Perché nessuno può fermare Trump, tantomeno Nikki Haley?

Roberto Vivaldelli

17 Gennaio 2024 - 06:47

Donald Trump vince a valanga nell’Iowa e dimostra che il partito repubblicano è “trumpizzato” e non vuole tornare alla stagione di Bush/Cheney di Haley.

Perché nessuno può fermare Trump, tantomeno Nikki Haley?

Come da tradizione, i caucus dell’Iowa hanno aperto ufficialmente la grande “cavalcata” verso le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti che si terranno a novembre.

Con il 51% delle preferenze, a stravincere i caucus svoltesi lunedì 15 gennaio nello stato del Midwest degli Stati Uniti, tra i fiumi Missouri e Mississippi, è stato l’ex presidente Donald J. Trump. Secondo posizione per il governatore della Florida Ron DeSantis con il 21.2% e terza la candidata dell’establishment, Nikki Haley, 52enne, ex ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite durante l’amministrazione Trump. Ottima performance anche per per l’imprenditore Vivek Ramaswamy, quarto con il 7.7% dei voti.

Il margine record di Trump di oltre trenta punta su DeSantis o Haley smorza sul nascere la possibilità che questi ultimi possano impensierire il tycoon in vista dei caucus in New Hampshire che si terranno il 23 gennaio. Anche qui Trump nei sondaggi è in netto vantaggio con il 43,5% delle preferenze, seguita da Haley con il 30% e da DeSantis fermo al 5,8%.

Perché nessuno può fermare The Donald

In Iowa, l’ex presidente Usa dovrebbe vincere in 98 delle 99 contee. Solo la contea di Johnson County rischia di passare ad Haley, ma la riflessione generale non cambia: la vittoria del tycoon è schiacciante, nonostante i milioni investiti dall’entourage dell’ex ambasciatrice in questa tornata elettorale. Come abbiamo sottolineato su questa testata, infatti, Haley ha attirato nelle ultime settimane sempre più investitori milionari che si oppongono a Donald Trump.

Tra questi c’è Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn e importante donatore dei Democratici, il quale ha dichiarato di aver donato 250 mila dollari a un super Pac che sostiene la candidata repubblicana alla presidenza, perché “la lotta in corso per le primarie del Partito Repubblicano rappresenta la prima delle due opportunità per impedire a Donald Trump di vincere nuovamente la Casa Bianca”. Tra i sostenitori di Haley troviamo anche Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, che ha esortato i liberali a sostenere Haley per impedire a The Donald di arrivare alla Casa Bianca.

È Trump contro l’establishment

L’ex ambasciatrice rappresenta una delle carte in mano all’establishment per tentare di impedire a Trump di ottenere la nomination. L’altra arma principale è rappresentata dall’assedio giudiziario a cui è sottoposto il tycoon per mano di giudici di chiara fede (e nomina) democratica. Tutto questo difficilmente potrà fermare The Donald, che appare in questo momento inarrestabile. Il dna del partito repubblicano è infatti cambiato profondamente dal 2016. Media e grandi investitori - anche vicini ai dem, come abbiamo visto - hanno provato - e continueranno a farlo - a pompare la “Dick Cheney coi tacchi” Nikki Haley, solo terza in Iowa nonostante i milioni di dollari spesi. Ma le posizioni di quest’ultima sono fuori tempo massimo e riporterebbero il Gop indietro con le lancette di almeno 20 anni, alla stagione Bush/Cheney appunto.

Se si sommano i voti di Trump, DeSantis e Ramaswamy si comprende come gli elettori del Gop vogliano tutt’altro rispetto ad una figura come Haley. Un’America più concentrata a risolvere i problemi interni che non impegnata nella vocazione missionaria di diffondere (o imporre) la propria visione e le proprie idee al resto del mondo. E dall’Iowa parte così la riscossa di un’America profonda che non ne può più dei milioni di dollari buttati nelle guerre senza fine dell’amministrazione Biden e dal complesso militar/industriale che lo sostiene e trae profitto dall’interventismo della superpotenza americana. E in un secondo mandato, Trump può tentare di completare quel riassetto della potenza americana e del suo ruolo internazionale sperimentato, con grandi incongruenze, nella prima esperienza alla Casa Bianca: e non sarà certo Haley a poterlo fermare.