Nuova ondata di licenziamenti, Meta taglierà altri 10 mila posti di lavoro

Enrica Perucchietti

15 Marzo 2023 - 10:00

Lo ha annunciato sui social Mark Zuckerberg. A novembre i licenziamenti erano stati 11mila. Sui profitti della società pesano la crisi economica globale e le ricadute dell’investimento sul Metaverso.

Nuova ondata di licenziamenti, Meta taglierà altri 10 mila posti di lavoro

Dopo tanto rumore, la bolla scoppiò.
Non si arresta il terremoto che sta colpendo le Big Tech statunitensi, in un momento di grave crisi per la Valle di Silicio, tra il fallimento della Silicon Valley Bank e l’ondata, ormai irrefrenabile, dei licenziamenti.

E si allunga l’elenco delle Big Tech che stanno riducendo la loro forza lavoro. Dopo la corsa degli ultimi anni, i sogni e le illusioni regalateci dalla Valley, ora tocca, nuovamente, a Meta.

Metaverso: ed è subito crisi

Sui profitti della società, infatti, pesa non solo la crisi economica globale innescata dalla guerra in Ucraina, ma anche le ricadute degli ingenti investimenti sul Metaverso. Al netto dei tanti annunci, per adesso il metaverso non esiste o, se ne può parlare soltanto in una forma depotenziata, come un cantiere a cielo aperto.

Al di là dei proclami e degli annunci, il risultato, infatti, è che chi ha provato a investire nel metaverso sta subendo perdite ingenti: Meta, su tutti, ha registrato perdite per decine di miliardi di dollari nel corso dei due anni in cui ha svoltato il proprio business passando dai social media allo sviluppo di questa enorme infrastruttura.

Andrew Bosworth, responsabile tecnico dei Reality Labs di Meta, in un post ha raccontato i progetti futuri della società senza mai menzionare il metaverso, poi si è scoperto come gli stessi dipendenti della società fondata da Mark Zuckerberg erano molto scettici riguardo al progetto.

Stando a un sondaggio anonimo su Blind, il 56% dei dipendenti di Meta pensa infatti che Zuckerberg non abbia “spiegato chiaramente cosa il metaverso sia”, mentre il 58% ritiene che “il metaverso non raggiungerà un miliardo di utenti nel prossimo decennio” (nel novembre 2021 questa percentuale era del 40%).

Il boomerang di aspattative eccessive

Alimentare aspettative eccessive non può che rivelarsi un boomerang quando viene promesso - come ha fatto Zuckerberg nel 2021 - di poter partecipare con il proprio avatar a un concerto che si svolge fisicamente in qualche arena, senza apprezzabili differenze rispetto a chi si trova realmente sul posto. Ma i problemi sono molteplici, a partire dalla struttura stessa del metaverso, come ha impietosamente spiegato Forbes:

«Dopo otto anni di sviluppo e dopo aver speso miliardi di dollari, questo fantascientifico concetto sembra essere stato completato forse al 2%. Il problema di fondo di luoghi come Horizon Workrooms (il “metaverso” destinato alle riunioni di lavoro) o Horizon Worlds (quello invece più sociale) è che sono terribilmente brutti, a malapena funzionanti e sono terreni fertili per interazioni sociali che, nel migliore dei casi, sono impacciate e goffe».

L’annuncio di Zuckerberg

Alla luce di ciò, Meta Platforms ha annunciato che taglierà altri 10.000 posti di lavoro e chiuderà circa 5.000 ruoli aggiuntivi aperti non ancora assunti, nell’ambito di un piano votato a un “anno nel nome dell’efficienza”, come l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha recentemente definito il 2023.

Un’espressione - «anno nel nome dell’efficienza» - socialmente «accettabile» per dire che la società è pronta a licenziare manager ben pagati.

«Meta sta costruendo il futuro della connessione umana e oggi voglio condividere alcuni aggiornamenti sul nostro anno dell’efficienza che ci aiuteranno a farlo. Gli obiettivi di questo lavoro sono: renderci un’azienda tecnologica migliore e migliorare le nostre prestazioni finanziarie in un ambiente difficile in modo da poter eseguire la nostra visione a lungo termine». È questa la premessa di un post sul blog di Meta, in cui Zuckerberg ha motivato l’ennesima riduzione del personale.

«Il nostro lavoro di efficienza ha diversi flussi di lavoro paralleli per migliorare l’efficienza organizzativa, aumentare drasticamente la produttività e gli strumenti degli sviluppatori, ottimizzare il lavoro distribuito, i processi non necessari di garbage collect e altro ancora», ha spiegato, sottolineando che la sua «speranza è di apportare questi cambiamenti organizzativi il prima possibile nel corso dell’anno in modo da poter superare questo periodo di incertezza e concentrarci sul lavoro critico che ci aspetta».

La holding a cui fanno capo Facebook, WhatsApp e Instagram aveva già tagliato oltre 11.000 posti di lavoro a novembre, pari a circa il 13% della sua forza lavoro totale.

I nuovi licenziamenti erano stati annunciati nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, che era venuto in possesso dei report di valutazione che la società sottopone ai suoi dipendenti. Evidenziando che per migliaia di loro i risultati, in termini di rendimento, sono stati del tutto negativi.