Nuovi guai per Putin. Le banche russe corrono a chiudere le loro filiali

Alessandro Nuzzo

31 Gennaio 2026 - 12:51

Nel 2025 le banche russe hanno chiuso tantissime filiali. E anche quest’anno il trend non è destinato a fermarsi.

Nuovi guai per Putin. Le banche russe corrono a chiudere le loro filiali

Non è un momento facile per l’economia russa che, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, sta affrontando difficoltà sempre più evidenti. Questo soprattutto a causa dell’embargo internazionale che ha progressivamente escluso la Russia dal commercio globale. Mosca, ad esempio, non può più esportare petrolio e gas verso l’Europa: l’Unione Europea ha infatti approvato un regolamento che obbliga gli Stati membri a interrompere definitivamente l’acquisto di gas russo a partire dal 2027. A questo si aggiunge la questione dei beni russi congelati all’estero e il costo crescente del finanziamento del conflitto, che ha comportato una spesa enorme per le casse statali.

Alla luce di questo contesto, anche il sistema bancario russo sta vivendo una fase di forte difficoltà. Nel 2025 si è registrata una vera e propria impennata nella chiusura delle filiali bancarie: secondo le stime, circa 1.700 sportelli hanno cessato l’attività nel corso dell’anno. La tendenza per il 2026 appare simile, se non addirittura in peggioramento. Confrontando questi numeri con quelli degli anni precedenti, emerge chiaramente un’accelerazione del fenomeno: il dato del 2025 è stato circa 3,6 volte superiore a quello del 2024 ed è il più alto dal 2021. Sette anni fa in Russia erano presenti circa 30.000 filiali bancarie, mentre a inizio 2026 il numero è sceso a circa 22.300, con una perdita complessiva di oltre 7.700 sportelli.

Si chiude per ridurre i costi di gestione

La banca che ha contribuito maggiormente alle chiusure nel 2025 è stata Sberbank, che ha dismesso circa 900 uffici, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Le motivazioni principali risiedono nella volontà di spingere i clienti verso servizi digitali e operazioni da remoto, riducendo i costi di gestione e migliorando la redditività. Tuttavia, l’autorità di regolamentazione bancaria russa ha evidenziato anche i rischi legati a una riduzione eccessiva della presenza fisica sul territorio.

La maggior parte delle chiusure, infatti, riguarda piccole città e aree rurali, dove gli sportelli risultano meno redditizi. Proprio in queste zone, però, la connessione Internet è spesso instabile o assente, rendendo gli uffici bancari fisici ancora fondamentali per i cittadini. In Russia, inoltre, molte operazioni continuano a richiedere la presenza in filiale: il rilascio delle carte bancarie, le consulenze personalizzate, la gestione della documentazione cartacea e soprattutto le richieste di mutuo.

Le filiali svolgono anche un ruolo cruciale nella prevenzione delle frodi. In caso di operazioni sospette, i conti vengono bloccati e i clienti sono obbligati a presentarsi di persona con un documento per confermare o disconoscere le transazioni e riottenere l’accesso ai propri fondi. Il futuro, tuttavia, potrebbe rivelarsi ancora più complesso: secondo alcune stime, nei prossimi cinque anni il numero di filiali bancarie in Russia potrebbe ridursi di altre 2,5 volte, scendendo a circa 11-12.000 uffici in tutto il Paese.

Secondo gli esperti, le banche dovrebbero comunque mantenere una presenza fisica minima, soprattutto dove la domanda resta elevata, come nelle piccole città e nelle zone rurali. Nei grandi centri urbani, invece, dove la connessione è stabile e la popolazione è più digitalizzata, è possibile ridurre ulteriormente gli sportelli, delegando la maggior parte delle operazioni ai servizi online.

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