Oro e platino restano sotto osservazione: tra stime divergenti, tassi e livelli tecnici chiave, il 2026 potrebbe aprire scenari molto diversi da quelli attesi.
Il contesto globale si è evoluto rapidamente negli ultimi mesi. Il protrarsi della guerra in Ucraina ha continuato a rappresentare un elemento di instabilità, a cui si sono aggiunte tensioni in altre aree del mondo, tra cui il Venezuela e, soprattutto, l’escalation in Medio Oriente con l’attacco all’Iran.
Questi eventi hanno avuto un impatto diretto sui mercati energetici. Il prezzo del petrolio ha registrato una forte impennata, riflettendo timori legati alle forniture e agli equilibri geopolitici. In parallelo, i mercati azionari hanno reagito con una fase di debolezza significativa: nei primi mesi dell’anno, molti indici hanno registrato correzioni comprese tra il 10% e il 15%, accompagnate da un aumento della volatilità e da un peggioramento del sentiment.
Questo movimento ha portato i mercati in prossimità di quello che potrebbe rappresentare un punto di svolta. Non solo per l’azionario, ma anche per le materie prime. Dopo una fase iniziale di forte rialzo seguita da un ripiegamento, il contesto attuale solleva una domanda centrale: siamo entrati in una fase di stabilizzazione o si stanno creando le condizioni per un nuovo ciclo? [...]
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