Nuova Sabatini: le novità su beni strumentali e incentivi per le imprese nel 2022

Nadia Pascale

22/04/2022

22/04/2022 - 16:41

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La legge di Bilancio 2022 ha portato novità per le agevolazioni previste dalla Nuova Sabatini 2022. Ecco cosa cambia per le imprese e la guida per la richiesta dei fondi e degli incentivi.

Nuova Sabatini: le novità su beni strumentali e incentivi per le imprese nel 2022

La Nuova Sabatini è un’agevolazione messa a disposizione dal ministero dello Sviluppo Economico (Mise) con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito alle Pmi in modo che possano accrescere la loro competitività attraverso beni strumentali che adottano tecnologie innovative in grado di migliorare il processo produttivo e/o la qualità dei prodotti/servizi.

Le agevolazioni sono previste sia a fronte dell’acquisto di nuovi beni strumentali, sia a fronte di contratti di leasing che consentano quindi di utilizzare tali beni strumentali pur non diventandone proprietari. Nel caso di acquisto o leasing per beni appartenenti alla categoria degli investimenti 4.0, cioè in nuove tecnologie, vi è una maggiorazione del 30% degli importi erogati.

Con la circolare 696 del 17 marzo 2022 del ministero dello Sviluppo Economico si è provveduto a dare attuazione alle modifiche alla Nuova Sabatini contenute nell’articolo 1 comma 48 della legge di bilancio 2022. Vedremo ora quali sono le novità importanti della legge Sabatini, senza però tralasciare di tracciare le peculiarità di questo importante aiuto alle PMI.

Vediamo però nel dettaglio le novità previste con la Nuova Sabatini nel 2022.

A quanto ammonta il contributo della Nuova Sabatini 2022

La prima cosa da fare è definire il perimetro della legge Nuova Sabatini, la stessa è rivolta a micro, piccole e medie imprese (identificate secondo i criteri indicati nella Raccomandazione 2003/361/CE) che non devono però trovarsi in stato di liquidazione o essere sottoposte a procedure concorsuali. Per poter accedere non devono aver ricevuto aiuti considerati illegali dall’Unione Europea e non rimborsati. Possono accedere anche le aziende che hanno sede fiscale all’estero, ma a condizione che al termine dell’investimento abbiano una sede operativa anche in Italia.

Sono ammesse al finanziamento le imprese operanti in tutti i settori, tra cui anche agricoltura e pesca, restano esclusi solamente i settori finanziario e assicurativo e “attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione”.

L’articolo 1 comma 48 della legge di Bilancio 2022 modifica l’articolo 2 del decreto legge 21 giugno 2013 n° 69, convertito con modificazioni e integrazioni nella legge 98 del 2013. In seguito a tali modifiche è previsto il pagamento degli importi riconosciuti per la Nuova Sabatini in ratei annui, tranne nel caso in cui l’importo sia non superiore a 200.000 euro, in questo caso il pagamento avviene in unica quota. In seguito a tale modifica, il ministero dello Sviluppo Economico ha provveduto ad emanare la circolare 696 del 17 marzo 2022 che va a chiarire i vari punti della nuova disciplina.

Circolare Sabatini
Circolare Ministero dello Sviluppo Economico n.696 del 17 marzo 2022

Ricordiamo a questo proposito che per le domande presentate dal 1° maggio 2019 al 16 luglio 2020 è previsto il pagamento in un’unica rata per gli importi non superiori a 100.000 euro, mentre dal 17 luglio 2020 al 31 dicembre 2020 il pagamento in unica soluzione è previsto per importi non superiori a 200.000 euro. Dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021 si procede solo al pagamento in unica soluzione. Infine, viene ripristinato il rateo unico dal 1° gennaio 2022 solo per importi non superiori a 200.000 euro.

Per quanto riguarda gli importi che si possono ricevere, la normativa prevede dei tetti all’investimento, la misura minima è 20.000 euro, mentre la misura massima è di 4 milioni di euro. Tali somme costituiscono i range agevolabili.

Come fare domanda per gli incentivi della Nuova Sabatini

La prima cosa da dire è che la Nuova Sabatini coinvolge 3 soggetti, cioè l’impresa, la banca o il finanziatore e il ministero dello Sviluppo Economico che eroga i fondi.

Di conseguenza la gestione della domanda per ottenere le agevolazioni richiede l’interlocuzione tra questi tre soggetti. La normativa prevede che l’impresa interessata proponga a una banca la richiesta di finanziamento di importo minimo di 20.000 euro e massimo di 4 milioni di euro. Contestualmente alla presentazione della richiesta di finanziamento deve presentare, sempre alla banca, la domanda di accesso all’agevolazione.

In questa fase l’impresa deve dichiarare di essere in possesso dei requisiti previsti per poter accedere alle agevolazioni della Nuova Sabatini. Tali requisiti devono essere anche attestati. Se la domanda viene ritenuta corretta dalla banca o altro intermediario, viene trasmessa telematicamente al ministero dello Sviluppo Economico al fine di prenotare i fondi. A questo punto la banca dovrà attendere la comunicazione del ministero circa la disponibilità dei fondi e solo dopo tale conferma si otterrà l’erogazione da parte della banca dei finanziamenti in modo che si possa procedere all’investimento. Il ministero nel confermare la disponibilità dei fondi trasmette il provvedimento di concessione che comprende anche il piano temporale di erogazione che si esaurisce comunque entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento.

