Negli ultimi due giorni, si è osservato un aumento della volatilità nei mercati del petrolio e delle azioni petrolifere, con un crescente interesse nei confronti della riunione dell’OPEC+, svoltasi il 30 novembre. Tuttavia, il meeting si è concluso senza alcun tipo di taglio, generando ulteriore incertezza sulle dinamiche del mercato petrolifero globale.
In questo contesto incerto, ha senso aspettarsi nuovi ribassi nei futures del petrolio e nelle azioni delle società petrolifere?
OPEC+: nessun taglio previsto
La lunga attesa per la riunione dell’OPEC+ ha tenuto il mercato petrolifero in uno stato di suspense per diverse settimane, partendo dall’originaria data del 26 novembre e concludendosi infine il giovedì 30. Questa prolungata incertezza ha creato un vortice di volatilità che ha circondato i prezzi dei titoli petroliferi, aggiungendo ulteriori elementi di imprevedibilità al già complesso panorama del settore energetico.
L’OVZ, l’indice di volatilità del petrolio proposto dal CME, ha mantenuto livelli elevati per gran parte del mese di novembre, segnando una costante tendenza al rialzo fino a registrare, solo nella giornata di ieri, una inaspettata e brusca correzione.
Il prezzo del petrolio WTI, già in discesa dal mese di ottobre 2023, ha continuato a esprimere una forte incertezza, oscillando intorno alla soglia critica dei $75. La persistente indecisione del mercato è stata principalmente alimentata dalle attese legate alla riunione dell’OPEC+, evento ampiamente anticipato e discusso nel contesto economico globale.
Nonostante le aspettative iniziali di tagli significativi alla produzione, la riunione svoltasi il 30 novembre ha deluso le aspettative, con l’assenza di annunci riguardanti eventuali tagli. L’opzione dei «tagli volontari» rimane un’alternativa concreta per mantenere la stabilità nel lungo periodo.
Cosa potrebbe accadere in borsa?
Al momento della comunicazione, i prezzi del petrolio hanno subito una diminuzione di quasi il 3%, manifestando una reazione immediata alla mancanza di tagli, un evento contrario alle aspettative del mercato. Questa notizia sembra rendere il prezzo del petrolio ancora più vulnerabile a possibili ribassi, con possibili riflessi anche sui valori delle azioni di molte società petrolifere.
Nelle ultime sessioni di borsa, in base alle prospettive del mercato, alcuni titoli appartenenti al settore del petrolio avevano registrato buoni ritorni in termini di performance. Sarà quindi interessante osservare come le nuove aspettative degli operatori influenzeranno i prezzi di questi titoli, nonostante si percepisca un certo sentiment negativo a livello mediatico.
In Italia, ad esempio, la sessione di borsa del 30 novembre è stata particolarmente positiva per Saipem e Tenaris, con ritorni medi del 3%, in sintonia con l’andamento dei prezzi dei futures del petrolio. Questi risultati evidenziano una correlazione diretta tra le performance delle società petrolifere italiane e i movimenti del mercato petrolifero globale.
WTI, 1D
Grafico a candele giornaliere del prezzo del WTI. Fonte: teletrader.com