Musk ha ragione, è corsa ai robot umanoidi. La Cina sta creando il suo esercito

Donato De Angelis

30/12/2025

C’è chi immagina un mondo rivoluzionato dai robot umanoidi. E chi, come la Cina, lavora silenziosamente ogni giorno affinché una visione diventi realtà.

Musk ha ragione, è corsa ai robot umanoidi. La Cina sta creando il suo esercito

Quando Elon Musk parla di un futuro in cui i robot saranno ovunque è normale pensare a un’utopia tecnologica. Ma la verità è che siamo davanti a traiettoria strategica di una delle aziende più influenti al mondo, Tesla, Inc., e di un’intera industria che ambisce a trasformare il lavoro, l’economia, la società, il mondo tutto. Ma in questo scenario competitivo tra Stati Uniti e Cina, a muovere i pezzi più rapidamente non è sempre chi urla più forte, bensì chi costruisce la catena del valore reale sul terreno. Nella pratica. Giorno dopo giorno.

Musk e la visione di un mondo automatizzato

Negli ultimi anni Musk ha ripetuto più volte che i robot - in particolare i robot umanoidi - saranno una componente fondamentale del futuro del lavoro e della crescita economica globale. L’ambizione di Tesla non si limita alle auto elettriche o alle piattaforme di guida autonoma, ma si estende a una visione dove robot “intelligenti” operano al fianco degli umani per svolgere compiti ripetitivi o pericolosi. Il mercato della robotica varrà decine di migliaia di miliardi di dollari, secondo Musk.

Tesla, in particolare, sta sviluppando il robot Optimus, concepito per essere un accompagnamento fisico all’AI e alle tecnologie di mobilità dell’azienda. Ma nonostante l’enfasi del CEO su una diffusione massiva, le prospettive di commercializzazione rimangono incerte, basti pensare alla produzione su larga scala ancora da dimostrare e alla timeline di adozione che molti analisti giudicano fin troppo ottimistica.

Intanto la Cina opera nell’ombra

Dall’altra parte del Pacifico, la Cina sta puntando con decisione su robotica e AI come parte della sua strategia industriale nazionale. Il governo ha inserito lo sviluppo di robot umanoidi come priorità strategica, con piani per addestrare migliaia di robot in strutture connesse a un “super-cervello” condiviso, volto a migliorare collaborazione e performance delle macchine.

Una spinta che non si limita alla retorica. Le aziende cinesi stanno crescendo rapidamente in capacità produttiva e commercializzazione di robot, in alcuni casi praticamente già operativi in settori industriali. Nel passaggio dalla sperimentazione alla scala troviamo una delle maggiori differenze rispetto ai progetti occidentali, dove sfide tecniche e costi delle tecnologie avanzate rallentano l’adozione.

Anche per i robot umanoidi, spesso considerati “il Santo Graal” dell’automazione fisica, la Cina ha messo in campo incentivi, finanziamenti e normative che favoriscono ecosistemi di robotica domestica, industriale e di servizi.

Un mercato reale o una bolla tecnologica?

Nonostante le ambizioni, molti esperti avvertono che la tecnologia dei robot umanoidi è ancora lontana dall’essere matura su scala commerciale. Difficoltà tecniche, i costi elevati, per non parlare dei limiti operativi di oggi, rendono difficile per i robot umanoidi al di fuori delle applicazioni altamente specifiche sfondare nel breve periodo. Alcuni leader del settore, pur investendo nel campo, concordano che funzionalità complesse rimangono un traguardo difficile da raggiungere a breve.

Al di là delle pressioni competitive, questa dualità di visioni - da una parte il sogno espansivo di Musk, dall’altra l’approccio pianificato e operativo della Cina - riflette un tema più ampio. Chi detiene il vantaggio competitivo non è chi immagina per primo il futuro, ma chi costruisce infrastrutture, supply chain e casi d’uso reali che le imprese e i consumatori possono adottare concretamente.

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