Il CDA di MPS si esprime sul corrispettivo offerto da Intesa SanPaolo nell’ambito dell’OPAS promossa sul Monte. Continuano valutazioni su proposta BPM.
Azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena sotto i riflettori dopo la pubblicazione del comunicato della banca senese, a seguito della riunione del CDA indetta per esaminare l’OPAS promossa da Intesa SanPaolo e anche la proposta di fusione alla pari avanzata da Banco BPM.
Dalla nota emerge che il CDA di Monte dei Paschi di Siena, dopo avere esaminato le prime considerazioni presentate dagli advisor finanziari UBS Europe e BofA Securities relative all’offerta di Intesa Sanpaolo, ha preso atto del corrispettivo dell’OPAS, considerando il premio inferiore rispetto al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto e/o scambio comparabili nel settore bancario italiano.
Massima attenzione alle azioni degli attori di Piazza Affari coinvolti nel risiko bancario: MPS, Intesa SanPaolo, così come Unipol, Generali, Mediobanca. BPM, BPER: tutti titoli scambiati sul Ftse Mib della Borsa di Milano.
Il trend delle azioni è negativo. A soffrire sono soprattutto le azioni Unipol, che riportano una flessione del 2,5% circa.
Monte dei Paschi di Siena boccia corrispettivo OPAS Intesa SanPaolo
MPS ha ricordato che, con l’OPAS annunciata lo scorso 8 giugno, Intesa SanPaolo ha offerto un corrispettivo formato da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione e da 1 euro in denaro per ciascuna azione MPS, che incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale a cui le azioni MPS hanno chiuso la sessione del 5 giugno 2026, ovvero l’ultimo giorno di borsa aperta precedente all’annuncio dell’Offerta).
La banca senese guidata dal CEO Luigi Lovaglio ha sottolineato che il premio è pari inoltre all’11,8% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi scambiati dell’azione BMPS nel mese precedente a tale data.
Il commento sul premio è negativo:
“Tale premio appare inferiore al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto e/o scambio comparabili nel settore bancario italiano, pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale del giorno precedente l’annuncio e a circa il 41% rispetto al prezzo medio ponderato a un mese”.
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MPS su prezzo offerto da Intesa: Non solo premio inferiore, rispetto al 15 luglio l’OPAS è ormai a sconto
Non solo. Monte dei Paschi di Siena ha fatto notare che, “sulla base dei prezzi ufficiali al 15 luglio 2026, il Corrispettivo esprime uno sconto di circa 3,3% rispetto al prezzo di mercato dell’azione BMPS”.
Si tratta di uno sconto che tra l’altro “risulterebbe ulteriormente ampliato a circa 6,2% qualora si considerasse il prezzo di Intesa Sanpaolo aggiustato per il dividendo interim che Intesa Sanpaolo stessa ha in programma di distribuire a novembre di quest’anno”.
Ancora, nel ricordare che l’OPAS di Intesa SanPaolo attribuisce a MPS “una valorizzazione complessiva pari a circa Euro 30,6 miliardi, corrispondente a un differenziale di circa Euro 3,4 miliardi rispetto alla capitalizzazione di mercato della Banca antecedente all’annuncio dell’Offerta”, MPS ha sottolineato che un “tale maggior valore rappresenterebbe soltanto una
quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall’Offerente e non sembra riflettere, tra l’altro, il cambio di controllo e il successivo break-up di BMPS”.
A tal proposito, MPS ha ricordato che il Monte contribuirebbe circa il 34% del patrimonio netto tangibile combinato, mentre a suoi azionisti verrebbe riconosciuta una partecipazione pari al 22% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo.
L’istituto senese ha precisato che il riferimento è alla partecipazione pro-forma degli attuali azionisti BMPS nell’entità combinata, senza considerare gli effetti dell’incorporazione di Mediobanca nel gruppo.
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Monte dei Paschi di Siena, accordo siglato tra Intesa e Unipol “solleva interrogativi”
Il Monte ha mostrato perplessità anche nei confronti dell’accordo che Intesa SanPaolo ha raggiunto con Unipol, la compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri, al fine di conquistare MPS superando il nodo Antitrust.
MPS ha ricordato che, con quell’accordo, in caso di successo dell’OPAS di Intesa, Unipol acquisirebbe un perimetro di MPS “che comprenderebbe circa 635 filiali, una parte significativa della rete commerciale, della base clienti e delle strutture e attività centrali”.
L’accordo comporta che “Unipol corrisponderebbe a Intesa Sanpaolo un prezzo pari a circa Euro 3,0-3,5 miliardi in cassa, circa il 10% della valorizzazione complessiva di BMPS implicita nel Corrispettivo dell’Offerta, a fronte di un perimetro con circa Euro 400-460 milioni di utile netto 2025, pari a circa il 18% dell’utile netto BMPS”.
