Nuovo record per i Magnifici 7. Il rally continuerà anche nel 2025?

Laura Naka Antonelli

13/12/2024

Sulle azioni dei Magnifici 7 l’ondata di buy è ripartita. Nuovi record per i titoli Tesla, Amazon, Apple, Alphabet. Cosa dicono gli esperti.

Nuovo record per i Magnifici 7. Il rally continuerà anche nel 2025?

Apple, Tesla, Microsoft, Amazon, Alphabet-Google, Nvidia, Meta Platforms: le azioni dei Magnifici 7 si avviano a concludere un anno d’oro a Wall Street, forti di una pietra miliare che è stata appena raggiunta: per la prima volta in assoluto, alla fine della sessione di mercoledì 11 dicembre 2024, la capitalizzazione dei titani americani ha superato la soglia di $18 trilioni, stando a quanto emerso dalle cifre compilate da Dow Jones Market Data.

Ciò significa che le azioni delle megacap americane valgono più dei PIL di ciascuna economia del mondo, a eccezione di quelli di Cina e Stati Uniti.

Una corsa straordinaria, quella delle azioni, che smentisce quel pessimismo che era piombato a Wall Street durante l’estate, e che aveva portato diversi investitori a ritirare le loro puntate rialziste sul club esclusivo della borsa americana. La pausa è durata poco, con i tori che sono tornati a scatenarsi sul settore hi-tech all’inizio dell’autunno, aumentando ulteriormente le loro puntate a seguito della vittoria di Donald Trump alle elezioni USA dello scorso 5 novembre, come testimonia il boom di acquisti che si è riversato in particolare sulle azioni Tesla.

Ma l’imponente rally riportato quest’anno dalle Big Tech USA potrà fare il bis nel 2025?

In generale, gli analisti che guardano al settore rimangono bullish, scommettendo su una ulteriore crescita per le quotazioni dei colossi nel corso del 2025.

Torna la febbre sulle azioni dei Magnifici 7: occhio al trend dell’ETF ad hoc

Dall’Election Day alla seduta di mercoledì 11 dicembre i titoli del colosso delle auto elettriche Tesla sono di schizzati di quasi il 70%, beneficiando del sodalizio tra il presidente eletto e il CEO Elon Musk, quest’ultimo considerato tra i veri vincitori del voto americano.

A scattare verso l’alto sono stati anche altri titoli, che hanno continuato a marciare spediti, come conferma il trend dell’ETF dedicato ai Magnifici 7, ovvero del Roundhill Magnificent Seven ETF (ticker MAGS), balzato già di quasi il 10% dall’inizio di dicembre, secondo i dati raccolti da FactSet: con poco più di 10 sedute di Wall Street fino alla fine del 2024, l’ETF è sulla buona strada per incassare la migliore performance su base mensile dal febbraio di questo anno.

Altro illustre componente dei Magnifici 7 è il titolo Apple, preso d’assalto anch’esso da una raffica di acquisti che hanno portato il suo valore al record di sempre, spingendo la capitalizzazione di mercato del gigante dell’iPhone a un valore vicino ai $4 trilioni.

Dopo essere stata la prima società quotata in Borsa a sfondare le soglie del valore di mercato di $1 trilione, $2 trilioni e $3 trilioni, Apple potrebbe diventare il primo gruppo a valere in Borsa ben 4.000 miliardi di dollari.

Non se la passano male neanche gli altri componenti che fanno parte dell’Olimpo dei Magnifici 7 che, in queste sessioni del mese di dicembre, hanno riportato un trend migliore rispetto a quello che ha caratterizzato gli altri titoli di Wall Street.

2025 promettente per le megacap USA?

Un articolo di Marketwatch ha a tal proposito citato quanto ha messo in evidenza un team di analisti di Bespoke Investment Group, ovvero che la seduta di mercoledì 11 dicembre è stata l’ottava consecutiva che ha visto il numero di azioni scambiate sull’indice benchmark di Wall Street S&P 500 in ribasso sorpassare il numero delle azioni in rialzo.

Nonostante questo, le Big Tech hanno continuato a salire, sovraperformando così la borsa USA.

E il 2025 sembra promettente, anche se non manca qualche attenti da parte di alcuni strategist, che fanno notare che le valutazioni delle Big Tech sono diventate troppo alte, e che sono dunque vulnerabili a un fisiologico dietrofront.

Di fatto, sempre dai dati di Dow Jones Market Data, risulta che le azioni che fanno parte dei Magnifici 7 al momento sono scambiate mediamente a un valore pari a 40 volte gli utili attesi per le relative società nell’arco dei prossimi 12 mesi.

Il rapporto tra i prezzi dei titoli e gli utili forward varia in modo considerevole, dalle 21,9 volte dei titoli Alphabet-Google alle 128,5 volte per le azioni Tesla e a fronte di un ratio che, nel caso dell’intero indice S&P 500, è pari a 22 volte.

La comunità degli analisti rimane tuttavia bullish.

Interpellato da Marketwatch, Venu Krishna, responsabile della divisione di strategia sull’azionario USA di Barclays, ha detto in particolare di ritenere che gli utili dei Magnifici 7 esclusi tuttavia quelli di Tesla continueranno a crescere a un ritmo più elevato rispetto alla maggior parte di altre aziende scambiate sullo S&P 500.

