No tax area, cos’è e chi non paga le tasse nel 2026

Patrizia Del Pidio

21 Gennaio 2026 - 08:19

Ci sono fasce di reddito che non pagano le tasse. Come funziona la no tax area e chi non è tenuto a versare l’Irpef? Vediamo come funziona l’Irpef nel 2026.

No tax area, cos’è e chi non paga le tasse nel 2026

Cos’è la no tax area e chi non paga le tasse nel 2026? Chi ha reddito basso, solitamente, non è tenuto a versare le imposte. I contribuenti che hanno il reddito complessivo entro una certa soglia, a volte, non sono tenuti neanche a presentare la dichiarazione dei redditi. Quando l’Irpef non è dovuta?

Va specificato che la no tax area (la fascia di redditi in cui non si pagano le tasse) è una soglia di reddito al di sotto della quale non si pagano le imposte sui redditi perchè le detrazioni spettanti azzerano l’imposta dovuta. I contribuenti che annualmente hanno un reddito che non supera questo determinato limite, quindi, non sono chiamati a versare le imposte (e le stesso non sono applicate neanche alla fonte dal sostituto di imposta, sia esso un datore di lavoro o un ente previdenziale).

Quello che va chiarito è che la no tax area non riguarda somme propriamente esentasse: le imposte sul reddito sono sempre dovute, anche per importi molto bassi, ma in questo caso si deve considerare che la normativa fiscale prevede anche delle detrazioni sui redditi da lavoro (autonomo e dipendente) e da pensione. Entro certi limiti di reddito, quindi, le detrazioni che spettano al lavoratore o al pensionato assorbono totalmente le imposte dovute e per questo l’Irpef non si deve versare.

La soglia di reddito della no tax area si ottiene tramite dei meccanismi di calcolo dell’imposta stessa e delle varie detrazioni che spettano. La riforma fiscale nel 2024 ha equiparato la soglia della no tax area a 8.500 per dipendenti e pensionati, mentre per i lavoratori autonomi e rimasta invariata a 5.500 euro. Questi limiti sono in vigore anche per il 2026. Vediamo, però, cos’è la no tax area e come si è evoluta nel tempo.

Va sottolineato, infatti, che non esiste una singola no tax area visto che è prevista una soglia diversa per lavoratori autonomi e dipendenti, solo per fare un esempio. La soglia, infatti, cambia se ci si riferisce alle tasse universitarie (che sono eliminate per gli studenti che rientrano in una determinata soglia Isee) o se si considera all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

In questo articolo ci soffermeremo su quella che è la no tax area per l’Irpef, ovvero l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Facciamo chiarezza su questo concetto e cerchiamo di capire come funziona la tassazione Irpef nel 2026.

Cos’è la no tax area?

Per chi non è addentrato nella materia fiscale un chiarimento sul concetto di no tax area può apparire indispensabile per comprendere perché entro determinati redditi l’Irpef non è dovuta. Diciamo subito che la no tax area è un istituto collegato strettamente all’equità fiscale e alla sostenibilità economica con lo scopo principale di alleviare la pressione fiscale sulle fasce di popolazione più deboli e con redditi molto bassi. Si tratta di una parte di reddito da lavoro o da pensione sulla quale non va a pesare l’Irpef perché annullata dalle detrazioni spettanti per lavoro dipendente, autonomo o reddito da pensione.

La no tax area, nel corso dell’ultimo decennio è cambiata in diverse occasioni, basti pensare soltanto che fino al 2015 il limite su cui l’Irpef non era dovuta per i pensionati era più basso rispetto a quello previsto per i dipendenti. Con la Legge di Stabilità 2016, invece, per i pensionati over 75 la no tax area viene equiparata a quella dei lavoratori dipendenti (a 7.750 euro l’anno) mentre per gli under 75 rimane fissata a 7.500 euro.

Con un nuovo accordo tra Governo e parti sociali l’equiparazione è estesa anche ai pensionati under 75: pensionati e dipendenti dal 2017 possono contare sulla stessa soglia di esenzione fino al 2022. Dal 2022, invece, la soglia di reddito prevista per non pagare le tasse sui redditi da pensione supera quella prevista per i lavoratori dipendenti. Si tratta della no tax area che è rimasta in vigore fino al 31 dicembre 2023.

Perché è prevista una no tax area?

A disciplinare per la prima volta la no tax area è l’articolo 2 della Legge 289 del 2002. L’istituto della no tax area è stato introdotto per escludere l’applicazione di tassazione per chi ha redditi collocabili sotto la soglia della sussistenza. Proprio in questa sua prima forma non era prevista una formula matematica per calcolarla, ma funzionava come una deduzione di reddito imponibile complessivo fino a una determinata soglia.

