Nuovo pericolo per l’Europa. È boom delle azioni legate alla guerra, in calo le obbligazioni

Tommaso Scarpellini

17 Febbraio 2025 - 14:33

L’Europa si prepara a una nuova era: torna la corsa agli investimenti nel settore della difesa e le obbligazioni cadono. Il pericolo bellico torna a pressare i portafogli dei risparmiatori.

Nuovo pericolo per l’Europa. È boom delle azioni legate alla guerra, in calo le obbligazioni

La prospettiva di un disimpegno USA ha spinto l’Unione Europea a lavorare a un massiccio pacchetto di spesa militare per sostenere l’Ucraina e rafforzare la sicurezza interna. Questo piano arriva in un contesto di crescente incertezza geopolitica, alimentata dalle dichiarazioni di Donald Trump, che ha suggerito che gli Stati Uniti potrebbero ridurre il loro impegno.

I mercati hanno reagito immediatamente: uno dei primi segnali di questo cambiamento è stato l’aumento dei rendimenti obbligazionari europei, con i titoli tedeschi, italiani e francesi in crescita di +7 punti base. Al contrario, il rendimento del Treasury USA a 10 anni è sceso di 5 punti base al 4,48%, segnalando un afflusso di capitali verso asset più sicuri. Storicamente, un calo dei rendimenti dei Treasury USA indica un flight-to-safety degli investitori, i quali spostano capitali dai mercati azionari a strumenti più conservativi.

Parallelamente, l’euro ha registrato un calo significativo, mentre il settore della difesa ha visto un vero e proprio boom con Rheinmetall AG in aumento del 9%, Saab AB dell’11%, BAE Systems Plc del 5% e in Italia Leonardo in crescita del 5%.

Il trend evidenzia un forte flusso di investimenti verso le società del settore della difesa, favorito dall’aumento della domanda di armamenti.

Ci troviamo di fronte a un nuovo momento congiunturale? Se si, cosa ha senso aspettarsi dal mercato borsistico?

L’Europa costretta a rafforzare la propria difesa

Secondo i dati della Commissione Europea, la spesa per la difesa potrebbe crescere fino a $500 miliardi nei prossimi cinque anni, con una forte accelerazione nelle forniture militari e negli investimenti in tecnologia bellica. Il potenziale ritiro degli Stati Uniti dagli impegni storici accelererebbe questo processo, costringendo i governi europei a rivisitare le proprie strategie di sicurezza e a potenziare la spesa militare.

Le preoccupazioni degli investitori sono palpabili: con un’Europa che deve rapidamente colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti, il settore della difesa diventa sempre più strategico. Questo spinge i mercati a penalizzare le obbligazioni governative europee e a favorire titoli legati alla sicurezza e alla difesa.

Il parallelo flight-to-safety evidenzia chiaramente questo processo, ed esprime a pieno il sentiment degli operatori boristici di fronte a questo improvviso cambio di scenario.

Le soluzioni: dove investire in questo contesto

I mercati hanno reagito quindi con forza a queste novità. Quella che era una forte incertezza, si è trasformata in paura, come pianamente espresso dall’andamento positivo del valore dell’indice di volatilità implicita delle opzioni europee, il VSTOXX, quasi sui massimi dell’ultimo anno.

Ma il mercato complessivamente non va male, è solo molto volatile. Lo dimostra il fatto che gli indici borsistici restano positivi, spinti prevalentemente dalla furia rialzista degli asset legati al mercato della difesa. Per avere una visione chiara di questo, basti vedere il VanEck Defense UCITS ETF (DFNS), che offre un’esposizione diversificata alle aziende leader nel settore della difesa globale. Tra le partecipazioni principali, troviamo Leonardo S.p.A., che rappresenta circa il 6,84% del portafoglio. Altri componenti chiave includono Lockheed Martin e Northrop Grumman, aziende che stanno beneficiando dell’incremento della domanda globale di sistemi d’arma avanzati.

L’aumento dei rendimenti obbligazionari europei ha messo sotto pressione i titoli di stato, ma non quelli di tutto il mondo. Difatti, in USA, il TLT (iShares 20+ Year Treasury Bond ETF) ha registrato un rialzo grazie al fenomeno opposto, una contrazione dei rendimenti, offrendo una copertura contro l’incertezza geopolitica. Il iShares Core Euro Government Bond UCITS ETF (Ticker: SEGA) che invece replica l’indice Bloomberg Euro Treasury Bond, dando esposizione ai titoli di stato dell’Eurozona, sembra muoversi in territori negativi.

Per avere una dimensione chiara della paura sui mercati in periodi di alta volatilità, potrebbe essere interessante dare uno sguardo agli asset rifugio e ai settori difensivi i quali tendono a performare meglio. Tra gli strumenti da monitorare, l’Xtrackers MSCI World Consumer Staples UCITS ETF replica l’indice MSCI World Consumer Staples e offre esposizione a beni di consumo di base come alimentari, bevande e prodotti per la casa.

Cosa ha senso aspettarsi?

La crescente incertezza geopolitica e la nuova postura degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump stanno ridisegnando il panorama economico e finanziario. L’Europa si trova costretta a rafforzare la propria difesa, aumentando la spesa militare e rivalutando le proprie strategie di sicurezza. Questa evoluzione ha un impatto diretto sui mercati, con un boom dei titoli della difesa, trainato dall’aumento della spesa militare, un aumento dei rendimenti obbligazionari europei, segnale di minore fiducia nel debito sovrano e un calo dell’euro, a testimonianza delle incertezze sulle prospettive economiche della regione.

Per gli investitori, questo scenario offre opportunità e rischi, con il settore della difesa in forte crescita e i mercati obbligazionari in difficoltà. Gli ETF rappresentano strumenti strategici per cavalcare questi trend, offrendo un’esposizione diversificata e gestibile al meglio delle dinamiche geopolitiche. Il posizionamento strategico nei settori della difesa e negli asset rifugio rappresenta un elemento chiave per mitigare il rischio e massimizzare il rendimento nel contesto attuale.

In definitiva, gli eventi globali stanno ridefinendo le regole del gioco sui mercati. Chi saprà leggere correttamente questi segnali e posizionarsi in modo strategico potrà trarne vantaggio nei mesi a venire.