Sebbene le nostre previsioni indichino una moderazione della crescita dei profitti delle Big Tech, i profitti continueranno ad attestarsi a livelli ancora molto positivi, in modo ancora più significativo rispetto al resto delle società dello SPX”, ha affermato Krishna rimarcando che, a dispetto delle sfide, anche di carattere etico, che potrebbero interessare nello specifico il business dell’intelligenza artificiale (AI, artificial intelligence), i fondamentali delle aziende “versano tuttora in condizioni di salute molto solide”.

Qualcuno è più cauto. Occhio anche ai record di Amazon e Alphabet

Altre view sono improntate a una maggiore cautela. Tra queste, si mette in evidenza quella di Jeremy Siegel, professore di finanza presso la Wharton School della University of Pennsylvania che, nel commentare il trend riportato dalle azioni dei Magnifici 7 nel corso degli ultimi giorni, per la precisione “negli ultimi 7 o 8 giorni”, ha parlato alla CNBC di performance “incredibile”, avvertendo tutrtavia che “parte di questo entusiasmo, per alcune di queste azioni, potrebbe smorzarsi in modo notevole” nel 2025.

Tra i Magnifici 7, occhio ai nuovi massimi storici incassati da Tesla e da Apple, ma anche ai record di Amazon, le cui azioni hanno testato lunedì scorso il valore più alto di tutti i tempi volando a quota $230, dopo la notizia relativa alla petizione presentata da alcuni azionisti, che hanno chiesto al gigante di allocare una quota pari ad almeno il 5% del suo cash di $88 miliardi nel Bitcoin, visto come strumento di hedge contro l’inflazione.

Protagoniste in queste sedute anche le azioni di Alphabet-Google, che hanno contribuito anch’esse ad alimentare i buy sul Nasdaq Composite, consentendo al listino dei titoli tecnologici di superare per la prima volta anche la soglia psicologica dei 20.000 punti.

I titoli della holding di cui fa parte Google sono schizzati dell’11% nell’arco di appena due sessioni dopo l’annuncio relativo al lancio del nuovo chip quantistico Willow, volando fino a $195,40 nella seduta d mercoledì 11 dicembre, e così superando il precedente massimo storico di $191.18 che aveva toccato lo scorso 10 luglio.

Sempre mercoledì Tesla è scattata di quasi il 6% fino a $424,77, superando il precedente record di $409,97 che risaliva al 4 novembre del 2021.

Per quanto riguarda Microsoft, le azioni viaggiano al di sotto del 4% circa rispetto al massimo testato a luglio, mentre i titoli del colosso dei chip per l’AI Nvidia sono scambiati a un valore inferiore del 6% circa rispetto al record testato lo scorso mese.

Il trend dei Magnifici 7 dall’inizio del 2024

Detto questo, se il Nasdaq ha guadagnato quest’anno il 33%, testando il massimo di sempre a quota 20.034,89, è stato per merito della corsa dei Magnifici 7.

Dall’inizio del 2024, le azioni Amazon sono schizzate di oltre il 50%, mentre il rally dei titoli Tesla è stato di oltre +68%; le azioni di Alphabet-Google hanno messo a segno un progresso superiore a +37%, mentre Nvidia è stata la migliore del club, volando di oltre il 177%.

Decisamente meno imponente il trend di Microsoft, pari a un rialzo YTD del 20% circa, mentre le azioni Meta hanno guadagnato più del 78%.

Guardando avanti, attenzione ai target price che sono stati annunciati nelle ultime settimane da alcuni analisti sui titoli delle Big Tech: su Alphabet, il target price medio degli analisti è pari a $207,9 ($192,78); il target sulle azioni Amazon è di $238,31 (rispetto ai $228 attuali); quello sui titoli Microsoft è pari a $496,84 (rispetto agli attuali $450); quello su Nvidia pari a $174,87 ($138,80); su Meta di $661.97 ($628 attuali).

Ottimista sui Magnifici 7 si è confermato in questi ultimi giorni anche Tom Lee, managing partner di Fundstrat Global Advisors che, in un’intervista rilasciata alla CNBC, ha ricordato il sostegno che alle Big Tech USA verrà dato anche dai tassi di interesse USA, che la Fed di Jerome Powell continuerà a tagliare anche nel 2025.

Sappiamo che le megacap sono molto sensibili al calo dei tassi di interesse”, ha ricordato Lee, menzionando le aspettative dei mercati, che mercoledì scorso hanno incrementato le scommesse su un taglio dei tassi in occasione dell’ultima riunione del FOMC, il braccio di politica monetaria della Fed, ormai imminente. “Si tratta di un segnale davvero bullish per i titoli tecnologici”, ha rimarcato lo strategist.

E gli strategist di UniCredit hanno messo in conto per l’anno prossimo uno scatto per il mercato azionario statunitense su base annua fino a +15%, precisando che, a loro avviso, non c’è nessuna bolla speculativa per quanto riguarda il business dell’AI, ovvero dell’intelligenza artificiale.