Numeri di nuovo da capogiro nella trimestrale appena annunciata dal colosso dei chip per l’AI Nvidia, ma non tali da mettere il turbo alle azioni e da rassicurare Wall Street, almeno a caldo, sulla crescita inarrestabile del campione di Borsa, le cui quotazioni sono schizzate del 200% circa, nell’ultimo anno e YTD.
Dopo aver chiuso la seduta della vigilia in calo dello 0,76%, a quota $145,89, il titolo Nvidia ha reagito alla pubblicazione del bilancio soffrendo un calo nelle contrattazioni afterhours della borsa USA.
Eppure i ricavi e gli utili netti della Big Tech americana, da tempo grande scommessa per chi guarda all’azionario, sono entrambi balzati e l’outlook per i conti dell’ultimo trimestre dell’anno sfornato dal gigante ha anche battuto le attese del consensus.
La stessa produzione dei chip di prossima generazione per l’AI (artificial intelligence, intelligenza artificiale) prosegue a pieno ritmo, con i clienti top dell’azienda, tra cui svettano i nomi altisonanti di Microsoft, Oracle e OpenAI, che hanno iniziato a ricevere i semiconduttori Blackwell.
Ma allora, a fronte di questa carrellata di notizie positive, perché le azioni del colosso stavolta non brindano?
A questo interrogativo si può rispondere paragonando in primis il ritmo di crescita dei ricavi che Nvidia ha incassato nel suo terzo trimestre fiscale del 2025 terminato il 27 ottobre, con quelli riportati in passato:
si nota un rallentamento che non è certo sfuggito agli investitori, che hanno deciso di scaricare il titolo del campione di Wall Street, che vanta una capitalizzazione di mercato superiore ai $3 trilioni.
Tutti i numeri clou della trimestrale di Nvidia. Il nodo crescita ricavi
Nel corso del terzo trimestre fiscale del 2025, i ricavi di Nvidia hanno continuato a salire, balzando del 94% su base annua a $35,08 miliardi, livello superiore rispetto ai $33,16 miliardi previsti dal consensus degli analisti.
Fin qui, tutto bene. E tuttavia, quel tasso di crescita pari a +94%, per quanto imponente, impallidisce rispetto ai balzi segnati dal fatturato nei trimestri precedenti, confermando una fase di indebolimento che va avanti dall’inizio dell’anno: in cifre, il ritmo di crescita del 94% dei ricavi va paragonato al balzo del 122% dei ricavi nel secondo trimestre, al +262% del primo trimestre dell’anno 2024 e al +265% degli ultimi mesi del 2023.
Evidente il minore incremento su base annua dei ricavi, che ha fatto sorgere subito dubbi sulla sostenibilità del boom dello stesso business dell’AI, ovvero dell’intelligenza artificiale: è così passato in secondo piano il fatto che il fatturato di Nvidia sia quasi raddoppiato su base annua.
Detto questo, occhio ai ricavi record che sono stati incassati dalla divisione di data center, schizzati al massimo di sempre a quota $30,8 miliardi, sostenuti dallo shopping sfrenato lanciato da diverse Big Tech Usa come Meta (META), Amazon (AMZN), e Alphabet, la holding a cui fa capo Google, che continuano a investire massicce quantità di dollari sulle infrastrutture AI.
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Le cifre sull’utile netto e la guidance su ricavi e margine lordo
Per quanto riguarda l’utile netto, nel trimestre di riferimento Nvidia ha macinato profitti per un valore di $19,31 miliardi, cifra più che doppia su base annua, anche in questo caso migliore di quanto era stato messo in conto dal consensus, che aveva stimato $17,47 miliardi di utili.
L’EPS (earning per share, utile netto) si è attestato su base adjusted a 81 centesimi, meglio dei 75 cents previsti.
Da segnalare la guidance annunciata dall’azienda, che ha reso noto di prevedere per il suo quarto trimestre fiscale che terminerà a gennaio del 2025 ricavi per un valore di $37,5 miliardi, cifra soggetta a un margine di errore del 2% al rialzo o al ribasso. Il valore è superiore ai $36,9 miliardi attesi dagli analisti.
Per quanto concerne l’outlook sul margine lordo, le previsioni sono di un valore compreso tra il 73% e il 73,5%, a fronte di un margine lordo che, nel terzo trimestre, si è attestato appena al di sotto del 75%, in rialzo su base annua, ma in calo rispetto a quello riportato nel secondo trimestre.
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Febbre per i chip di prossima generazione Blackwell. Cosa ha detto il CEO Huang
Il grande interesse per i prodotti Nvidia necessari per la realizzazione delle infrastrutture è stato confermato dal CEO di Nvidia Jensen Huang, che ha rimarcato che “ l’era dell’intelligenza artificiale va avanti a tutto gas, portando il mondo a puntare sul computing di Nvidia ”.
Va ricordato infatti che, come ricorda lo stesso colosso, “il computing basato su GPU è il percorso più efficiente per HPC e data center”, e che “NVIDIA alimenta i supercomputer più e alcuni dei sistemi più avanzati in Europa e Giappone ”.
