No tax area, cos’è e chi non paga le tasse nel 2024

Patrizia Del Pidio

19/01/2024

Nel 2024 è cambiata la no tax area per i lavoratori dipendenti, equiparata a quella dei pensionati. Vediamo cos’è e chi non è obbligato a pagare le tasse quest’anno.

No tax area, cos’è e chi non paga le tasse nel 2024

Cos’è la no tax area e come è cambiata nel 2024? Si tratta della soglia di reddito massima entro cui i contribuenti non sono tenuti a versare le tasse. Non si tratta di una somma esentasse, visto che la soglia in questione si ottiene tramite dei meccanismi di calcolo dell’imposta stessa e delle varie detrazioni che spettano. La no tax area, in teoria può essere variabile visto che a influire sul calcolo delle tasse entrano in gioco anche elementi come persone a carico e stato civile del contribuente.

La riforma fiscale nel 2024 ha equiparato la soglia della no tax area a 8.500 per dipendenti e pensionati. Vediamo, però, cos’è la no tax area e come si è evoluta nel tempo.

Va sottolineato, infatti, che non esiste una singola no tax area visto che è prevista una soglia diversa per lavoratori autonomi e dipendenti, solo per fare un esempio. La soglia, infatti, cambia se ci si riferisce alle tasse universitarie (che sono eliminate per gli studenti che rientrano in una determinata soglia Isee) o se si considera all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

In questo articolo ci soffermeremo su quella che è la no tax area per l’Irpef, ovvero l’imposta sul reddito delle persone fisiche. La cosa difficile da compendere è perché l’Irpef entro quei limiti non è dovuta. Va anticipato che non si tratta di redditi esenti da Irpef, poiché anche le somme che ricadono nella no tax area sono soggette a tassazione, ma per il meccanismo previsto dalle detrazioni le tasse dovute si annullano.

Facciamo chiarezza su questo concetto e cerchiamo di capire come funziona la tassazione Irpef nel 2024.

Cos’è la no tax area?

Per chi non è addentrato nella materia fiscale un chiarimento sul concetto di no tax area può apparire indispensabile per comprendere perché entro determinati redditi l’Irpef non è dovuta. Diciamo subito che la no tax area è un istituto collegato strettamente all’equità fiscale e alla sostenibilità economica con lo scopo principale di alleviare la pressione fiscale sulle fasce di popolazione più deboli e con redditi molto bassi. Si tratta di una parte di reddito da lavoro o da pensione sulla quale non va a pesare l’Irpef perché annullata dalle detrazioni spettanti per lavoro dipendente, autonomo o reddito da pensione.

La no tax area, nel corso dell’ultimo decennio è cambiata in diverse occasioni, basti pensare soltanto che fino al 2015 la soglia di reddito su cui l’Irpef non era dovuta per i pensionati era più bassa rispetto a quella prevista per i dipendenti. Con la Legge di Stabilità 2016, invece, per i pensionati over 75 la no tax area viene equiparata a quella dei lavoratori dipendenti (a 7.750 euro l’anno) mentre per gli under 75 rimane fissata a 7.500 euro.

Con un nuovo accordo tra Governo e parti sociali l’equiparazione è estesa anche ai pensionati under 75: pensionati e dipendenti dal 2017 possono contare sulla stessa soglia di esenzione fino al 2022. Dal 2022, invece, la soglia di reddito prevista per non pagare le tasse sui redditi da pensione supera quella prevista per i lavoratori dipendenti. Si tratta della no tax area che è rimasta in vigore fino al 31 dicembre 2023.

Perché è prevista una no tax area?

A disciplinare per la prima volta la no tax area è l’articolo 2 della Legge 289 del 2002. L’istituto della no tax area è stato introdotto per escludere l’applicazione di tassazione per chi ha redditi collocabili sotto la soglia della sussistenza. Proprio in questa sua prima forma non era prevista una formula matematica per calcolarla, ma funzionava come una deduzione di reddito imponibile complessivo fino a una determinata soglia.

Solo con il passare del tempo la no tax area è stata rimodulata grazie all’introduzione di detrazioni per lavoro dipendente, autonomo e da pensione facendo in modo che le stesse diminuissero all’aumentare del reddito.

Entro determinate soglie di reddito, quindi, oggi le detrazioni previste per la tipologia di reddito stesso possono azzerare l’imposta dovuta. Ma attenzione, quando l’imposta si azzera per le detrazioni è del tutto escluso che il contribuente possa avere diritto a un rimborso delle tasse, visto che non sono state versate. Proprio per questo motivo chi ricade all’interno della no tax area viene definito “incapiente”, ovvero senza capienza fiscale (non ha diritto, quindi, ad avere rimborsi sull’Irpef pagata, visto che non la versa e di fatto non fruisce delle detrazioni sulle spese sostenute).

No tax area dal 2023 al 2024

Dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2023 la soglia di reddito entro la quale le tasse non sono dovute è pari a:

  • 8.500 euro per i redditi da pensione;
  • 8.174 euro per i redditi da lavoro dipendente;
  • 5.500 euro per i redditi da impresa o da lavoro autonomo.

