’offerta maggiormente vantaggiosa, il Protocollo prevede anche che i costi delle offerte dovranno essere mostrati da tutti gli operatori in uno stesso formato che sia chiaro e confrontabile. Per la stesura delle offerte dovranno essere utilizzati i modelli standard pubblicati online sul sito del CNEL. Questo schema permette l’immediata comparabilità delle promozioni commerciali.

Chi ha sottoscritto l’accordo?

A sottoscrivere il protocollo di intesa presso il Ministero sono stati ABI (Associazione Bancaria Italiana), APSP (Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento), Assofin (Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare), CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e FIPE. L’accordo avrà una durata biennale.

ABI, APSP e Assofin, firmando l’accordo, si impegnano a invitare i propri associati a redigere le informative precontrattuali che consentano agli esercenti di comprendere al meglio le offerte commerciali dei servizi.

Le promozioni oggetto del Nuovo Protocollo dovranno essere pubblicizzate per almeno dodici mesi e dovranno durare non meno di un anno.

L’adesione è volontaria

Va sottolineato che l’adesione al Protocollo di Intesa è volontaria e l’associato ABI, APSP e Assofin che intenda aderire dovrà darne comunicazione all’associazione di appartenenza (lo stesso anche in caso di revoca dell’adesione). Chi aderirà all’iniziativa sarà inserito in un elenco degli aderenti che sarà costantemente aggiornato e pubblicato sui siti Internet di ABI, APSP e Assofin.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha approvato il Protocollo di Intesa lo scorso 19 novembre, ha osservato che per raggiungere gli obiettivi prefissati è stata concessa un’ampia autonomia a ogni operatore del settore per stabilire il costo delle transazioni. L’accordo, infatti, si limita ad incentivare la promozione di offerte commerciali competitive per le transazioni di basso valore, senza però prevedere obblighi né porre ostacoli nel funzionamento del libero mercato.

L’Autorità ha particolarmente gradito, tra l’altro, l’aver previsto una tassonomia standardizzata per la presentazione delle offerte perché renderle comparabili favorisce una concorrenzialità dinamica che potrebbe, di conseguenza, mitigare ancora di più l’incidenza dei costi della singola transazione per gli esercenti.

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