A confermare il boom della domanda per i chip di Nvidia è stata la direttrice finanziaria Colette Kress che, nel corso della conference call con gli analisti, ha riferito che “tutti i clienti sono in corsa per essere i primi, sul mercato”, ad acquistare in particolare i semiconduttori di nuova generazione Blackwell, precisando che finora il gruppo ha consegnato ai suoi clienti 13.000 campioni dei semiconduttori di ultima generazione la cui produzione, ha fatto notare il CEO Jensen, va avanti a “pieno ritmo”.
Ancora Kresse: “Blackwell è ora nelle mani dei nostri principali partners, che stanno lavorando per lo sviluppo dei loro data center”.
Ma il titolo a Wall Street va giù. Paradosso Nvidia
E nonostante questo, le azioni vanno giù. Tra gli analisti che spiegano il trend dei titoli, si è messo in evidenza Gabriel Debach, market analyst di eToro, che ha spiegato la reazione delle azioni facendo notare che, “quando si vola così in alto, anche una lieve turbolenza può sembrare una caduta libera” e che per “NVIDIA, i numeri record non sono più sufficienti per soddisfare un mercato sempre più affamato e ansioso”.
Il punto, insomma, è che “anche con performance straordinarie, per il secondo trimestre consecutivo, il titolo riceve una bocciatura in Borsa, evento che non accadeva dalla trimestrale di maggio 2021” e che, praticamente, “NVIDIA sembra intrappolata in un paradosso: superare le aspettative non basta più”.
“Il fatturato continua a crescere, ma a un ritmo meno esplosivo, mentre i margini operativi, sebbene stabili anno su anno, mostrano una leggera flessione sequenziale. I margini lordi sono previsti in calo anche nel prossimo trimestre, attestandosi tra il 73% e il 73,5%, riflettendo l’aumento dei costi legati all’avvio della produzione dei nuovi chip Blackwell”.
Proprio il lancio di Blackwell, il nuovo chip destinato a coesistere con Hopper è, secondo Debach,“ un tema centrale ”, in quanto “NVIDIA sottolinea che le spedizioni inizieranno nel Q4 FY25, ma avverte anche che la domanda per Blackwell supererà la capacità produttiva per diversi trimestri nel FY26”.
Un “ problema di lusso ”, lo ha definito l’analista di eToro, dal momento che si tratta di uno scenario di una domanda che supera l’offerta, che è “certamente positivo nel lungo termine, ma che introduce anche incertezze nel breve”.
Inoltre, “per il quarto trimestre fiscale 2025, NVIDIA prevede ricavi tra i 36,75 e i 38,25 miliardi di dollari, con una crescita potenziale trimestrale del 9% nella sua forbice più alta. Questo ritmo, seppur ancora positivo, rappresenta un evidente rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. Anche nei segmenti meno strategici, come gaming e automotive, la crescita resta solida, ma non abbastanza per compensare le preoccupazioni sul futuro del core business”.
Debach ha precisato tuttavia che “la reazione negativa del mercato non è una bocciatura dei fondamentali – che restano solidissimi – ma una lezione sulla fragilità delle aspettative. Quando un titolo è valutato così generosamente, anche minimi segnali di rallentamento possono essere amplificati. NVIDIA rimane un leader indiscusso nell’intelligenza artificiale, ma il messaggio del mercato è chiaro: non basta correre, bisogna farlo senza sbavature”.
Delusione utili Nvidia? Ma c’è anche l’upgrade
Nel frattempo, a fronte delle azioni NVDA che segnano un calo del 3% a Wall Street, la pubblicazione di numeri in crescita a un ritmo meno brillante rispetto a quelli dei trimestri precedenti non ha intaccato la view positiva sulle azioni e sul business del colosso di alcuni analisti, che guardano alla potenzialità del titolo nel medio lungo termine.
Bank of America ha per esempio reiterato il rating buy sulle azioni, ammettendo che la guidance di Nvidia ha deluso il suo scenario di bullish, mettendo probabilmente in guardia dunque i tori più scalmanati che avevano scommesso sull’ennesimo miracolo.
Detto questo, gli analisti della divisione di ricerca hanno confermato la fiducia nella solidità della domanda, soprattutto per i chip Blackwell.
BofA ha identificato i principali potenziali rischi per le azioni NVDA nelle aspettative troppo alte degli investitori, così come nell’aumento delle spese e in eventuali episodi interruzioni dell’offerta.
Dunque, occhio al breve termine. Ma, guardando nel più lungo periodo “a noi l’azione continua a piacere nella sua ’essenza’”, si legge nella nota degli esperti.
Non si è fatta condizionare dall’attenti di Wall Street neanche la divisione di ricerca di Baird, che ha anzi alzato il target price sul titolo Nvidia da $150 a $195, ribadendo il rating Outperform. Il motivo?
Secondo gli analisti non ci sarà alcun rallentamento della domanda in vista. Il colosso dei chip per l’AI, inoltre, “è posizionato in modo unico” per continuare a raccoglierei frutti dal boom della domanda delle aziende per i suoi semiconduttori.
Gabriel Debach di eToro ha indicato inoltre che “con un multiplo P/E NTM e LTM in calo negli ultimi tre anni, l’azienda continua a giustificare le sue valutazioni elevate attraverso una crescita degli utili che supera l’aumento dei prezzi delle azioni”.