Obbligo di iscrizione nelle liste di leva per i nati nel 2006: cosa significa l’avviso dei Comuni italiani

Alessandro Nuzzo

12/01/2023

15/01/2023 - 21:25

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È l’avviso comparso ad inizio anno in diversi Comuni italiani. Cosa significa visto che l’obbligo di leva è stato sospeso nel 2005 in Italia?

Obbligo di iscrizione nelle liste di leva per i nati nel 2006: cosa significa l'avviso dei Comuni italiani

In diversi Comuni italiani a partire dai primi giorni del nuovo anno i sindaci hanno pubblicato degli avvisi pubblici che recitano: «Obbligo di iscrizione nelle liste di leva dei giovani nati nell’anno 2006». Si tratta di una prassi che viene effettuata ogni anno ma che alla luce anche della guerra in Ucraina ha mandato nel panico diverse persone che si sono imbattute in questo manifesto suscitando in loro qualche dubbio e timore. Facciamo chiarezza su cosa si tratta preannunciando che non c’è nulla da temere.

Cosa significa il manifesto dell’obbligo di iscrizione nelle liste di leva

Nonostante il servizio militare obbligatorio sia stato sospeso in Italia a partire dal 2005, i Comuni italiani sono ancora tenuti a rispettare alcune prassi aggiornando ogni anno le liste di leva militare. Così come successo anche negli anni passati, anche ad inizio gennaio 2023 i Comuni hanno pubblicato degli avvisi pubblici comunicando l’aggiornamento in atto di tali liste.

Si tratta di una lista contenenti i nominativi di tutti i giovani secondo la propria classe di nascita, che dal 01 gennaio al 31 dicembre dell’anno in corso compiranno il 17° anno di età. Quest’anno verranno aggiornate con i nati nel 2006 e sono da completare entro il mese di aprile.

A stabilirlo nonostante la sospensione dell’obbligo di leva una serie di leggi presenti nel Codice dell’ordinamento militare, in particolare l’articolo 1928 «Obblighi di leva, sospensione delle chiamate, e casi di ripristino» che recita: «In attuazione dell’ articolo 52 della Costituzione (La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge), il servizio militare è obbligatorio nei casi e con le modalità stabilite dal presente codice».

È possibile verificare la propria iscrizione o cancellazione rivolgendosi all’ufficio leva che ogni Comune possiede. L’ufficio è tenuto a rilasciare certificazione che attesti l’iscrizione nella lista di leva o l’esito di leva.

Insomma nessuna chiamata alle armi per colpa della guerra in Ucraina e non c’è motivo di allarmarsi. Si tratta di una consuetudine che va avanti anche perché il servizio militare nel nostro paese è stato sospeso non soppresso, resta obbligatorio per la legge e potrebbe essere ripristinato in un caso specifico.

In quale caso può essere ripristinato la leva militare obbligatoria

Il Codice dice che «le chiamate per lo svolgimento del servizio obbligatorio di leva sono sospese a decorrere dal 1° gennaio 2005» e l’esercito italiano oggi è formato solo da volontari professionisti. Il servizio di leva può comunque essere ripristinato con decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del consiglio dei Ministri in un caso specifico chiarito dall’articolo 1929 del Codice dell’ordinamento militare e lo prevede:

  • solo se il personale volontario in servizio è insufficiente e non è possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni, nei seguenti casi: se è deliberato lo stato di guerra ai sensi dell’articolo 78 della Costituzione; se una grave crisi internazionale nella quale l’Italia è coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza a una organizzazione internazionale giustifica un aumento della consistenza numerica delle Forze armate.

Inoltre nel caso di ripristino della leva obbligatoria per la legge non possono essere richiamati in servizio gli appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

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