Nel 2026 lasciare i soldi fermi sul conto può costare fino al 4% l’anno tra inflazione e mancati rendimenti. Ecco perché succede e come ridurre l’erosione.
C’è una perdita che non fa rumore. Non provoca panico, non riempie i telegiornali, non genera titoli drammatici. Eppure esiste, è concreta e nel 2026 colpirà una parte enorme dei risparmiatori italiani. Non si tratta di investimenti sbagliati o di scommesse finanziarie azzardate. Il fenomeno riguarda una scelta che appare prudente, quasi rassicurante: lasciare il denaro fermo sul conto corrente.
Molti risparmiatori associano la liquidità immediata alla sicurezza. Vedere il saldo disponibile trasmette controllo. Nessuna oscillazione, nessuna sorpresa. Tuttavia, dietro quella apparente stabilità si nasconde un meccanismo economico che nel tempo erode valore. È un processo lento ma costante.
Secondo i dati della Banca d’Italia, la liquidità detenuta sui conti correnti italiani rimane storicamente elevata. In media si superano spesso i 15.000 euro per adulto, con molte famiglie che mantengono somme ancora più consistenti. Una parte è giustamente destinata a spese correnti e imprevisti, ma una quota significativa resta inutilizzata per anni. [...]
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