Nuovo limite di contanti per tutte queste operazioni. Ecco gli esempi utili

Alessandro Nuzzo

2 Aprile 2026 - 19:39

Il 10 luglio 2027 entra in vigore il Regolamento UE che fissa un limite massimo di 10.000 euro per i pagamenti in contanti in tutti gli Stati membri. Vediamo per quali operazioni.

Nuovo limite di contanti per tutte queste operazioni. Ecco gli esempi utili

Anche se i pagamenti si stanno spostando sempre più verso modalità digitali, esistono ancora molte persone legate all’utilizzo del denaro contante che continuano a effettuare acquisti utilizzando banconote. Tuttavia, per mettere un freno ai pagamenti in contanti e per rafforzare le misure antiriciclaggio, l’Unione Europea ha approvato nel 2024 un regolamento che fissa un limite massimo per i pagamenti in contanti.

Il Regolamento UE n. 1624 del 2024 introduce infatti un nuovo tetto di 10.000 euro per le transazioni in contanti. L’entrata in vigore è prevista per il 10 luglio 2027, data a partire dalla quale tutti gli Stati membri dell’Unione Europea saranno obbligati ad adeguarsi a quanto stabilito nel regolamento. Da quel giorno entrerà quindi in vigore il nuovo limite massimo di 10.000 euro per i pagamenti effettuati in contanti.

Ciò significa che sarà possibile effettuare transazioni commerciali in contanti fino alla soglia di 10.000 euro. Oltre tale importo il pagamento sarà vietato per legge e chi non rispetterà il limite potrà incorrere in sanzioni anche molto pesanti.

Il regolamento specifica che gli Stati membri non potranno introdurre limiti superiori ai 10.000 euro, ma potranno eventualmente stabilire tetti più bassi, a loro discrezione, previa comunicazione alla Commissione europea entro le scadenze previste.

Gli Stati membri possono anche abbassare tale soglia

Attualmente esiste una certa disomogeneità nei limiti all’uso del contante all’interno dell’Unione. Paesi come Cipro, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo e Olanda non prevedono alcun limite all’utilizzo del denaro contante. Altri Stati hanno invece stabilito soglie più basse: ad esempio Grecia (500 euro), Francia, Svezia e Spagna (1.000 euro), Danimarca (2.700 euro), Lituania e Portogallo (3.000 euro), Polonia (3.300 euro).

L’unico Paese che oggi ha un limite più alto rispetto a quello previsto dal regolamento europeo è la Croazia, che lo ha fissato a 15.000 euro. L’Italia, invece, ha stabilito un limite di 5.000 euro per ciascun pagamento. Con l’entrata in vigore delle nuove norme nel 2027, il nostro Paese dovrà quindi decidere se mantenere la soglia dei 5.000 euro oppure adeguarsi al tetto europeo dei 10.000 euro. Lo stesso discorso vale per gli altri Stati membri, che dovranno decidere se allinearsi al limite comunitario o mantenere soglie più restrittive. La Croazia, invece, sarà obbligata ad abbassare il tetto almeno fino a 10.000 euro.

Per quali operazioni vale il limite

È importante specificare che il limite di 10.000 euro riguarda esclusivamente le transazioni commerciali, cioè quelle in cui un cliente paga un soggetto obbligato (un professionista o un’azienda) per acquistare beni o servizi. Restano invece esclusi dal limite i pagamenti tra persone fisiche che non agiscono nell’ambito di un’attività professionale, così come i versamenti o i depositi effettuati presso banche, istituti di moneta elettronica o prestatori di servizi di pagamento.

I settori che potrebbero essere maggiormente colpiti da questo limite sono soprattutto quelli legati ai beni di alto valore e al lusso. Tra gli ambiti più interessati troviamo:

  • Gioiellerie e orologerie, per l’acquisto di gioielli e orologi di valore elevato;
  • Arte e antiquariato, come l’acquisto di quadri, sculture o mobili d’epoca presso gallerie e mercanti specializzati;
  • Metalli preziosi, ad esempio lingotti d’oro o monete da investimento;
  • Settore automotive, per l’acquisto di auto nuove, usate o a chilometro zero e motociclette di grossa cilindrata;
  • Settore nautico, per l’acquisto di barche, yacht o gommoni;
  • Aviazione privata, come nel caso dell’acquisto di piccoli aeromobili o droni professionali;
  • Settore immobiliare, per compravendite di immobili come case, terreni o uffici;
  • Servizi professionali, ad esempio parcelle elevate per consulenze legali, notarili o contabili;
  • Rapporti tra imprese, come forniture all’ingrosso tra aziende o acquisti di materiali da costruzione su larga scala.

Cosa rischia chi non rispetta i limiti

Chi non rispetta questi limiti è soggetto a sanzioni severe che colpiscono entrambe le parti coinvolte nella transazione, cioè sia chi paga sia chi riceve il denaro. In Italia, ad esempio, chi supera l’attuale soglia dei 5.000 euro in contanti è soggetto a una sanzione proporzionale all’importo trasferito: per una violazione minima la multa parte da 1.000 euro.

Oltre alla sanzione amministrativa, può scattare anche la segnalazione per i controlli antiriciclaggio. L’operazione può infatti essere comunicata alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia) come operazione sospetta, con possibili verifiche fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

È bene ricordare che il semplice pagamento in contanti oltre la soglia costituisce un illecito amministrativo, ma può trasformarsi in reato penale se viene accertato che il denaro proviene da attività illecite o se l’operazione è stata effettuata per occultare una frode fiscale o un fallimento pilotato.

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