Nissan ha appena annunciato l’arrivo di una gigafactory. Si tratta di un passo importantissimo per il colosso giapponese sul fronte veicoli elettrici, e potrebbe segnare una vera e propria linea di svolta per l’intero Paese.

Lo stabilimento, che dovrebbe costare circa 1 miliardo di sterline, sorgerà a Sunderland, nel Regno Unito. Il progetto che porterà alla realizzazione è stato denomiato Nissan EV36Zero e vede la collaborazione con Envision AESC, produttore batterie.

Nissan produce a Sunderland già da 35 anni, e ha dichiarato che il nuovo hub creerà 1.650 nuovi posti di lavoro: 900 presso Nissan e 750 presso Envision AESC.

I piani dell’azienda parlano di una fine lavori prevista per il 2024 e di un’infrastruttura da 9 GWh, per una capacità produttiva in che può alimentare fino a 100.000 veicoli elettrici l’anno.

Nissan annuncia l’arrivo di una gigafactory

Intervistato dalla CNBC, il Chief Operating Officer di Nissan, Ashwani Gupta, ha evidenziato come la mossa della compagnia dimostri lo sforzo attivo verso il comparto elettrico.

Le cosiddette gigafactories – termine coniato dal CEO di Tesla Elon Musk – sono strutture che producono batterie per veicoli elettrici su larga scala.
In questo modo Nissan si unisce a una serie di altre importanti aziende automobilistiche che stanno cercando di concentrarsi sullo sviluppo di batterie per auto elettriche.

Si pensi alla francese Renault, che ha da poco annunciato di aver firmato «due importanti partnership» relative alla progettazione e alla produzione di batterie per veicoli elettrici.

Ma anche alla tedesca Volkswagen, che ha già nei suoi piani di dar vita a due stabilimenti in Europa entro la fine del decennio.

Gupta ha anche parlato della carenza di chip che sta mettendo in seria difficoltà l’intero settore automobilistico, riconoscendo la situazione difficile ma al contempo chiarendo come questa debba essere considerata in un certo senso la nuova normalità:

“Lasciatemi dire che dopo la pandemia, questa rappresenta la nuova normalità, perché pianifichiamo la nostra catena di approvvigionamento sulla base di scenari prevedibili”