Opposizione decreto ingiuntivo: costi, tempi e modello

Isabella Policarpio

20 Febbraio 2020 - 12:58

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Chi riceve un decreto ingiuntivo può fare opposizione entro 40 giorni con atto di citazione. In questa guida tempi, modi, costi e modello fac-simile di opposizione a decreto ingiuntivo.

Opposizione decreto ingiuntivo: costi, tempi e modello

Il nostro ordinamento prevede l’opposizione a decreto ingiuntivo, da utilizzare quando si vuole contestare ed evitare il pagamento della somma pretesa. L’articolo 645 del Codice di procedura civile fissa il termine massimo per proporre l’opposizione: 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo. Spirato questo termine, al debitore non resta che pagare la somma dovuta, altrimenti rischia il pignoramento dei beni.

L’opposizione al procedimento monitorio fa nascere una causa in cui la parte attiva è il debitore mentre il creditore è il convenuto, e serve a garantire il diritto di difesa del destinatario del decreto ingiuntivo.

In questa guida, tutte le informazioni sull’opposizione a decreto ingiuntivo, il procedimento e il modello del ricorso.

Opposizione a decreto ingiuntivo: l’articolo 645

L’opposizione a decreto ingiuntivo è disciplinato dall’articolo 654 del Codice di procedura civile che ne stabilisce i tempi e i modi. L’opposizione va proposta con atto di citazione davanti all’ufficio giudiziario che ha emesso il decreto ingiuntivo entro e non oltre il termine di 40 giorni dalla notifica; solo in casi eccezionali eccezionali il giudice può stabilire dei termini diversi.

L’atto di citazione proposto dal debitore deve essere notificato al creditore nel luogo in cui ha la residenza o dove ha eletto domicilio. Nell’atto di citazione il debitore dichiara la volontà di opporsi al decreto ingiuntivo indicando le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della sua pretesa. I motivi di opposizione possono essere i più vari ma sono riconducibili a due categorie:

  • motivi di merito che attengono ai fatti, come quando il debitore prova di aver già pagato o che il pagamento non sia dovuto (per esempio se c’è stata la compensazione con altri debiti del creditore);
  • motivi procedurali che attengono ad aspetti tecnici, come ad esempio un difetto nella notificazione del decreto ingiuntivo.

L’opposizione deve contenere a pena di decadenza, oltre ai motivi, anche le difese in merito, le eccezioni ed eventualmente la domanda riconvenzionale, cioè una vera e propria controdomanda che amplia gli argomenti del giudizio. A seguito dell’opposizione si instaura un procedimento ordinario nel quale il giudice valuta la sussistenza e la validità del titolo di credito in oggetto.

Opposizione a decreto ingiuntivo: come si svolge il processo e modello

Con l’opposizione a decreto ingiuntivo viene aperto un vero e proprio processo nel quale si assiste all’inversione dell’iniziativa processuale: infatti il processo non si apre per iniziativa di chi vuole far valere un proprio diritto (come accade normalmente) ma da chi vuole contestare la pretesa avanzata nei suoi confronti. Detto in altri termini il debitore che si oppone diventa attore in giudizio mentre il creditore diventa il convenuto.

Alleghiamo a titolo esemplificativo il modello fac-simile dell’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo.

Fac-simile atto di citazione a decreto ingiuntivo
Clicca per scaricare il pdf


In realtà questa inversione non snatura il ruolo delle parti in giudizio; significa che spetta al creditore fornire gli elementi probatori a sostegno dell’esistenza del titolo di credito e che il debitore può contestarli nel corso del processo.

Opposizione, la decisione del giudice

Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo può avere esiti diversi:

  • il giudice può accogliere la contestazione del debitore e quindi impedire l’esecuzione forzata della somma o del bene;
  • il giudice dichiara esecutivo il decreto ingiuntivo se l’opposizione è proposta oltre il termine di 40 giorni dalla notifica;
  • il giudice può accogliere l’opposizione parzialmente, in tal caso gli atti di esecuzione già compiuti restano validi nei limiti della somma riconosciuta al creditore.

Nel corso del giudizio di opposizione il giudice competente non si limita ad esaminare se il decreto ingiuntivo è legittimo, ma procede anche ad una autonoma valutazione di tutti gli elementi offerti sia dal creditore per dimostrare la fondatezza della propria pretesa sia dal debitore per contestarla. Significa che il giudice non decide solamente sulla validità del decreto ingiuntivo ma entra nel merito della questione, anche se il debitore non lo ha richiesto espressamente.

In conclusione, a chi riceve un decreto ingiuntivo consigliamo di rivolgersi immediatamente ad un avvocato e valutare la possibilità di fare opposizione il più velocemente possibile perché dopo 40 giorni non è più possibile opporsi. Se invece il titolo di credito sussiste, suggeriamo di pagare in tempi rapidi per non incorrere in more e, se necessario, chiedere al creditore di accettare un pagamento a rate.

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