Come da previsioni, la settimana in casa MEF è iniziata con il Comunicato relativo al lancio del neo BOT 12M di luglio. Per le emissioni su timeframe più corti del 12 mesi l’appuntamento è, come al solito, per la fine del mese.
Per l’emittente si tratta di un semplicissimo avvicendamento di debito, cioè una mossa con cui rastrella risorse per ripagare un debito contratto un anno fa. Per i piccoli investitori e risparmiatori, invece, il nuovo BOT del Tesoro è l’occasione per puntare a un rendimento del 2,5% a brevissimo termine.
Le caratteristiche del Buono Ordinario del Tesoro di luglio
Il neo zero coupon ha identificativo ISIN IT0005722514 e da martedì 14 sarà quotato e negoziato sul MOT di Borsa Italiana. Diciamo subito che è uno dei titoli di Stato tra i più liquidi e scambiati sul mercato secondario, specie tra banche e grandi investitori. Il prodotto è assai gradito da chi ha tanti soldi da parcheggiare per una manciata di mesi o settimane. Considerato che chi ha più soldi dispone in genere, ma non sempre, di più info e/o opzioni, già si possono trarre i primi indizi di spendibilità del titolo.
Ha una durata complessiva di 365 giorni a partire dal 14/07 per cui terminerà alla stessa data del 2027. Lo stock offerto in ordinaria è di 8 mld di €, ed altri 0,8 € saranno assegnati esclusivamente agli Specialisti nella supplemetare. Manco a dirlo, sempre martedì 14 giungeranno in scadenza 9,15 mld di € di vecchi BOT a 12 mesi, ormai al termine del loro servizio.
Il calendario delle operazioni di sottoscrizione
Le prenotazioni del pubblico retail andranno fatte entro l’8 rivolgendosi direttamente all’intermediario presso cui si detiene il conto titoli. Invece mercoledì 9 e giovedì 10 si terrano, nell’ordine, l’asta ordinaria e supplementare. Martedì prossimo sarà giorno di regolamento e di godimento per tutti i neo assegnatari dello zero coupon.
Ora, conviene comprare in asta e quindi prenotarsi entro l’8 oppure dopo a prezzi più convenienti? Ad esempio chi ha sottoscritto dopo il collocamento il BTP Più o uno dei due BTP Valore 2032 (6° e 7° serie) è probabile abbia uno yield maggiore di chi lo ha comprato in origine. In verità tutto dipende dall’effettivo prezzo di carico più che dal prima-dopo.
Bene, nel caso del BOT la differenza è spesso minima tra il partecipare all’asta o dopo. Il titolo ha una duration così bassa che fatica a creare margini di convenienza così significativi tali da poter dire “meglio prima-meglio dopo”. La differenza, invece, la fa la liquidità, sicuramente più abbondante in asta che nei giorni immediatamente dopo. Altri due aspetti che fanno la differenza sono le spese di gestione e la size sottoscritta. Per importi entro i 20mila €, per esempio, la differenza spesso è nell’ordine dei pochi euro.
Ricordiamo che si possono sottoscrivere per importi di mille € nominali e multipli. Quanto ai costi, per Legge la commissione massima degli intermediari alla clientela, per i BOT a 365 gg, è fissata nella misura dello 0,15%.
leggi anche
Un titolo di Stato turco con cedola annua del 7,25% per sfruttare i movimenti dei prezzi e della valuta
Meglio un capitale infruttifero o messo a reddito?
Lo zero coupon non stacca cedole da emissione a rimborso finale, ma si acquistano ancora sotto cento e a scadenza verranno ripagati alla pari. La differenza di prezzo, c.d. scarto di emissione, costituirà il gain lordo dell’operazione. A inizio decennio partivano già in asta sopra cento per essere poi rimborsati a 100, per cui i rendimenti lordo, netto e reale erano negativi.
Ora, la convenienza del neo BOT di luglio sta nel fatto che la sua emissione si colloca in una fase dei mercati con yield sopra il 2% sul 1Y. Anzi, al tempo dell’articolo il rendimento del BOT a 1 anno di vita residua è dato al 2,575% (fonte: Investing.com). Precisiamo che il guadagno effettivo del neo Zc si saprà solo al termine delle procedure d’asta, mentre prima di allora si formulano solo attese. Per cui tra due giorni potrebbe spuntare tanto un 2,45 o 2,65% o un altro valore ancora di yield effettivo a scadenza.
Una cosa sembra quasi certa, e cioè che si andrà ben sopra il 2% alle attuali condizioni di mercato. Si piazzasse sul 2,5% il ritorno farebbe fatica a tutelare il potere d’acquisto del capitale a 12 mesi. Le recenti previsioni BCE dell’11/06 stimano un’inflazione al 3,0% nel 2026 (dal 2,6% atteso a marzo) e al 2,3% nel ‘27 (da 2%). Stimando un valore mediano tra i due ne verrebbe fuori un’inflazione di una spanna maggiore allo yield oggi atteso sul neo BOT. Sommate le tasse e le spese di gestione si ottiene un ritorno reale negativo.
Tuttavia, tra l’infruttifero perdente al 100% e un investimento X tipo BOT, conto deposito, risparmio postale o altro ancora in parte perdente, vince sempre il secondo.
leggi anche
Standing ovation al +187,07% del titolo di Piazza Affari che in 6 mesi ha quasi triplicato
Nuovo BOT del Tesoro per puntare a un rendimento del 2,5% a brevissimo termine
Oltre alla liquidità e alla breve durata, vi sono altri tre aspetti a favore e sostegno del BOT. Il primo riguarda la garanzia sovrana sul capitale, cioè i soldi sono garantiti dallo Stato Italiano al pari dei buoni fruttiferi postali, per intenderci.
La seconda è il rischio di mercato quasi nullo, un’assenza di volatilità che meglio si comprende dall’analisi degli Zc già quotati sul MOT. Ad esempio gli Zc Jun27, Zc Apr27, Zc Fb27, Zc Nv26, Zc Aug26 al momento prezzano, nell’ordine, a 97,631, a 98,086, a 98,536, a 99,175 e a 99,763.
L’ultima è, in verità, in parte discutibile nel senso che non è una certezza ma una probabilità. Vale a dire che, nel dubbio, intanto si blocca un discreto yield a un anno, in attesa di capire quali saranno gli yield esitati tra 1 o 3 o 5 mesi, alle prossime aste. Già, perché nessuno può escludere che ai prossimi appuntamenti il titolo non possa esitare un rendimento del 3 o più per cento.