Niente depositi né prelievi: la Commonwealth Bank apre le filiali «senza contanti»

Enrica Perucchietti

01/08/2023

Aprono diverse filiali «senza contanti» dove i clienti non potranno ritirare né depositare i propri soldi. E spuntano le regole nascoste tra le clausole dei contratti di apertura di un conto.

Niente depositi né prelievi: la Commonwealth Bank apre le filiali «senza contanti»

Mentre infuria la bufera politica per l’abolizione del conto bancario di Nigel Farage per le sue opinioni politiche, una notizia simile ci arriva dall’altra parte del mondo.

Le regole nascoste della Commonwealth Bank

Molti australiani, infatti, non sono consapevoli del fatto che possono essere privati dell’accesso ai propri soldi se infrangono regole nascoste tra le clausole dei contratti di apertura di un conto.

Succede alla Commonwealth Bank che stabilisce che un cliente non può utilizzare i servizi bancari se si impegna in un comportamento «che, secondo la nostra opinione», è «offensivo, molesto o minaccioso per qualsiasi persona» o «promuove o incoraggia danni fisici o mentali a qualsiasi persona».

Il giocatore professionista di poker e autore Crispin Rovere, che è in controversia con Westpac dopo che gli hanno bloccato il conto, ha mostrato queste clausole contrattuali della Commonwealth Bank in un tweet. Qualcosa di simile, insomma, a quanto capitato a Farage.

Ma non basta, perché sempre dall’Australia arriva un’altra notizia che desta preoccupazione per l’evoluzione del digital banking e dei rischi a esso associati.

Filiali senza contanti

La Commonwealth Bank ha infatti aperto diverse filiali «senza contanti» dove i clienti non potranno ritirare i propri soldi presso lo sportello. Le transazioni in contanti non sono disponibili presso le filiali, comprese Commonwealth Bank Place nel centro di Sydney, South Eveleigh, Barangaroo, Penrith e University of Sydney.

Altre filiali, situate a Brisbane e Melbourne, non permettono più né prelievi né depositi in contanti presso lo sportello. Queste filiali senza contanti sono chiamate “centri specializzati”.

Depositi e prelievi, spiega Francesca de Villasmondo in un articolo tradotto da Massimo Mazzucco, possono ancora essere effettuati tramite bancomat in loco, ma per coloro che non hanno la carta di credito a portata di mano, le cose si fanno molto più difficili.

I depositi e i prelievi possono ancora essere effettuati tramite gli ATM presenti sul sito, ma solo utilizzando una carta bancaria.

I prelievi «senza carta» fino a 500 dollari al giorno sono disponibili utilizzando l’app CommBank, ma per coloro che hanno bisogno di importi maggiori o non hanno il telefono con sé, i loro soldi non possono essere accessibili.

All’inizio di quest’anno, anche ANZ (Australia and New Zealand Banking Group) ha dichiarato di aver eliminato gradualmente il contante. Prelevare il proprio denaro sta diventando sempre più difficile in Australia.

I rischi del digital banking

Eppure, i rischi connesi a questa evoluzione del digital banking sono ben noti e proprio i clienti della Commonwealth Bank, all’inizio di luglio, sono rimasti paralizzati dopo che l’app della banca si è bloccata, impedendo loro di accedere ai propri conti, trasferire fondi online o utilizzare le proprie carte per effettuare acquisti.

L’interruzione ha scatenato una raffica di chiamate furibonde e post sui social media da parte di clienti preoccupati, che volevano sapere perché non potevano utilizzare i servizi della banca, compresi alcuni bancomat.

Gli esperti hanno preso l’episodio a esempio di ciò che potrà andare storto quando le banche e i governi costringeranno le persone ad affidarsi troppo all’online banking, invece di tenere (ancora) i propri contanti a portata di mano. In caso di blackout o di assenza della rete internet, infatti, non è possibile effettuare alcun tipo di transazione o operazione basilare.

Maggiore controllo e assenza di privacy

Un altro svantaggio di una società senza contanti è la mancanza di privacy. Ogni volta che si paga qualcosa in modo digitale, si lasci un’impronta digitale che può essere monitorata da banche e governi.

Questa progressiva rivoluzione digitale consente un maggiore e progressivo controllo della società da parte di banche e governi e ci sta spingendo verso la creazione di una gabbia digitale, in cui tutto ciò che facciamo, compriamo, dove andiamo e cosa pensiamo viene monitorata e se non collima con le istanze dei padroni delle idee (e delle banche) possiamo persino trovarci con un conto bloccato.

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