Ciò significa che, sulla base degli utili considerati, “il corrispettivo pagato da Unipol implicherebbe un multiplo P/E di circa 7,6x13, inferiore rispetto ai multipli medi di valutazione osservati per le banche italiane, circostanza che solleva interrogativi in merito all’allocazione del valore nell’ambito dell’Offerta e del premio riconosciuto agli azionisti BMPS”.
Il CDA di MPS si è espresso anche sulla proposta di una fusione alla pari presentata alla banca da Piazza Meda sottolineando che “proseguono, con il supporto degli advisor, le valutazioni e gli approfondimenti tecnici in relazione alla proposta di potenziale operazione di aggregazione con Banco BPM S.p.A. trasmessa alla Banca lo scorso 7 giugno”.
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MPS scettica anche sulle sinergie
Neanche le sinergie illustrate da Intesa SanPaolo nel lanciare l’OPAS hanno convinto MPS:
“La dimensione delle sinergie annunciate appare elevata rispetto alla dimensione economica del perimetro BMPS oggetto della combinazione con Intesa Sanpaolo (“Perimetro BMPS”). Le sinergie di ricavo corrispondono, infatti, a circa il 24% dei ricavi 2025 del Perimetro BMPS (circa il 4% dei ricavi della combinazione), mentre le sinergie di costo rappresentano circa il 63% della base costi 2025 del Perimetro BMPS (circa il 10% dei costi della combinazione). Tali valori risultano superiori rispetto a quelli osservati in operazioni di aggregazione comparabili nel settore bancario italiano, nelle quali le sinergie di ricavo e di costo sono risultate mediamente pari a circa il 7% della base ricavi e il 25% della base costi della società target”.
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Equita ribadisce: OPAS di Intesa ha profilo di forte attrattività. Visione e target price su azioni ISP e su BMPS
Gli analisti di Equita SIM hanno commentato quanto emerso dalla riunione del CDA affermando di continuare a ritenere che “l’offerta di ISP mantenga un profilo di forte attrattività”.
Illustrati i seguenti motivi:
“In primo luogo, incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo di riferimento del 5 giugno e, a differenza di recenti operazioni di M&A nel panorama bancario italiano, la proposta riconosce fin dall’inizio una componente cash (€1 per azione). Intesa SanPaolo vanta un solido track record nell’integrazione di realtà acquisite (dalle banche venete a UBI) e una comprovata capacità di realizzazione delle sinergie annunciate. La struttura dell’operazione consentirebbe inoltre agli attuali azionisti di BMPS di detenere circa il 23% della combined entity, permettendo loro di partecipare direttamente alla creazione di valore derivante dall’integrazione e di beneficiare della generazione delle sinergie future, una parte rilevante delle quali – in particolare sul fronte dei costi – risulta riconducibile al perimetro di Intesa SanPaolo”.
Equita non condivide dunque le perplessità manifestate dal CDA del Monte dei Paschi di Siena: “Dal punto di vista valutativo”. ha aggiunto, “gli azionisti di BMPS avrebbero inoltre accesso ad un titolo con valutazioni attraenti, visto che ISP tratta con un P/E 2028E di 9,3x, rispetto a una media di settore di 10,3x e BMPS a 12 volte (11,5x ex-excess capital), offrendo dunque spazio per un potenziale re-rating. ISP rappresenta infine un profilo di estrema solidità patrimoniale e di asset quality (NPE
Ratio c.1.8% al 1Q26), con un’elevata profittabilità (2026E ROTE > 20% rispetto all’11% circa di MPS) e un forte commitment verso una politica di remunerazione degli azionisti generosa e sostenibile ( più di € 30 miliardi distribuiti tra buyback e dividendi negli ultimi 5 anni)”.
Infine, “il comportamento del mercato continua a suggerire una percezione favorevole dell’operazione: nella seduta di ieri il premio del titolo BMPS rispetto al valore implicito dell’offerta si è ulteriormente ridotto, passando dal 2,9% all’1,4%, segnale di una crescente convergenza tra le valutazioni di mercato e i termini economici della proposta di ISP”.
Equita SIM ha una visione positiva sia sulle azioni MPS che sul titolo Intesa SanPaolo.
Per il Monte, ha un target price pari a € 11,80, rispetto agli €11,4 a cui le azioni hanno chiuso la giornata di ieri, mentre ai titoli di Intesa ha assegnato un target di 7,40, rispetto ai € 6.4 euro a cui il titolo ha terminato la sessione della vigilia.
Equita ha precisato nella sua nota di svolgere o di avere svolto negli ultimi 12 mesi il ruolo di consulente finanziario di Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto e/o scambio avente ad oggetto strumenti finanziari emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.