Questa volta investitori istituzionali e retail vanno d’accordo: si aspettano infatti il cosiddetto rally di Natale per i BTP.
In realtà è più una speranza che una previsione. Si basa infatti su fattori statistici. Nel 2023 e nel 2024, durante la fase finale dell’autunno e in quella iniziale dell’inverno, si registrarono dei balzi consistenti delle quotazioni. A determinarli vi furono vari fattori e si disse anche che i gestori di fondi cercarono così di generare condizioni favorevoli per buone performance dei loro prodotti all’avvicinarsi del cambio di anno.
Lo stesso avverrà nel 2025? Non si intravedono segnali di conferma in tal senso, anche perché se nel 2023 e 2024 c’erano prospettive di successivi tagli consistenti dei tassi di interesse da parte della Bce, ora il quadro è più conservativo.
Numeri alla mano cerchiamo allora di fornire dei riferimenti per valutare il quadro in corso e per considerare dei possibili livelli di rottura al rialzo dei prezzi, oltre i quali potrebbe partire un effettivo rally, sebbene più corto in termini di tempo rispetto ai due casi precedenti.
Tabella 1 – Indicatori di mercato BTP
| Yield del 10 anni (chiusura seduta 11/11) | 3,40% |
| Trend yield nell’ultimo mese | Ribassista ma volatile |
| Forchetta yield su un anno | Minimo 3,16% - Massimo 3,99% |
| Attuale posizionamento | Distanza dal massimo 14,8% |
| Resistenze dello yield (in presenza di ribasso delle quotazioni) | 3,58 e 3,69% |
| Supporti dello yield (in presenza di rialzo delle quotazioni) | 3,35 e 3,25% |
| Future Btp long term (chiusura seduta 11/11) | 121,32 |
| Resistenza del future | 121,41 |
| Supporto del future | 120,58 |
| Media mobile a 200 sedute (riferita al future) | 120,0 |
Certamente la chiusura di ieri è avvenuta per il future a ridosso di una resistenza importante (121,41), che fino al 23 ottobre aveva fatto da supporto. La successiva fase ribassista ha riportato il derivato sotto tale livello allineandolo su una trendline appunto ribassista che ormai è il più interessante riferimento grafico da seguire. Debolezza pertanto ma in un’area critica che potrebbe essere messa alle spalle nell’arco anche di poche sedute.
Terminato il “compitino” tecnico, ecco un’analisi del quadro grafico dei titoli più significativi in ottica di total return (rivalutazione del capitale più incasso delle cedole).
Tabella 2 – BTP 4,65% Ot2055
| Titolo | Btp 4,65% Ot2055 |
| Isin | IT0005668238 |
| Quotazione chiusura 11/11/25 | 105,88 Eur |
| Rendimento in corso | 4,35% |
| Trend a 1 mese | Laterale |
| Quotazione da monitore per un rialzo | 106,7 Eur |
| Dove si colloca la media a 100 sedute | Dato non disponibile (titolo debutto settembre) |
Tabella 3 – BTP 4,5% Ot2053
| Titolo | Btp 4,5% Ot2053 |
| Isin | IT0005534141 |
| Quotazione chiusura 11/11/25 | 104,43 Eur |
| Rendimento in corso | 4,28% |
| Trend a 1 mese | Laterale |
| Quotazione da monitore per un rialzo | 105,3 Eur |
| Dove si colloca la media a 100 sedute | 102,6 Eur |
Tabella 4 – BTP 3,85% Fb2035
| Titolo | Btp 3,85% Fb2035 |
| Isin | IT0005607970 |
| Quotazione chiusura 11/11/25 | 104,47 Eur |
| Rendimento in corso | 3,31% |
| Trend a 1 mese | Discendente |
| Quotazione da monitore per un rialzo | 104,9 Eur |
| Dove si colloca la media a 100 sedute | 103,7 Eur |
Certamente dai minimi di marzo i BTP hanno reagito positivamente ma non si è tuttavia ancora delineato un movimento rialzista di lungo termine per le quotazioni, che il mercato si attende senza trovare conferme. Il rally di Natale al momento appare poco probabile ma non si può ancora escludere. D’altra parte – come si dice – non c’è il due senza il tre.
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