La parola d’ordine sembra essere quella di allontanare i sospetti del possibile coinvolgimento della Casa Bianca nel sabotaggio del Nord Stream.
A seguire questa linea sono, in questi giorni, diversi quotidiani e agenzia di stampa occidentali, unite in indagini con lo scopo di addossare la responsabilità dell’esplosione ad agenti esterni a quelli indicati dal premio Pulitzer Seymour Hersh, che nella sua inchiesta aveva puntato il dito contro Biden e la CIA, con il coinvolgimento della Norvegia.
Tra tutti, il New York Times, l’agenzia tedesca DPA e il Times di Londra.
L’inchiesta del Wall Street Journal
Ora, è la volta del Wall Street Journal, che rilancia di nuovo l’ipotesi del sabotaggio a opera di gruppi filo-ucraini. In una sua recente analisi, il WSJ ha ottenuto informazioni da alcuni funzionari statunitensi impegnati a raccogliere prove su un possibile coinvolgimento di un gruppo pro-Ucraina, presumibilmente non affiliato all’amministrazione di Kiev o ai suoi servizi segreti.
Come anticipato e spiegato in questo articolo, il New York Times ha riferito per primo che gli investigatori stavano esaminando la possibilità che gruppi filo-ucraini avessero attaccato l’oleodotto.
Secondo funzionari dell’intelligence interpellati dal WSJ, tra giugno e luglio 2022, mesi prima dell’attacco al Nord Stream, la CIA avrebbe inviato un avviso alla sua controparte tedesca, il BND, così come ad altri servizi europei, per informare i colleghi che un gruppo avrebbe potuto preparare un attacco al gasdotto.
L’avvertimento includeva informazioni su tre cittadini ucraini che stavano cercando di noleggiare navi nei Paesi che si affacciano sul Mar Baltico, tra cui la Svezia. Dal canto loro, come guà avvenuto per le inchieste del NYT e di Zeit, i funzionari ucraini hanno negato qualsiasi coinvolgimento nelle esplosioni.
Già a ottobre, funzionari statunitensi come il capo della CIA William Burns e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan stavano prendendo in considerazione la possibilità, tra l’altro, che dietro l’attacco ci fosse l’Ucraina, secondo una persona che all’epoca parlò con entrambi gli uomini. La CIA ha però rifiutato di commentare le indiscrezioni rivelate dal WSJ.
Il Wall Street Journal ci tiene a comunicare che le conclusioni dei funzionari statunitensi non sono in nessun modo definitive in quanto l’intelligence non ha ancora concluso le sue analisi. Tuttavia, i funzionari interpelleti sono sicuri che dietro agli attacchi non ci siano né agenti filo-russi né persone legate a Mosca. Ipotesi questa che era chiara sin dall’inizio, in quanto l’infrastruttura dei due gasdotti era stata stata voluto e costruita dalla Gazprom per collegare Russia e Germania.
Negli Stati Uniti, l’amministrazione teme che la conclusione che agenti filoucraini abbiano sabotato l’oleodotto possa scuotere l’alleanza NATO, e in particolare il rapporto della Germania con l’Ucraina, ha spiegato il funzionario al WSJ. Ma, evidentemente, la preoccupazione maggiore è fugare i dubbi di un possibile coinvolgimento della Casa Bianca nel sabotaggio, come invece indicato da Hersh.