Nissan: Ghosn non è più il presidente. Alleanza con Renault a rischio?

Luca Fiore

22/11/2018

Carlos Ghosn è stato destituito dalla carica di presidente del board di Nissan. Lo ha annunciato la società nipponica in una nota. Con l’arresto di Ghosn potrebbe esser stata decretata anche la fine del processo di integrazione con Renault.

Nissan: Ghosn non è più il presidente. Alleanza con Renault a rischio?

Carlos Ghosn non è più il presidente di Nissan. Dopo 4 ore di riunione il Consiglio di amministrazione della casa automobilistica, ridotto a sette membri a seguito dell’arresto di Carlos Ghosn e di Greg Kelly, ha deliberato di estromettere dalla presidenza della società il primo e dalla carica di representative director il secondo.

Inoltre, l’organo ha deciso di non nominare un sostituto ad interim. La scelta del nuovo n.1 di Nissan sarà effettuata da un comitato ristretto di tre direttori, Masakazu Toyoda, Keiko Ihara e Jean-Baptiste Duzan.

La linea di Nissan è in contrasto con quella adottata dal board di Renault, che ha deciso di non far decadere Ghosn: il ruolo di Ad è stato assunto, ad interim, dal Chief operating officer Thierry Bolloré, mentre quello di presidente, sempre in via provvisoria, da Philippe Lagayette. Il manager è «innocente fino a definitiva condanna», ha detto il sottosegretario all’economia Agnes Panzer-Runacher.

Lunedì scorso Ghosn è stato arrestato con l’accusa di aver mentito sui suoi compensi e aver utilizzato impropriamente fondi e benefit della società. Il manager è detenuto al Tokyo Detention Centre ed i giudici hanno avallato il prolungamento della detenzione per altri 10 giorni.

Alleanza a rischio?

La vicenda arriva in un momento particolare dell’alleanza franco-giapponese: se da un lato la fronda capitanata da Ghosn era a favore di nuove integrazioni con Nissan fino ad arrivare ad una fusione, il management nipponico ha sempre preferito mantenere una sostanziale autonomia.

Anche se Nissan nel comunicato in cui si annuncia il licenziamento del presidente ha tenuto a precisare che “l’alleanza di lungo termine con Renault non subirà variazioni”, diversi commentatori sono pronti a scommettere che, da parte giapponese, la vicenda sarà utilizzata per rallentare, o per mettere la parola fine, al processo di integrazione tra i due gruppi.

Mossa deliberata o nuove regole per i whistle-blowers?

“La parte intrigante della storia è rappresentata dalla speculazione sul fatto se sia stata una mossa deliberata dai dirigenti giapponesi per far uscire di scena Ghosn”, ha rilevato Christian Stadler, professore di strategic management presso Warwick Business School.

"Anche se credo che sia improbabile che non sapessero degli accordi finanziari di Ghosn, è possibile che la storia sia venuta alla luce grazie alle nuove regole per chi fornisce informazioni in vigore in Giappone”.