Solo con il passare del tempo la no tax area è stata rimodulata grazie all’introduzione di detrazioni per lavoro dipendente, autonomo e da pensione facendo in modo che le stesse diminuissero all’aumentare del reddito.

Entro determinate soglie di reddito oggi le detrazioni previste per la tipologia di reddito stesso possono azzerare l’imposta dovuta. Ma attenzione, quando l’imposta si azzera per le detrazioni è del tutto escluso che il contribuente possa avere diritto a un rimborso delle tasse, visto che non sono state versate. Proprio per questo motivo chi ricade all’interno della no tax area viene definito “incapiente”, ovvero senza capienza fiscale (non ha diritto, quindi, ad avere rimborsi sull’Irpef pagata, visto che non la versa e di fatto non fruisce delle detrazioni sulle spese sostenute).

Perché esistono soglie di reddito diverse per la no tax area? Questo accade poiché a essere diverse sono, in primis, le detrazioni sulla tipologia di reddito percepito. Sono proprio le detrazioni sul reddito percepito (lavoro dipendente, autonomo e pensione) a determinare la soglia della no tax area.

Cerchiamo di capire, quindi, come funzionano le detrazioni da lavoro e da pensione e come fanno a determinare la no tax area.

Chi rientra nella no tax area

Con la revisione delle aliquote Irpef che ha previsto la Legge di Bilancio 2026 ha portato delle novità si è assistito alla diminuzione della seconda aliquota Irpef, quella riferita allo scaglione di reddito compreso tra 28.000 e 50.000 euro. Nulla è cambiato, invece, per quanto riguarda le detrazioni spettanti per redditi da pensione e redditi da lavoro dipendente.

La no tax area dei dipendenti a quella dei pensionati resta fissata a 8.500 euro. Questo importo non deve essere considerato assoluto però. Si pensi a un dipendente che ha moglie e figlio a carico, in questo caso le detrazioni spettanti sono più alte e di conseguenza è più alta anche la no tax area che potrebbe arrivare anche a 15.000 euro in presenza di spese detraibili.

Qual è la no tax area 2026?

Come abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, a determinare la soglia di reddito della no tax area sono le detrazioni previste per:

  • reddito da lavoro dipendente;
  • reddito da pensione;
  • reddito da lavoro autonomo.

Va considerato, infatti, che nel 2026 per redditi fino a 15.000 euro è prevista una detrazione da lavoro dipendente (o da pensione) pari a 1.955 euro. Se si prende la no tax area dei lavoratori dipendenti e dei pensionati (8.500 euro) e su di essa si calcola l’imposta da versare si otteneva come risultato proprio 1.955 euro. Fino a 8.500 euro di reddito le detrazioni da lavoro dipendente spettanti al contribuente azzerano l’imposta dovuta.

Lo stesso valeva e vale anche per i redditi da pensione.

La no tax area, come abbiamo ripetuto più volte in questo articolo, è una soglia di reddito al di sotto della quale non è dovuta la tassazione sul reddito prodotto. Proprio in questo frangente va specificato che non si tratta di redditi per i quali è prevista una esenzione fiscale. Le detrazioni fiscali giocano un ruolo determinante nella determinazione della no tax area.

Per tutti, autonomi, dipendenti, e pensionati, le detrazioni fiscali abbassano progressivamente l’imposta dovuta, ma quando si rientra in specifici limiti di reddito hanno il potere di annullare le imposte: si tratta del caso in cui l’imposta dovuta è pari o inferiore alle detrazioni da lavoro (o pensione) spettanti.

Attenzione, però, laddove le detrazioni annullano l’imposta dovuta si parla di incapienza fiscale. Un contribuente è definito incapiente quando non ha diritto a ottenere il rimborso fiscale per le spese sostenute in quanto non paga l’Irpef grazie alla no tax area. Non essendoci un’imposta da versare, non si ha diritto neanche a compensare con le detrazioni (che diminuiscono l’imposta) le spese sostenute.

La capienza fiscale di ogni contribuente è pari all’Irpef dovuta.

Quando la no tax area si alza?

Come appare chiaro, quindi, la soglia di reddito entro cui non si devono pagare le tasse dipende dalle detrazioni spettanti. Solitamente quando si parla di no tax area si prendono in considerazione solo le detrazioni da lavoro dipendente, autonomo e da pensione, ma un lavoratore può avere familiari a carico o avere diritto a detrazioni per spese sostenute.

In questi casi, ferme restando le regole della no tax area che abbiamo spiegato fino a ora, le tasse potrebbero essere non dovute anche su limiti di reddito più alto.

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