Cosa succede in un aeroporto quando i voli di linea si fermano di notte? Viaggio dietro le quinte tra manutenzione, de-icing e pulizie delle piste.
Chi ha trascorso almeno una notte in aeroporto ha sicuramente notato che c’è un preciso momento in cui tutto sembra fermarsi, non si sentono più i rumori dei carrelli che sfrecciano verso i gate, il vociare diminuisce e, a poco a poco, dagli altoparlanti smettono di susseguirsi gli annunci.
Mentre i passeggeri attendono i voli del mattino tra sale d’aspetto e lounge, il vero fermento si sposta sulle piste, dove centinaia di operatori e tecnici lavorano con il favore delle tenebre per preparare l’aeroporto a una nuova, intensa giornata di viaggi.
Perché i voli non partono la notte?
La gestione del traffico notturno nei Paesi dell’Unione Europea è regolata dal Regolamento UE 598/2014, che stabilisce un approccio bilanciato (Balanced Approach) definito dall’ICAO. Secondo questa normativa, i blocchi ai voli si possono applicare solo se non ci sono altre soluzioni per proteggere chi vive vicino alle piste dal rumore. Le regole cambiano molto da città a città in base a tre modelli principali:
- Il sistema a punti di Londra (Heathrow, Gatwick, Stansted): Negli aeroporti di Londra, a ogni aereo viene assegnato un punteggio in base a quanto rumore produce. L’aeroporto ha un tetto massimo di punti da spendere ogni notte, così nella fascia oraria che va dalle 23:30 alle 06:00 possono volare solo le compagnie che utilizzano aerei moderni e silenziosi.
- I divieti totali in Germania (Francoforte, Monaco): In Germania tra mezzanotte e le cinque del mattino i voli di linea sono vietati. Le regole degli aeroporti tedeschi sono così rigide che, se un aereo ritarda anche solo di pochi secondi, non può atterrare e viene dirottato in un altro aeroporto a centinaia di chilometri di distanza.
- La situazione in Italia: In Italia la gestione del traffico aereo varia in base a dove si trova lo scalo. Gli aeroporti vicini alle città, come Roma Ciampino, hanno blocchi notturni estremamente severi. Al contrario, i grandi hub come Roma Fiumicino o Milano Malpensa restano aperti 24 ore su 24. Di notte, però, i piloti sono obbligati a seguire rotte speciali per non sorvolare i centri abitati. Questo permette ai grandi voli intercontinentali e ai velivoli cargo delle spedizioni di viaggiare senza sosta.
Cosa succede quando si fermano i voli?
Quando un aereo termina l’ultimo volo della giornata, comincia la fase più tecnica. Le compagnie aeree sfruttano le ore di sosta notturne per eseguire la line maintenance, ovvero la manutenzione di linea. Si tratta di una serie di ispezioni programmate e obbligatorie, da eseguire ogni 24-60 ore di volo, che interessano i carrelli, i freni, i livelli dei fluidi idraulici e i software di bordo. Nel corso della notte, i tecnici specializzati salgono sul mezzo, verificano i parametri e firmano i registri di idoneità al volo.
Nel frattempo entrano in azione anche le squadre addette alle pulizie che si prodigano per igienizzare approfonditamente la cabina e i bagni. Intanto, sul piazzale, i rifornitori collegano i sistemi di carico per il carburante necessario ai voli del mattino successivo. Durante l’inverno, a queste operazioni si aggiunge anche l’attività di de-icing, così da rimuovere ghiaccio e neve dalle ali degli aerei prima del decollo.
Chi lavora nello scalo quando non ci sono passeggeri
Nel corso della giornata il personale di terra e quello di bordo sono ben visibili e si muovono da una parte all’altra dell’aeroporto. Di notte, il numero degli addetti dello scalo resta elevato ma è meno visibile agli occhi dei viaggiatori, poiché si concentra quasi interamente sulla pista e nelle aree tecniche. Oltre ai manutentori, scendono in campo i team di rampa, il cui compito è quello di muovere gli aerei sul piazzale utilizzando i pushback tractor, ovvero particolari mezzi studiati per spostare i velivoli in retromarcia. Insieme a loro operano gli addetti al catering, che riforniscono i carrelli con i pasti per il giorno dopo, e il personale di sicurezza, che presidia i varchi perimetrali h24. Come previsto dalle normative internazionali ICAO, anche i vigili del fuoco aeroportuali restano in turno durante la notte.
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La notte è poi l’unico momento in cui è possibile eseguire una manutenzione delle piste. Sfruttando la temporanea chiusura della pista di volo, le squadre di ingegneria civile ripristinano la segnaletica orizzontale, sostituiscono le luci di atterraggio usurate e riparano l’asfalto da eventuali danni. Infine, intorno alle tre del mattino, vengono riavviati e testati i sistemi informatici dei check-in e i nastri trasportatori dei bagagli, mentre i flight dispatcher completano i piani di volo analizzando i dati meteo più aggiornati e le restrizioni degli spazi aerei. Quando i passeggeri arrivano al gate verso le 5:45, le operazioni notturne sono ormai concluse e gli aeroporti sono pronti a un’altra giornata di voli.