Una volta effettuato l’investimento la banca/intermediario o finanziatore procederà a richiedere l’erogazione dei fondi che potranno essere versati in unica soluzione se non superiori a 200 mila euro o in quote annuali per un periodo massimo di 5 anni se superiori a tale somma.
Il contributo erogato dallo Stato con la Nuova Sabatini mira ad abbattere gli interessi che solitamente paga chi chiede un prestito/finanziamento e quindi è pari al 2,75% rispetto alla somma del finanziamento. Tale percentuale viene elevata a 3,575% nel caso in cui l’investimento sia in tecnologie 4.0. La circolare del 17 marzo 2022 specifica che devono essere considerati investimenti in tecnologie 4.0 quelli inerenti:

  • big data;
  • cloud computing;
  • banda ultralarga;
  • cybersecurity;
  • robotica avanzata;
  • meccatronica;
  • realtà aumentata;
  • manifattura 4D;
  • Radio Frequency identification;
  • sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
    Gli investimenti diversi da questi sono considerati ordinari.
Modulo per la richiesta di erogazione
Fac simile modulo RU per la richiesta di erogazione

Come viene pagato il contributo

Le PMI che ottengono il provvedimento di concessione da questo momento hanno un anno di tempo per completare l’investimento. Per determinare tale momento viene preso in considerazione l’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento e se trattasi di leasing si tiene in considerazione la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni. Ultimato l’investimento, la PMI compila telematicamente la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante l’avvenuta ultimazione dell’investimento (Modulo DUI). La trasmissione deve essere fatta attraverso il sito e utilizzando le credenziali fornite dal ministero tramite pec.

Al termine della compilazione, la piattaforma rilascia in pdf il Modulo DUI contenente l’elenco dei beni oggetto di agevolazione. Su esso va apposta la firma digitale del legale rappresentante o procuratore dell’impresa e deve essere nuovamente inviato al ministero attraverso la stessa piattaforma. La comunicazione deve avvenire entro 60 giorni dall’ultimazione dei lavori pena la decadenza dal beneficio.

A questo punto, al fine di attivare le verifiche amministrative propedeutiche al pagamento della prima quota o della quota unica, la PMI compila, sempre telematicamente e attraverso la piattaforma, il Modulo RU (Richiesta Unica di erogazione). Al termine della compilazione viene generato il documento RU compilato, lo stesso deve essere firmato in modalità digitale dal rappresentante legale della PMI o dal procuratore e inviato nuovamente alla piattaforma entro 120 giorni dal termine ultimo per la conclusione dell’investimento e previo pagamento a saldo da parte della pmi. Il mancato adempimento porta alla revoca dell’agevolazione.

Nel caso di beni rientranti nella categoria tecnologie 4.0 nel modulo RU deve essere attestato che gli stessi sono interconnessi ai sistemi informatici di fabbrica. Se l’investimento ha un valore superiore a 150.000 euro il modulo RU deve essere corredato dalle dichiarazioni inerenti le informazioni antimafia. I moduli RUI e RU possono essere inviati anche contestualmente.

Solo dopo aver adempiuto a tutte le formalità ora viste, il ministero provvederà entro 60 giorni dalla trasmissione del modulo RU al pagamento della quota unica o della prima quota. L’erogazione viene effettuata previa verifica del durc online.

Le imprese che ricevono l’agevolazione in quote annuali devono provvedere con cadenza annuale alla trasmissione del Modulo RP (richiesta di pagamento). Per ottenere le varie quote la PMI deve essere in regola con il piano di rimborso del finanziamento, naturalmente le irregolarità devono essere segnalate dal finanziatore. La nuova richiesta non può avvenire a meno di 12 mesi dalla precedente. Il mancato rispetto dei termini porta alla decadenza parziale dai benefici.

Cosa scrivere in fattura

Al fine di ottenere le agevolazioni previste dalla legge Nuova Sabatini è necessario che le fatture dei pagamenti abbiano la giusta dicitura: “Spesa di euro xxx realizzata con il concorso delle provvidenze previste dall’articolo 2, comma 4, del decreto legge 21 giugno 2013 n° 69”. Tale dicitura è prevista espressamente all’interno del decreto interministeriale 25 gennaio 2016, articolo 10, comma 6.

Per le fatture emesse in formato cartaceo la dicitura vista deve essere apposta dall’impresa sull’originale di ogni fattura in acconto e in saldo con scrittura indelebile e anche attraverso l’uso di timbro. In caso di leasing la dicitura vista deve essere apposta sulle fatture da parte della società di leasing.

Nel caso di fattura elettronica la dicitura deve essere inserita nell’oggetto o nel campo note. La medesima dicitura deve essere apposta anche nella causale del bonifico corrispondente alla fattura. Nell’ipotesi in cui non sia possibile inserire la dicitura per esteso, è sufficiente l’inserimento del CUP (Codice Unico di Progetto) all’interno della fattura o nella causale del pagamento; in tal caso, è necessario che nella causale del relativo bonifico, oltre all’indicazione del CUP, ci sia anche un richiamo al titolo di spesa oggetto del pagamento.

Ricordiamo che anche per i forfettari a breve sarà obbligatoria la fatturazione elettronica. La fattura senza tali indicazioni non è considerata valida e determina la revoca dell’agevolazione.

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