Nel calcio di oggi conta più la reputazione dei gol? Ecco perché gli investitori guardano all’immagine

Francesco Nasato

06/02/2026

Dalla fama al fatturato: come i club di calcio trasformano la reputazione in soldi veri?

Nel calcio di oggi conta più la reputazione dei gol? Ecco perché gli investitori guardano all’immagine

Il modo in cui ci si presenta in qualunque circostanza risulta spesso fondamentale per quelli che saranno gli sviluppi successivi della circostanza in cui ci si ritrova.

Un ragionamento che negli ultimi anni non vale più solo per le persone, ma anche per le aziende, le istituzioni e quelle realtà che o si affacciano sul mercato o sono cercate da investitori, sempre alla ricerca di nuove opportunità e occasioni.

La reputazione, insomma, non è più solo un accessorio, ma un elemento a volte dirimente nelle valutazioni che vengono fatte rispetto all’esecuzione o meno di un investimento o di un’operazione finanziaria. Un settore come lo sport che sempre più attira il private equity su di sé non può essere esente da queste considerazioni.

La reputazione come risorsa e opportunità

Ragionamento che viene esplicitato e approfondito da Charles Russell Speechlys, studio legale internazionale specializzato nel capitale privato all’intersezione tra vita privata, famiglia e affari, in un suo articolo di approfondimento proprio su questo argomento. Il tema reputazione è già sensibile di suo, associato ad un settore che presenta caratteristiche e peculiarità proprie come quello dello sport diventa ancora più delicato. Charles Russell Speechlys evidenzia proprio questi aspetti:

«Non solo è necessario considerare la fattibilità finanziaria di un investimento nell’attività in questione (lo sport n.d.a.), il piano di crescita e il business plan strategico e gli eventuali requisiti normativi, ma è anche necessario tenere conto di qualcosa che è, per sua natura, del tutto imprevedibile: l’opinione pubblica. Acquisire, o investire in, un club sportivo con una base di tifosi attiva e partecipata significa che gli investitori sono spesso sottoposti al loro esame prima ancora che l’inchiostro si sia asciugato sulla documentazione».

Certo, le opportunità non mancano e possono spingere verso una decisione affermativa rispetto all’investimento nel settore sportivo:

«Per molti, questo livello di pubblicità offre vantaggi significativi nella negoziazione di un accordo, consentendo di sfruttare il proprio brand personale come parte del tentativo di offrire un»fattore di attrazione«per i nuovi sponsor, o per dimostrare che la propria profonda conoscenza ed esperienza nel settore aiuterà il club a garantire un successo finanziario duraturo e a superare gli ostacoli normativi».

Trasformare la propria reputazione in valore economico

Ci sono esempi anche di realtà sportive molto note in grado di trasformare il concetto di reputazione in valore economico, proprio grazie alla capacità di far percepire all’esterno il proprio status particolare rispetto alla media per così dire. Tutto descritto e spiegato nel report Brand Finance Football 50 2025, uno dei principali documenti di settore. In particolare, si legge all’interno dell’analisi con riferimento al mondo del calcio che

«il valore totale dei 50 principali marchi di club calcistici al mondo ammonta ora a 21,9 miliardi di euro, con un aumento del 5,5% dal 2024. Questa traiettoria di crescita rafforza l’idea che il valore e la forza del marchio siano ormai fondamentali per il successo di un club calcistico, sia dentro che fuori dal campo. Un marchio forte e di valore genera fatturato attraverso sponsorizzazioni, merchandising e coinvolgimento dei tifosi a livello globale, attraendo al contempo i migliori talenti e investimenti, aiutando i club a superare la volatilità legata alle prestazioni».

Concetti che apparentemente sono lontani dalla competizione sportiva, dal desiderio di prevalere sul proprio avversario per arrivare ad ottenere una grande vittoria, ma che sempre di più sono invece centrali nei business plan dei grandi club calcistici internazionali. Attenzione anche a possibili elementi di novità che andranno considerati con sempre maggiore attenzione. Per esempio, la reputazione di un club oggi dipende anche dal suo impegno ambientale e sociale, con i brand che investono in questi ambiti che vedono una crescita nel «Brand Equity». Certo, il rischio è che si crei un divario sempre più ampio tra i grandi nomi e gli altri club, come non manca di evidenziare il rapporto:

«il valore dei brand»Elite«(i primi 10-12 club) sta crescendo molto più velocemente rispetto ai club di fascia media, creando una polarizzazione economica sempre più marcata nel calcio europeo».

Le opportunità ci sono e non mancano, il rischio è che però rimangano sfruttate al massimo solo da una cerchia ristretta di realtà, senza benefici ad ampio raggio sull’intero sistema.