Dal 1° gennaio 2024 sono entrate in vigore nuove soglie di no tax area pari a:

  • 8.500 euro per i redditi da pensione;
  • 8.500 euro per i redditi da lavoro dipendente;
  • 5.500 euro per i redditi da impresa o da lavoro autonomo.

Perché esistono soglie di reddito diverse per la no tax area? Questo accade poiché a essere diverse sono, in primis, le detrazioni sulla tipologia di reddito percepito. Sono proprio le detrazioni sul reddito percepito (lavoro dipendente, autonomo e pensione) a determinare la soglia della no tax area.

Cerchiamo di capire, quindi, come funzionano le detrazioni da lavoro e da pensione e come fanno a determinare la no tax area.

Detrazioni, come influiscono sulla no tax area?

Come abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, a determinare la soglia di reddito della no tax area sono le detrazioni previste per:

  • reddito da lavoro dipendente;
  • reddito da pensione;
  • reddito da lavoro autonomo.

Va considerato, infatti, che fino al 31 dicembre 2023 per redditi fino a 15.000 euro era prevista una detrazione da lavoro dipendente pari a 1.880 euro. Se si prendeva la no tax area dei lavoratori dipendenti (8.174) e su di essa si calcolava l’imposta da versare si otteneva come risultato proprio 1.880 euro. Fino a 8.174 euro di reddito, infatti, le detrazioni da lavoro dipendente spettanti al contribuente azzeravano l’imposta dovuta.

Lo stesso valeva e vale ancora oggi per i redditi da pensione (per i quali sono previste detrazioni maggiori pari a 1.955 euro).

La no tax area, come abbiamo ripetuto più volte in questo articolo, è una soglia di reddito al di sotto della quale non è dovuta la tassazione sul reddito prodotto. Proprio in questo frangente va specificato che non si tratta di redditi per i quali è prevista una esenzione fiscale. Le detrazioni fiscali giocano un ruolo determinante nella determinazione della no tax area.

Per tutti, autonomi, dipendenti, e pensionati, le detrazioni fiscali abbassano progressivamente l’imposta dovuta, ma quando si rientra in specifici limiti di reddito hanno il potere di annullare le imposte: si tratta del caso in cui l’imposta dovuta è pari o inferiore alle detrazioni da lavoro (o pensione) spettanti.

Attenzione, però, laddove le detrazioni annullano l’imposta dovuta si parla di incapienza fiscale. Un contribuente è definito incapiente quando non ha diritto a ottenere il rimborso fiscale per le spese sostenute in quanto non paga l’Irpef grazie alla no tax area. Non essendoci un’imposta da versare, non si ha diritto neanche a compensare con le detrazioni (che diminuiscono l’imposta) le spese sostenute.

La capienza fiscale di ogni contribuente è pari all’Irpef dovuta.

Quando la no tax area si alza?

Come appare chiaro, quindi, la soglia di reddito entro cui non si devono pagare le tasse dipende dalle detrazioni spettanti. Solitamente quando si parla di no tax area si prendono in considerazione solo le detrazioni da lavoro dipendente, autonomo e da pensione, ma un lavoratore può avere familiari a carico o avere diritto a detrazioni per spese sostenute.

In questi casi, ferme restando le regole della no tax area che abbiamo spiegato fino a ora, le tasse potrebbero essere non dovute anche su limiti di reddito più alto.

Come cambia la no tax area nel 2024?

Con la revisione delle aliquote Irpef prevista dalla riforma fiscale e messa in atto nella Legge di Bilancio 2024, non si ha solo l’accorpamento delle prime due aliquote e relativi scaglioni, ma anche una equiparazione delle detrazioni spettanti per redditi da pensione e redditi da lavoro dipendente. Questo per avvicinarsi quanto più possibile all’equità fiscale orizzontale cui il Governo ambisce: ovvero prevedere le stesse tasse per tutti.

Uno degli obiettivi dell’esecutivo è proprio quello di portare tutti a pagare le stesse tasse sotto un’unica aliquota (la cosiddetta flat tax che oggi è prevista solo per i contribuenti che aderiscono al regime forfettario). In un comunicato stampa si afferma che uno degli obiettivi della riforma fiscale è la

“progressiva applicazione della stessa no tax area e dello stesso onere fiscale per tutte le tipologie di reddito prodotto, privilegiando tale equiparazione innanzitutto tra i redditi di lavoro dipendente e i redditi di pensione”.

Anche se la novità del 2024 lascia esclusi i lavoratori autonomi, che continueranno ad avere una soglia di no tax area fissata a 5.500 euro, si è cercato di equiparare redditi da pensione con quelli da lavoro subordinato per fare in modo che almeno in questi due casi la tassazione sia più equa e simile. Per uniformare tutte le categorie di contribuenti, quindi, c’è bisogno di un ultimo step che equipari anche per i lavoratori autonomi la no tax area, ma per questo, presumo, si dovrà attendere.

Le detrazioni da lavoro dipendente, nel 2024, sono equiparate a quelle dei pensionati e passano dai 1.880 euro previsti fino alla fine del 2023, a 1.955 euro. Questo ha la conseguenza di equiparare anche la no tax area dei dipendenti a quella dei pensionati, per entrambe le tipologie di reddito, quindi, si ha, nel 2024, una no tax area a 8.500 euro.

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# IRPEF

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