Ora le aziende potranno leggere le chat dei dipendenti. Lo ha stabilito la Cassazione

Patrizia Del Pidio

29 Dicembre 2025 - 16:51

Il datore di lavoro può licenziare un dipendente per quello che ha scritto nella chat aziendale. Vediamo il caso e la sentenza dela Corte di Cassazione.

Ora le aziende potranno leggere le chat dei dipendenti. Lo ha stabilito la Cassazione

La chat aziendale può essere letta e i suoi contenuti utilizzati per licenziare il dipendente. A stabilirlo la sentenza della Corte di Cassazione n. 32283 dell’11 dicembre 2025 la quale ribadisce che la chat aziendale è uno strumento di lavoro e come tale i suoi contenuti possono essere utilizzati per provvedimenti disciplinari.

La vicenda nasce dal ricorso di un dipendente Amazon licenziato per aver violato l’obbligo di confidenzialità con il datore di lavoro. L’uomo ricopriva la carica di manager delle risorse umane, ma era stato licenziato per aver violato gli obblighi di fedeltà e di diligenza. La violazione era emersa da una chat aziendale dei dipendenti della società in cui il manager aveva lasciato intendere di aver fatto scelte poco trasparenti nell’assunzione di un corriere e di aver ostacolato verifiche interne sulla mancata assunzione del corriere.

Il fatto

La vicenda giunse ai rappresentanti dell’azienda tramite una segnalazione del personale. Al manager fu inflitto il più pesante dei provvedimenti e fu licenziato per aver violato il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.

Il manager contro il licenziamento presentò ricorso basando la sua difesa su due presupposti:

  • le chat non possono essere utilizzate come prova perché possono contenere anche messaggi privati;
  • i controlli difensivi effettuati dal datore di lavoro devono essere considerati illegittimi perché antecedenti all’insorgere del fondato sospetto.

In primo e in secondo grado il ricorso era stato respinto perché i magistrati avevano sottolineato che la chat aziendale è uno strumento di lavoro, anche se al di fuori dell’orario lavorativo può essere usata anche per messaggi personali.

Chat aziendali e sanzioni disciplinari

La Corte di Cassazione ha sottolineato che quanto contenuto nelle chat aziendali può essere utilizzato dal datore di lavoro come prova per punire il dipendente che, però, deve essere avvisato sulle modalità di utilizzo delle chat stesse e dei possibili controlli. L’azienda, dal canto suo, deve rispettare quanto previsto dal Dlgs 196 del 2003 per quel che riguarda la protezione dei dati personali.

I Supremi Giudici hanno ritenuto che l’azienda avesse rispettato tutte le condizioni poiché sull’intranet aziendale e sul contratto di assunzione era chiaramente consultabile la policy aziendale che definisce l’uso della chat aziendale vietandone l’uso per atti illeciti. Inoltre sia il contratto che la policy avvertivano che le conversazioni potevano essere controllate e utilizzate ai fini disciplinari.

I controlli difensivi

La difesa del manager si basava anche sul fatto che i controlli difensivi fossero stati effettuati prima che ci fosse un fondato sospetto nei suoi confronti. I controlli difensivi sono liberamente attivabili dall’azienda se sorge un fondato sospetto di illecito da parte di un dipendente e devono essere mirati e circoscritti e non su tutto il periodo lavorativo.

I controlli, quindi, devono sempre rispettare la dignità del dipendente. Nel caso di specie, però, il fondato sospetto era sorto a seguito di segnalazione interna e di fatto i Giudici hanno ritenuto che l’acquisizione dei dati sia stata legittima visto che è avvenuta dopo la segnalazione citata.

Cosa cambia con la sentenza?

Questa sentenza non è importante solo per il caso che ha preso in esame, ma perché chiarisce che qualsiasi chat aziendale è uno strumento di lavoro se regolamentata correttamente. Qualsiasi contenuto della chat aziendale, anche se privato e non lavorativo, può essere utilizzato ai fini disciplinari.

Se, ad esempio, le comunicazioni aziendali avvengono via WhatsApp in chat private, i contenuti non possono essere acquisiti dall’azienda. Le regole dell’azienda devono sempre essere limpide e chiare per i dipendenti.

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